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martedì 28 maggio 2013

Sigarette elettroniche, per l’Aifa vanno considerate "farmaci"

Le sigarette elettroniche dovrebbero essere considerate farmaci e sottoposte alle norme previste dal d.lgs 219/2006 sui prodotti medicinali. E’ una delle indicazioni principali del “pacchetto” di raccomandazioni che l’Aifa ha diffuso stasera per ufficializzare la propria posizione in tema di “e-cigarettes”. In sostanza, si tratta di indicazioni che a loro volta sono frutto delle riflessioni condotte nei mesi scorsi dal Consiglio superiore di Sanità, impegnato sul tema in un’analisi cui ha partecipato attivamente la stessa Agenzia del farmaco.
Le indicazioni che ne risultano lasciano intravedere un mercato che al momento si preoccupa poco del rispetto delle regole. La prima raccomandazione dell’Aifa, infatti, è quella che siano definite «le quantità di nicotina» presenti nelle cartucce di ricarica: si tratta dell’unica sostanza farmacologicamente attiva tra gli ingredienti, i produttori ne garantiscono la conformità «alla Farmacopea internazionale», ma da alcuni controlli risulta il contrario. Non solo: visto che si parla di «materie prime farmacologicamente attive», l’Aifa ritiene che tali prodotti andrebbero considerati farmaci «e che anche le sigarette elettroniche dovrebbero essere regolamentate secondo la direttiva 2001/83/CE», ossia il d.lgs 219/2006.
E poi ancora: vanno stabilite «specifiche qualitative minime» per l’apparecchio, «poiché le sostanze inalate variano non solo in base al liquido inserito ma anche alla composizione del materiale plastico e alla temperatura raggiunta dal dispositivo stesso»; il liquido da utilizzare nelle sigarette elettroniche, «anche qualora privo di sostanze farmacologicamente attive», dovrebbe essere «chiaramente etichettato con riferimento al contenuto e all'esposizione durante la somministrazione», perché i prodotti formati nella combustione delle sostanze fanno ravvisare «problemi di sicurezza legati al loro uso» e comunque inducono la «falsa convinzione che si tratti di prodotti sicuri»; infine, «il messaggio ingannevole sul vantato effetto disassuefacente dall’abitudine del fumo non dovrebbe accompagnare tali prodotti se non sotto controllo medico», e si dovrebbe «informare l'opinione pubblica» sulla possibilità che tali prodotti possano «al contrario riattivare o incrementare l'abitudine al fumo e favorire l'utilizzo del dispositivo come nuova via di assunzione di sostanze da abuso».
A proposito di disassuefazione, in ogni caso, l’Aifa «ritiene che rispetto alle sigarette classiche quelle elettroniche possiedano un minor rischio per la salute», a patto però che ci sia un’adeguata regolamentazione. Invece, è da «bandire» l’impiego da parte di persone «che non hanno mai fumato o abbiano già smesso», poiché l’uso può aggravare la dipendenza da nicotina. (AS)

Fonte: Federfarma

sabato 4 agosto 2012

Fumo: più neonati morti e figli con deficit di attenzione per le fumatrici

Le conseguenze avverse del fumo di sigarette sull'andamento della gravidanza e sulla salute dei neonati sono ben note così come gli aumenti, causati dall'esposizione alla nicotina, del rischio di nascite di bambini morti, sottopeso o con circonferenza cranica ridotta e di sindrome della morte improvvisa. Di contro, si sa relativamente poco degli effetti di lungo termine della nicotina sulla funzione neurocomportamentale e sulla possibilità che i figli di donne che hanno fumato in gravidanza siano affetti dal deficit di attenzione e dal disturbo di iperattività.Due studiosi statunitensi hanno quindi realizzato una ricerca, su un campione di 357 madri di figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni, per comprendere se la prole di madri fumatrici mostri anomalie nelle valutazioni materne della funzione esecutiva, nella prevalenza di deficit dell'attenzione e disturbo di iperattività e nelle perfomance scolastiche. Le partecipanti alla ricerca hanno compilato il questionario Behavioral Rating Inventory of Executive Function (BRIEF), somministrato per via informatica, fornendo informazioni riguardo alle loro abitudini di fumo durante la gravidanza e una valutazione relativa alle funzioni neurocomportamentali e alle perfomance scolastiche dei loro figli.Dall'analisi dei dati raccolti, è emerso che le donne che hanno fumato durante la gravidanza risultano essere più povere, meno istruite, più giovani e con maggiori probabilità di consumare droghe così come di partorire prematuramente. I disturbi di iperattività e il deficit d'attenzione sono risultati più frequenti nei figli di donne che fumavano almeno dieci sigarette. I bambini esposti alla nicotina hanno inoltre mostrato il doppio delle probabilità di avere peggiori perfomance in matematica e lettura rispetto ai loro coetanei non esposti. Risultati scolastici indipendenti dal livello di studio delle madri.
Fonte: CUFRAD

