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lunedì 11 novembre 2013

Servizi, tutto bene, a Rieti scommessa vinta sull' ADI in Farmacia.


Prestazioni erogate in crescita del 60%, ospedalizzazioni in calo, appropriatezza in aumento e costi recuperati per tre quarti quando allo scadere della sperimentazione mancano ancora un paio di settimane. Sono i dati di spicco del progetto avviato sei mesi fa da Federfarma Rieti e Asl del capoluogo per la partecipazione delle farmacie all’Adi, il servizio di assistenza domiciliare integrata. A tale esperienza – la prima del suo genere – era dedicato il convegno organizzato sabato nella città laziale per tracciare un primo bilancio della sperimentazione. «Valutazioni positive sul progetto sono arrivate da tutti gli interventi» spiega a Filodiretto Pierluigi Cortellini, presidente di Federfarma Rieti «anche perché le cifre non lasciano adito a dubbi: in poco meno di sei mesi le prestazioni Adi erogate dall’Asl sono cresciute del 60% grazie al “rinforzo” delle farmacie. Questo ha permesso la domiciliarizzazione di pazienti che prima venivano tenuti in ospedale per mancanza di risorse sul territorio, e ha anche consentito una maggiore appropriatezza: gli interventi per piaghe da decubito sono passati da una media di tre a settimana a una di sette, da cui il dimezzamento dei tempi di cicatrizzazione».

Ridotti del 40% anche i tempi per la presa in carico del dimesso nell’Adi, con una generale ottimizzazione degli interventi che si è ripercossa sui costi generali dell’Asl (guidata da Rodolfo Gianani): «A un paio di settimane dalla fine della sperimentazione» conferma Cortellini «i costi del progetto sono stati recuperati per il 75%». Risultato, il Ssn spende meglio e le farmacie integrano i propri fatturati con i servizi: dalla sperimentazione, condotta grazie all’istituzione di una cooperativa facente capo a Federfarma che impiega sette infermieri, i titolari reatini ricaveranno in sei mesi un compenso che dovrebbe aggirarsi attorno ai 5-7mila euro per farmacia.
Intanto dall’Asl è già arrivato l’impegno a rinnovare la sperimentazione con un accordo della durata di tre anni, mentre in Regione si studia come allargare l’esperienza ad altre province. «Abbiamo vinto la nostra scommessa» conclude Cortellini «siamo riusciti a dimostrare che le farmacie possono fornire un contributo prezioso anche nell’Adi».
Nel programma del convegno era anche prevista una tavola rotonda alla quale sono intervenuti tra gli altri Marcella Marletta, responsabile della direzione generale dispositivi medici, servizio farmaceutico e sicurezza delle cure del ministero della Salute, Franco Caprino, presidente di Federfarma Lazio, e Annarosa Racca, presidente di Federfarma nazionale. «Quello di Rieti» ha detto in particolare la presidente Racca «è un grande esempio di farmacia dei servizi che dimostra come le farmacie, ogni volta che vengono inserite nel sistema delle cure, garantiscano risparmio al Ssn». (AS)
Fonte: Federfarma

Tutto molto bello, solo che secondo me una volta capito il meccanismo di questo nuovo modo di proporsi, la Farmacia come al solito verra' esclusa dalle figure professionali interessate. Non dimentichiamoci che esiste il WEB.
Tutte le strade vanno percorse ma non scordiamoci che siamo Farmacisti ed il Farmaco e' il nostro mestiere.

venerdì 14 dicembre 2012

Brescia, bilancio positivo per l'infermiere a domicilio

Ha avuto risposte positive soprattutto tra anziani e pazienti fragili il servizio di assistenza infermieristica a domicilio che le farmacie bresciane hanno lanciato a luglio. Questa la valutazione di Federfarma provinciale nel tradizionale incontro di fine anno con la stampa locale organizzato ieri nel capoluogo. «Con quest’offerta» ha spiegato la presidente del sindacato titolari, Clara Mottinelli «la farmacia “sotto casa” diventa a tutti gli effetti un centro polifunzionale di servizi». Le prestazioni offerte nel pacchetto comprendono prelievi a domicilio, cicli iniettivi, cambio del catetere, igiene della persona fragile, assistenza notturna e medicazioni. Per accedere ai servizi, il paziente non deve far altro che recarsi in farmacia con la prescrizione medica, provvederà poi il farmacista a metterlo in contatto con l’infermiere attraverso una piattaforma informatica realizzata allo scopo.