giovedì 14 giugno 2012

Ricerca del Cnr. Allarme malattie polmonari: "Il 12,7% degli europei 'under 19' a rischio"

A dirlo è una ricerca condotta da ricercatori italiani del Cnr in collaborazione con altri scienziati europei, nelle piazze di alcune delle capitali e delle grandi città del continente: l’ostruzione delle vie aeree è un problema diffuso, non solo tra anziani e asmatici, ma anche tra i più giovani, soprattutto se fumatori.
14 GIU - Potrebbe sembrare strano, ma a qualche cittadino europeo negli scorsi anni è capitato: arrivare alla stazione della propria città, o passeggiarne nelle vie, e trovarsi davanti degli operatori che offrivano gratuitamente una spirometria, un esame della funzione respiratoria che consiste nel soffiare in maniera potente in uno strumento, per controllare la funzionalità di polmoni e bronchi. Eppure, questa bizzarra scenetta è servita agli stessi operatori – che in realtà sono ricercatori tra cui anche italiani del Cnr, insieme a studiosi norvegesi dell’Università di Oslo – per effettuare uno screening a campione sulla salute dell’apparato respiratorio degli europei. Il risultato? Uno su otto (e talvolta uno su cinque) risulta avere le vie aeree ostruite, con una prevalenza maggiore negli anziani, nei fumatori e negli asmatici. Ma a preoccupare, in particolare, è il risultato sui più giovani, gli under 19 risultano infatti respirare mediamente peggio degli adulti. I risultati sono stati pubblicati su European Respiratory Journal. "Nelle piazze o nelle stazioni di Glasgow, Copenhagen, Monaco, Stoccolma, Berlino e Vienna, dove si sono svolti i congressi della Ers degli anni 2004-2009, i cittadini hanno potuto eseguire gratuitamente una spirometria per valutare lo stato di salute dei loro polmoni", ha spiegato Sara Maio dell'Ifc-Cnr di Pisa. "I tassi di prevalenza di ostruzione delle vie aeree sono risultati elevati: dal 12,4 al 20,3%, e sono state confermate le associazioni con i più importanti fattori di rischio. In particolare, rischi di ostruzione di severità lieve maggiori del 90% nei soggetti con età superiore a 80 anni, del 140% nei fumatori e del 180% nei soggetti con diagnosi di asma. Tali associazioni sono confermate anche per l'ostruzione di severità più elevata". In tutto sono state 10.395 le persone che hanno eseguito la spirometria e risposto a domande su genere ed età, abitudini di fumo e presenza di asma: i risultati hanno mostrato tassi di prevalenza di ostruzione delle vie aeree elevati e paragonabili a quelli riportati in studi scientifici svolti in altri Paesi (Polonia, Corea, America, Australia, Cina e Sud-Africa).Come già accennato, i dati più importanti, sono forse i valori di prevalenza di ostruzione lieve non trascurabili emersi nei soggetti con età inferiore ai 19 anni (12,7%) e di 40-49 anni (7.7%), "che indicano la necessità di iniziare gli screening di funzionalità polmonare ad età più precoci rispetto a quanto si credesse, specialmente in casi di asma bronchiale e fumatori – ha commentato la ricercatrice – così da ridurre il rischio di sviluppare gli stadi più severi di malattia attraverso l'interruzione del fumo e un appropriato trattamento". Ecco perché gli esperti del Cnr, della Società europea di pneumologia e della Fondazione europea del polmone consigliano screening precoci, soprattutto per i giovani fumatori, perché questo potrebbe ridurre il rischio di veder peggiorare l’ostruzione delle vie aeree. Il lavoro europeo rientra nell'ambito di un impegno che ha prodotto un documento delle Nazioni Unite sulla prevenzione e sull'impatto delle malattie croniche non comunicabili (respiratorie, cardiovascolari, dismetaboliche e oncologiche), particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, e di un documento del Consiglio dell'Unione Europea sulla prevenzione, diagnosi precoce e trattamento delle malattie croniche respiratorie nei bambini. Per sensibilizzare sui problemi della salute respiratoria, in particolare i fattori di rischio correlati alle patologie polmonari croniche, quali fumo e inquinamento, nel mese di giugno, la Pneumologia italiana organizza il mese della spirometria, con incontri di formazione e interventi educazionali. Da ricordare infine l'iniziativa mondiale World Spirometry Day, il 27 giugno in concomitanza con i Giochi Olimpici di Londra, e l'European Respiratory Day, il 28 giugno a Roma.Lo studio stato condotto dall'Unità di epidemiologia ambientale polmonare (Epap) dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, in collaborazione con l'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim-Cnr) di Palermo, la Società europea di pneumologia (Ers) e la Fondazione europea del polmone (Elf). "Organizzazione mondiale della sanità e Gard (Alleanza globale contro le malattie croniche respiratorie) stanno proponendo il modello dell'Elf-Ers Spirometry Tent per incrementare l'attenzione all'ostruzione delle vie aeree da parte di cittadini, mass media e politici", aggiunge Giovanni Viegi, già presidente Ers e direttore dell'Ibim-Cnr. "Ifc e Ibim del Cnr vi hanno contribuito grazie alle conoscenze e all'esperienza maturate negli anni con importanti studi epidemiologici italiani".
Fonte: quotidianosanità