Alla base del progetto c’è la convenzione che Federfarma Brescia ha firmato quest’estate con i centri infermieristici bresciani aderenti all’Ipasvi (la federazione dei collegi degli infermieri) e con alcuni laboratori di analisi. Grazie a questi accordi, le farmacie riescono a offrire i servizi domiciliari a prezzi agevolati. In più, Federfarma ha predisposto quattro “pacchetti” ciascuno caratterizzato da un menù di prestazioni pensate per specifiche tipologie di malato.

Il prossimo step, concludono a Federfarma Brescia, sarà quello di allargare la piattaforma .
Fonte: Federfarma  

Non c'è bisogno della Farmacia per organizzare questo tipo di servizi e poi chi paga.....sempre "pantalone". Tutti i FARMACI tornino in Farmacia!!!! Questa è la "mission".

giovedì 7 giugno 2012

Farmacia dei servizi. Cosa faranno le "comunali". Ecco il decreto e gli emendamenti di Regioni e Anci

Anche le farmacie pubbliche entrano nel progetto farmacia dei servizi. La bozza del decreto del ministro della Salute, esaminata nel corso della riunione tecnica della Conferenza Unificata del 18 maggio, dovrebbe però raccogliere gli emendamenti delle Regioni e dell’Anci.

07 GIU - Presto nuovi servizi anche nelle farmacie comunali. Lo schema di decreto elaborato dal ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia, recentemente trasmesso alla Conferenza Unificata, stabilisce infatti l'ingresso delle farmacie comunali nel grande e ambizioso progetto della farmacia dei servizi avviato con l’approvazione del Dlgs 153/2009.

La bozza di decreto, esaminata nella riunione tecnica della Conferenza Unificata dello scorso 18 maggio, è però già pronta a subire modifiche. Una nuova versione dovrà infatti essere elaborata tenendo conto delle richieste emendative formulate dalle Regioni e dall’Anci nel corso della stessa riunione e che riguardano, in particolare, la condizione che impone alla farmacia che voglia aprirsi ai nuovi servizi di dimostrare di avere avuto “un risultato di esercizio positivo nelle ultime due annualità di bilancio”. Paletto che Regioni ed Anci vorrebbero sostituire con la dimostrazione che la farmacia “non abbia registrato perdite progressive nelle ultime tre annualità di bilancio”.

In attesa del testo definitivo, ecco cosa prevede la bozza di schema di decreto del mistero della Salute.

Oltre alle farmacie di cui sono titolari i Comuni, protranno erogare i nuovi servizi anche le altre farmacie pubbliche gestite con azienda speciale, alle società, ai consorzi tra Comuni di cui i Comuni sono unici titolari, e alle società di capitali costituite tra Comuni e farmacisti che, al momento della costituzione della società, prestino servizio presso farmacie di cui il Comune abbia titolarità. Condizione, però, è che possano dimostrare di avere avuto un risultato di esercizio positivo nelle ultime due annualità di bilancio (che se verrà accolto l’emendamento delle Regioni e dell’Anci si trasformerà nella mancanza di perdite progressive negli ultimi tre anni di bilancio).

Per essere ammesse ad erogare i nuovi servizi le farmacie pubbliche dovranno inoltre assicurare l’invarianza della spesa sanitaria e comunque l’aderenza alle normative vigenti in materia di Patto di stabilità riguardanti gli enti locali. Paletti anche per le eventuali assunzioni per realizzare i nuovi servizi, che dovranno riguardare esclusivamente personale sanitario o socio-sanitario, infermieri e fisioterapisti ed essere compatibili con il rispetto da parte dei Comuni della normativa vigente in materia di spese e di assunzione di personale. Le assunzioni, inoltre, non dovranno eccedere i limiti di capienza del risultato contabile di gestione.