martedì 29 maggio 2012

Fumo. Garattini rilancia la tassa su tabacco

Secondo il direttore dell’Istituto Mario Negri l’impatto della legge Sirchia per scoraggiare il consumo di tabacco è stato “di breve durata”. Meglio l’aumento del costo tabacco e la diffusione di preparati di nicotina per aiutare i fumatori a non aver bisogno della sigaretta.
29 MAG - Torna a rilanciare la tassa sul tabacco Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che si celebrerà il 31 maggio. “Il consumo di tabacco è in aumento anche perché vi sono poche ex-fumatrici ed è invece in crescita il numero di giovani che fumano”, spiega in un intervento sul settimanale Oggi, e aggiunge: “Ci si era illusi che la benemerita legge Sirchia, che vietava il fumo in pubblico, avesse grande impatto nel convincere i fumatori a smettere questa “cattiva” abitudine, ma purtroppo l’impatto è stato di breve durata”.Due, in particolare, le proposte avanzate da Garattini per contrastare il fenomeno:1. “Occorre aumentare il prezzo delle sigarette perché questo è certamente un modo efficace per diminuire i consumi. La crisi attuale è un’ottima occasione anche perché si aumenteranno le entrate dello Stato e nel lungo termine si diminuiranno le spese per il Servizio Sanitario Nazionale che avrà meno malattie da curare”.2. “E’ certamente utile mettere a disposizione dei fumatori preparati di nicotina per non aver bisogno della sigaretta. E’ vero che in questo modo non si cura la tossicodipendenza, ma è altrettanto vero che si riduce considerevolmente l’intossicazione da sostanze cancerogene ed infiammatorie responsabili per vari tipi di tumore, infarti cardiaci e gravi malattie respiratorie”.
Fonte: quotidianosanità

giovedì 24 maggio 2012

Schizophrenia Research: uso di cannabis e schizofrenia, un nuovo studio a supporto di questa associazione

L’uso precoce di cannabis potrebbe contribuire all’insorgenza di sintomi del disturbo di personalità schizotipico (SPD) in età adulta. Lo sostiene uno studio realizzato da Anglin e collaboratori della City University of New York, e pubblicato recentemente sulla rivista Schizophrenia Research. Lo scopo di questa ricerca era determinare il valore predittivo del consumo di marijuana durante l’infanzia e la prima adolescenza sulla comparsa in età adulta di sintomi del SPD, sintomi simili a quelli della schizofrenia, che comprendono esperienze percettive insolite (ad es. allucinazioni), credenze e comportamenti anomali, ritiro sociale.Questo studio longitudinale di coorte ha coinvolto 804 newyorkesi, che sono stati valutati inizialmente all’età media di 13 anni, e poi intorno ai 16, 22, e 33 anni. Dai risultati è emerso che l’uso di cannabis prima dei 14 anni predice fortemente lo sviluppo di sintomi del SPD in età adulta. Questi dati forniscono ulteriore supporto per un’associazione tra consumo precoce di marijuana e successivi sintomi caratteristici dei disturbi dello spettro schizofrenico che persistono anche in età adulta. I ricercatori sostengono che l’unicità dello studio risiede nella dimostrazione che questa associazione non è limitata solo ai soggetti caratterizzati da un alto livello di sintomi schizotipici già nella prima adolescenza, come osservato in altri studi, e inoltre, che l’associazione era indipendente da precoci disturbi depressivi e d’ansia, o dall’esposizione a nicotina e altre droghe.Secondo gli autori sono comunque necessari ulteriori approfondimenti per chiarire i meccanismi che sottendono l’associazione tra consumo di cannabis e sintomi schizotipici, e determinare inoltre se questi effetti dell'uso di marijuana sui sintomi del SPD variano con la durata di utilizzo nel corso dello sviluppo.
Fonte: CUFRAD

lunedì 7 maggio 2012

Tabacco: scarsa consapevolezza dei danni alla salute

Fonte: World Heart Federation

I rischi per la salute del cuore derivanti dal fumo di tabacco e dal fumo passivo non sono ancora sufficientemente chiari alla popolazione generale. Sarebbe questo uno degli aspetti più rilevanti emersi al Congresso "World Heart Federation Congress of Cardiology" , svoltosi a Dubai, durante il quale è stato presentato un report dal titolo: "Cardiovascular harms from tobacco use and secondhand smoke". Il meeting è stato organizzato dalla World Heart Federation in collaborazione con l'International Tobacco Control Project (ITC Project) e l' Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo il Report metà dei fumatori cinesi e un terzo di quelli indiani e vietnamiti non sanno che fumare provoca problemi al cuore.
Estendendo il panorama alla popolazione mondiale dei fumatori, sembrerebbe che circa la metà di essi ignora il fatto che rischiano problemi cardiovascolari e ictus. Minore ancora risulterebbe la sensibilità verso i danni provocati dal fumo passivo, al punto che, anche in paesi economicamente avanzati come il Regno Unito, gli Stati Uniti e l'Australia, i fumatori ignari della pericolosa associazione tra fumo passivo e danni alla salute oscillerebbero tra un terzo e metà del totale. Secondo il Professor Geoffrey Fong dell'Università di Waterloo in Canada e membro dell'ITC Project, esiste un'ampia correlazione tra la scarsa conoscenza dei danni causati dal tabacco e l'elevata prevalenza nei livelli di fumo da parte della popolazione. Molto resta da fare per rendere la gente più consapevole rispetto alla patologia. Inoltre il report propone di aumentare il prezzo delle sigarette, eliminare qualsiasi forma di promozione delle sigarette e dei prodotti da tabacco, aumentare le leggi che vietano il fumo nei luoghi di lavoro e aumentare i corsi per smettere di fumare, quali strategie antifumo da attuare nei vari Paesi.
Fonte: CUFRAD

giovedì 3 maggio 2012

Il fumo del tabacco inquina più di un'auto, dati choc: la proposta dello Sportello dei Diritti