Un documento separato da allegare al rendiconto di gestione dovrà evidenziare i risultati contabili che deriva dalle nuove attività, allo scopo di permettere al Consiglio dell'ente di valutare i risultati nell’ambito dell’approvazione del rendiconto.

I criteri per la determinazione della remunerazione da parte del servizio sanitari per i nuovi servizi saranno fissati con l'accordo collettivo nazionale, che definirà anche i criteri in base ai quali i correlati accordi regionali fissano i requisiti minimi di idoneità dei locali della farmacia in cui vengono erogate le prestazioni.

Fonte: quotidianosanità

sabato 18 febbraio 2012

Tra regioni che non pagano e nuovi servizi

In questi ultimi giorni, con l'attenzione di tutto il settore concentrata sull'iter del decreto Cresci Italia, il mondo non si è fermato. Due avvenimenti, in particolare, sono balzati agli occhi della redazione che testimoniano della complessa e sfaccettata realtà che vive il settore.

Due recenti notizie sono circolate negli ultimi giorni riguardanti il rapporto con la Pubblica amministrazione, ma sono di segno totalmente opposto.
Il primo è in Campania, dove Federfarma Salerno ha avviato le procedure per la sospensione dell'assistenza diretta, in particolare il servizio di prenotazione delle visite specialistiche (Cup) per le strutture sanitarie dell'Asl Salerno. La decisione è maturata per gli ormai cronici ritardi dei pagamenti dei crediti risalenti ad agosto 2010 pur versando acconti che, secondo il presidente di Federfarma Salerno Leonardo Accarino, servono solo a pagare gli stipendi, creando forti difficoltà alle farmacie.
La seconda notizia arriva invece da Trieste, dove è stato avviato il progetto di consegna dei farmaci a domicilio FarExpress, ultimo in ordine di tempo di iniziative analoghe che la società D.B. Services ha sviluppato in diverse regioni e città italiane attraverso la formula del franchising.
Il progetto FarExpress sperimenta un servizio di "consegna domiciliare dei farmaci" con il coinvolgimento di medici di base, farmacisti, pubblica amministrazione (è il caso degli assessorati alle politiche sociali e sociosanitarie rispettivamente della provincia e del comune di Firenze). Il servizio si prende in carico il ritiro della prescrizione presso il medico, il ritiro dei farmaci in farmacia, la consegna presso il cittadino e la gestione del pagamento del ticket. Il tutto nel rispetto della tutela della privacy e delle prescrizioni di legge. FarExpress si rivolge quindi non solo ad anziani e pazienti con problemi di mobilità, ma anche a persone che lavorano e con scarsa disponibilità di tempo.
L'adesione al servizio - attivo al momento in 27 città di 11 regioni - costa per i cittadini 35 euro a famiglia e dà diritto, questa è la notizia rilevante, anche a servizi tipo le prestazioni infermieristiche domiciliari, la prenotazione di analisi ed esami radiologici ed ecografici presso i centri convenzionati, le visite specialistiche e il servizio ambulanza.
Perché questo aspetto è rilevante? Perché una buona parte di questi servizi rientrano tra quelli previsti dalla legge sulla farmacia dei servizi, rimasta un po' in sordina dato l'impegno di questi mesi a parare i colpi del governo Monti. Nel momento in cui le farmacie si ponevano la questione della convenzione, qualcuno si è mosso e ha scoperto che i cittadini sono propensi anche a pagare di tasca propria per un servizio. Una altro pezzo di farmacia che se ne va? Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatum, verrebbe da pensare.
Fonte: tolomeo.biz