Fonte: genova24.it 2 maggio 2012
Fumare in auto equivale a produrre polveri sottili (Pm 2,5) in concentrazioni trenta volte superiore ai limiti di legge. Pochi avrebbero immaginato che una sigaretta accesa produca concentrazioni di polveri sottili di oltre 400 microgrammi per metrocubo, che la quantità di carbonio organico in un’area aperta in cui si fuma superi di 40 volte la media rilevata a pochi metri di distanza e che il fumo passivo costituisca una delle maggiori fonti di “intossicazione” per i nostri polmoni. Molto più che lo smog da auto perché il fumo di tabacco è costituito di due componenti principali: la parte inalata e filtrata dai polmoni del fumatore (mainstream) e quella direttamente legata alla combustione del tabacco e della carta (sidestream, in cui si riscontrano soprattutto NO2, CO, nicotina, benzopirene, metilgliossale, formaldeide, acetaldeide, acroleina, e una notevole dose di particolato).
Anche se il principale ingrediente nelle sigarette sembra essere tabacco naturale , un certo numero di sostanze chimiche naturali e sintetiche sono aggiunti alle sigarette per renderli più attraenti per i fumatori. Secondo i chimici al R. J. Reynolds Tobacco Co., le sigarette contengono più di 4.000 sostanze chimiche, quasi quattro dozzina dei quali sono noti cancerogeni. La miscela è estremamente complessa e contiene gas, composti organici e particelle: vi sono stati individuati più di 200 composti elementari, molti dei quali irritanti, tossici, cancerogeni o mutageni. Fra le sostanze chimiche più diffuse nelle sigarette sono nicotina , formaldeide , ammoniaca , arsenico, catrame, fenilacetico acido, monossido di carbonio, anidride carbonica, propano, acroleina, acido cianidrico, metilgliossale, acetaldeide,propanaldeide, acetonitrile,anilina,piridina, nitrosodimetilammina, nitroso-nor-nicotina, nitrosoanatabina, toluolo, benzopirene, chinolina, cadmio, nichel e zinco.
Il fumo negli ambienti confinati aumenta sensibilmente la concentrazione di monossido di carbonio, idrocarburi aromatici policiclici, ossidi di azoto, particolato sospeso respirabile e di numerose altre sostanze tossiche. La caratteristica una straordinaria persistenza nell’ambiente: per essere disperso deve essere ventilato a lungo ed energicamente, altrimenti resta in sospensione per molti giorni. I dati scientifici sono stati ottenuti posizionando all’esterno dell’Istituto dei Tumori di Milano una piccola cabina di plastica trasparente. In essa era presente un rilevatore di inquinamento, il misuratore di polveri sottili, che serve a misurare il grado di inquinamento di una città. All’interno della cabina è stata fatta entrare un Harley Davidson, modello 883, uno dei motocicli più inquinanti al mondo. Tenendo premuto sull’acceleratore, si è fatto espellere quanto più gas di scarico possibile alla moto che veniva rilevato dai sensori. L’aria di Milano, che si sa è inquinata, contiene una quantità di PM10 di 170,000 micron. Dopo due minuti di accelerazione della moto, i sensori captavano un aumento fino a 250,000 micron.
Spenta la moto e fatta arieggiare la cabina, è entrata una ragazza che ha acceso una sigaretta e l’ha fumata per due minuti. L’aria nella cabina era tre volte più irrespirabile. Il livello rilevato dai sensori è stato di 700,000 micron, ma solo perché essi non sono programmati per andare oltre.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ciò vuol dire, da un lato, che il fumo inquina più dello smog e, dall’altro, che il fumo passivo costituisce un pericolo non solo nei luoghi chiusi, ma anche in quelli aperti. Da qui la necessità di realizzare spazi verdi rigorosamente no-smoking nelle città vietando il fumo anche in spiaggia. Infatti le sigarette spente in spiaggia e lasciate sulla sabbia sono un malcostume intollerabile e scandaloso. Una fonte di inquinamento ambientale ed estetico che va duramente combattuto.
Fonte: CUFRAD

lunedì 26 marzo 2012

Fumo: morti triplicate in 10 anni

Fonte: Informasalus.it 23 marzo 2012

Negli ultimi dieci anni le morti correlate al fumo sono quasi triplicateNegli ultimi dieci anni le morti correlate al fumo sono quasi triplicate e le grandi multinazionali del tabacco "stanno cercando di indebolire gli sforzi pubblici per salvare milioni di vite". È questa la conclusione del rapporto della World Lung Foundation e dall'American Cancer Society.
Se si continua con questi ritmi un miliardo di persone morirà per l'uso e l'esposizione da tabacco in questo secolo, una ogni 6 secondi. Nella passata decade sono morte 50 milioni di persone a causa del fumo.