domenica 12 febbraio 2012

Recapito a domicilio, le farmacie battute sul tempo da un'azienda privata

Il copione è sempre lo stesso: le farmacie indugiano nell'incertezza e qualcuno più veloce di loro le brucia sulla partenza. Rischia di accadere anche per il recapito a domicilio dei farmaci, uno dei nuovi servizi che il d.lgs 153/2009 aveva lanciato in pompa magna la bellezza di due anni fa. Finalmente sta per partire in undici regioni dello Stivale, ma a proporlo non sono né le farmacie né le loro cooperative, bensì un'azienda privata - la Farexpress - con sedi in franchising in una quarantina di città. In sintesi la formula è quella dei vecchi pony express degli anni '80: il cliente chiama, il fattorino va dal medico a ritirare la ricetta, passa dalla farmacia e quindi consegna a casa i medicinali. Il servizio è a pagamento e quindi può essere richiesto da chiunque: non solo persone disagiate o anziani, ma anche avvocati troppo presi dal lavoro per fare la fila dal medico o manager che lavorano dieci ore al giorno e a fare da sé non troverebbero mai la farmacia aperta. C'è persino la possibilità dell'abbonamento annuale con tessera, che dà diritto anche a prestazioni infermieristiche (domiciliari), prenotazione di esami e così via (guarda caso, altri servizi del decreto Fazio).
E le farmacie? A Firenze, dove giovedì la Farexpress si è presentata con una conferenza stampa alla quale erano presenti assessori comunali e provinciali, si resta per il momento a guardare. «L'azienda ci ha contattato per illustrarci il servizio» spiega Marco Nocentini Mungai, presidente di Federfarma Toscana «pensano di offrire ai titolari pacchetti di abbonamento da regalare ai clienti più affezionati. La nostra preoccupazione è che sia salvaguardata la libertà di scelta: da quello che ci hanno detto i pony porteranno le ricette soltanto nelle farmacie indicate dai clienti, ma il timore è che nel tempo qualcuno possa essere tentato di usare il sistema per accaparrarsi clientela. Staremo all'erta, anche se sugli aspetti deontologici dovrà essere soprattutto l'ordine a vigilare». «Infatti vigileremo» conferma il presidente, Andrea Carmagnini «in linea di principio tutti i servizi che vanno incontro alle esigenze dei cittadini sono i benvenuti, le nostre preoccupazioni - per le quali effettueremo verifiche - riguardano la tutela della privacy e il rispetto delle regole: trasporto, conservazione, recapito eccetera».
Resta intanto il fatto che i titolari si sono fatti battere sul tempo da un privato che non ha atteso convenzioni o tariffari Asl: certo che il servizio sarebbe stato così gradito da spingere i cittadini a pagare pur di averlo, si è buttato senza tanti indugi. «E' vero non è la prima volta che succede» ammette ancora Nocentini «forse in questo caso ci ha frenati l'idea che fosse comunque importante conservare il rapporto diretto con il paziente». Già ma così le farmacie rischiano di non parlare più con il cliente neanche per telefono: provvede a tutto un pony. Forse sarebbe stato meglio giocare d'anticipo.
Fonte: Farmacista33

Farsi battere sul tempo mi sembra la caratteristica principale dei nostri rappresentanti! Come volevasi dimostrare i servizi li possono fare tutti, il "farmaco" è la nostra professione! La nuova convenzione dovrebbe prevedere l'eliminazione della vendita diretta da parte delle ASL e della distribuzione per conto e far dispensare solo in Farmacia tutti i farmaci eliminando inoltre, i disservizi ed i dubbi risparmi che queste procedure hanno apportato. Certo che dopo le ultime pubbliche figuracce!

martedì 18 ottobre 2011

Toscana, Federfarma sconcertata per l'accordo Regione-Poste

Tra i farmacisti toscani ha suscitato parecchio sconcerto l'accordo firmato nei giorni scorsi da Regione e Poste italiane per l'erogazione di servizi sanitari sul territorio. Se n'è fatta portavoce ieri Federfarma Toscana, che in una nota esprime «assoluta contrarietà» nei confronti dell'intesa. Che, tra le altre cose, autorizza gli uffici postali a svolgere servizi Cup (prenotazione e ritiro referti) e soprattutto accenna all'eventuale consegna a domicilio dei farmaci. «Nel momento in cui si affida al postino il recapito dei medicinali» è il commento del presidente dell'Urtofar, Marco Nocentini Mungai «si innescano rischi per la salute dei cittadini che ci preoccupano non poco». Per i titolari, poi, l'accordo è danno e beffa allo stesso tempo. Perché è passato solo un mese o poco più da quando il presidente della Regione, Enrico Rossi, aveva ringraziato pubblicamente le farmacie per l'aiuto prestato ai cittadini sui ticket introdotti ad agosto. Una collaborazione offerta a titolo gratuito che Federfarma Toscana riteneva di poter "spendere" al tavolo sui nuovi servizi, che avrebbe dovuto essere convocato a breve come prevedeva l'intesa sulla dpc stipulata nel maggio scorso. «E' evidente» osserva ancora Nocentini «che l'accordo con le poste introduce un elemento di perturbazione nella trattativa a venire. Stiamo valutando le iniziative da adottare per rispondere, ma in questo scenario diventa difficile sedersi attorno a un tavolo e parlare di servizi».
Fonte: Farmacista33

Ma è possibile che questi colleghi non si rendano conto che non possiamo avere un'esclusiva su cose che possono far tutti e forse a costi minori e poi ci vuole una laurea per fare dei servizi? Noi studiamo il Farmaco quella è la nostra professione, ma negli ultimi decenni i cosiddetti "padri della Farmacia italiana" hanno pensato più alla loro poltrona ed alle loro "saccocce" che a difendere la dignità della nostra professione, la cosa grave è che a tutt'oggi continuiamo a farglielo fare e c'è chi li va ancora a votare ed eleggere!!!! Non aggiungo altro!!!!

mercoledì 28 settembre 2011

Il decreto Omnibus blocca le novità sul riordino delle farmacie

Stop alla possibilità di introdurre nella farmacia dei servizi, accanto all'infermiere, anche la figura del fisioterapista, con un'eventuale erogazione di prestazioni strumentali. La bocciatura arriva dal cosiddetto Ddl Omnibus, contenente la "Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria", licenziato in prima lettura dalla Camera e passato ora all'esame del Senato. Nel testo uscito da Montecitorio, è stata, infatti, confermata la bocciatura dell'articolo 12 che prevedeva un rafforzamento dei provvedimenti sul riordino delle farmacie. Sempre su questo tema, è passata anche la stretta sulla possibilità per i medici prescrittori di operare all'interno delle farmacie o di avviare accordi per partecipare agli utili. Tra le altre disposizioni, alcune riguardano gli ordini professionali, che avranno lo status giuridico di enti pubblici non economici, con un rafforzamento del codice deontologico e della terzietà del giudizio disciplinare. Gli oneri del finanziamento saranno a carico degli iscritti.
Fonte : Farmacista33

Sempre di più una gran confusione. C'è da decidere se fanno ridere o pena!

giovedì 8 settembre 2011

Milano, dal Comune stop a psicologo in farmacia

Il Comune di Milano "taglia" lo psicologo in farmacia, il servizio lanciato un paio di anni fa dall'assessorato alla Salute del capoluogo d'intesa con l'Università cattolica, le farmacie comunali e Federfarma provinciale. La decisione, ufficializzata nei giorni scorsi, sarebbe legata ai tagli del Governo sui trasferimenti locali e alla necessità di risparmi sulla spesa pubblica. L'iniziativa varata nell'ottobre 2009 dalla precedente giunta di centrodestra, infatti, suddivideva equamente tra comune e titolari aderenti i costi del progetto, perché lo psicologo riceveva in farmacia gratuitamente, su appuntamento e in locali separati (per garantire la privacy). Poco più di una trentina gli esercizi aderenti tra comunali e privati, per un servizio che fin dall'avvio ha riscosso il consenso del pubblico. «E' stato un successo di cui andiamo molto fieri» commenta Paolo Vintani, segretario provinciale di Federfarma Milano «difficile ora che le farmacie possano andare avanti per contro proprio senza il contributo del Comune: va bene non guadagnarci, ma un servizio in perdita non possiamo permettercelo». Nel frattempo, poi, sono arrivati i decreti attuativi sulla farmacia dei servizi. «Non mi pare sia contemplata la figura dello psicologo tra quelle cui i titolari possono aprire le porte» osserva ancora Vintani «quindi meglio muoversi con cautela. Proporrò che il tema sia trattato nella prossima riunione del consiglio, vedremo».
Fonte: farmacista33

domenica 29 maggio 2011

Francia: senza remunerazione farmacia dei servizi resta «bella utopia»

Invitano quasi a un gemellaggio le similitudini che la farmacia dei servizi "alla francese" condivide con quella "made in Italy". Perché a due mesi circa dal decreto con cui il ministero della Sanità di Parigi affidava alle farmacie un ruolo di primo piano nelle cure territoriali e nella continuità assistenziale, tra i titolari c'è già chi parla di «bella utopia». A far discutere è soprattutto la novità del "pharmacien correspondant", ossia del farmacista di famiglia: in sostanza, dal 5 aprile i francesi possono nominare un farmacista di fiducia (papabile qualsiasi laureato abilitato: il titolare della farmacia preferita, un collaboratore o anche un farmacista ospedaliero) perché lo segua nella terapia farmacologica, ne monitori i progressi, gestisca la ripetizione delle ricette, curi la compliance e così via. Una meravigliosa novità a detta della grande maggioranza dei farmacisti francesi, peccato però che il decreto si sia "dimenticato" di specificare la remunerazione del servizio. Ed è questa lacuna a rendere diffidenti: una parte dei titolari si dice pronta a farsi carico delle nuove competenze fin d'ora, ma secondo un recentissimo sondaggio di Pratispharma il 67% dei farmacisti preferisce attendere maggiori chiarezze sul capitolo economico. Come in Italia, poi, anche in Francia ad aumentare i dubbi dei farmacisti c'è anche la resistenza dei medici di famiglia: i generalisti transalpini non hanno gradito l'invasione di campo e sostengono che la figura del pharmacien correspondant rischia soltanto di creare confusione. E anche questo fa "dejà vu".
Fonte: Farmacista33

giovedì 21 aprile 2011

Fisioterapisti e infermieri in farmacia. In vigore il 4 maggio il Dm

( Il Sole 24 Ore Pag.39 - 20/04/2011 )

È stato pubblicato in G.U. n. 90 ed entra in vigore il 4 maggio 2011 il Decreto del Ministero della Salute del 16 dicembre 2010 sull'erogazione da parte delle farmacie di specifiche prestazioni professionali. Infermieri e fisioterapisti opereranno sempre su prescrizione medica, in locali dedicati o al domicilio del paziente: le prestazioni, a carico del Ssn o del cittadino, saranno fornite sotto la responsabilità del farmacista. Gli infermieri potranno praticare medicazioni e iniezioni e assistere il paziente nell'esecuzione dei test analitici di prima istanza che rientrano nell'area dell'autocontrollo. I fisioterapisti forniranno prestazioni finalizzate al recupero delle disabilità, ricorrendo a massaggi, massoterapia e terapia occupazionale.
Fonte: AboutPharma

mercoledì 10 novembre 2010

Iter nuovi servizi vicino alla conclusione


«Alla prossima Conferenza Stato-Regioni, le regioni dovrebbero darci il parere sui decreti attuativi che abbiamo già inviato quindici giorni fa», lo ha detto con riferimento ai nuovi servizi in farmacia, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in occasione della presentazione del servizio "L'angolo della prevenzione" di Autostrade per l'Italia, precisando che «questo dovrebbe essere l'ultimo passaggio, la fine dell'iter».
Il ministro ha poi ricordato che le farmacie non si sostituiranno al Servizio sanitario nazionale in quanto si tratta «di procedure di autovalutazione che non rientrano nelle procedure accreditate, quindi non hanno un coinvolgimento diretto, ma sono procedure di prevenzione che rientrano in un discorso di sanità integrativa».
Fonte: Farmacista33

Fantastico!!! Auguri!!! A sostenere i costi saranno le Farmacie.