Un segnale incoraggiante viene però dagli Stati Uniti. Il sindaco di New York Michael Bloomberg ha deciso di investire 220 milioni di dollari nella lotta al fumo. Le iniziative non saranno adottate nella metropoli americana, bensì nei Paesi in via di sviluppo, dove l'anno scorso è stato registrato l'80 per cento delle morti legate al consumo di sigarette.

La lotta di Bloomerang al tabacco è iniziata dieci anni fa, quando il sindaco di New York ha deciso di vietare il fumo nei ristoranti e ha lanciato campagne di sensibilizzazione. I fumatori a New York, spiega il Wall Street Journal, sono calati così al 14 per cento, dal 22 per cento del 2002. Gli ultimi sforzi annunciati da Bloomberg portano il suo impegno nella lotta al fumo a oltre 600 milioni di dollari dal 2007 al 2016. L'investimento di Bloomberg servirà a promuovere nuove tasse sulle sigarette, monitorare da vicino l'attività delle aziende di tabacco e a finanziare altre iniziative simili.
Fonte: CUFRAD

martedì 28 febbraio 2012

Smettere di furmare. Tutti i vantaggi degli spray orali

Meglio dei cerotti perché non provocherebbero i sintomi dell’astinenza e meglio degli spray nasali perché non irritanti. In più, le nuove terapie orali di rilascio di nicotina, avrebbero un’efficacia mai vista rilasciando la sostanza più velocemente rispetto agli altri prodotti.28 FEB - Il segreto per sconfiggere la dipendenza da nicotina potrebbe essere uno spray orale. Il dispositivo medico rilascia infatti la dose di nicotina più velocemente di cerotti e gomme, diminuendo la percentuale di persone ancora non-fumatrici ad un anno dal momento in cui hanno abbandonato il vizio. La ricerca che lo dice è stata condotta dai ricercatori del Gentofte University Hospital danese, e pubblicata sull’European Respiratory Journal. A confronto dei pazienti che sono stati trattati con un farmaco placebo, sono infatti più del doppio quelli che riescono a mantenersi lontano dalle sigarette.

Il trial, multicentrico randomizzato in doppio cieco, è stato condotto su 479 pazienti, la cui dipendenza era verificata sia tramite questionari che con test di alito e saliva. Ai partecipanti, divisi in due gruppi, è stata assegnata per 12 settimane una terapia con lo spray orale a rilascio di nicotina o con uno spray placebo che mimava il bruciore di quest’ultima. Le indicazioni ricevute dai pazienti, oltre ad una breve spiegazione del funzionamento del prodotto, erano quella di usare lo spray ogni qualvolta avessero sentito il bisogno di accendere una sigaretta, o quando ne avrebbero accesa una per abitudine. I partecipanti non potevano però superare quattro dosi ogni ora e 64 al giorno.
I ricercatori hanno così osservato che circa il 14 per cento dei partecipanti che avevano ricevuto lo spray alla nicotina risultavano ancora non fumatori ad un anno dalla fine della terapia, contro il 6% del gruppo di controllo. “Non è certo un numero enorme”, ha spiegato Philip Tonnesen, ricercatore che ha lavorato allo studio. “Ma è comunque un risultato migliore di quello ottenuto da altre terapie sostitutive per la dipendenza da nicotina”.

Queste altre tipologie di trattamento consistono nell’uso di cerotti, gomme, pasticche o spray nasali, ma nessuna ha un rilascio veloce come quello che si ha nella somministrazione orale, che inoltre non prevedere sintomi da astinenza come il cerotto o irritazioni come lo spray nasale. L’unico problema di questi dispositivi medici sembra essere quello di non essere facilmente reperibili, poiché innovativi e non disponibili in ogni nazione.
Di solito gli scienziati consigliano questo tipo di prodotti a rilascio di nicotina, quando hanno di fronte pazienti che vogliono smettere di fumare. Ma cercano anche di ricordare che per molte persone c’è bisogno di sforzi di carattere diverso, e che i tentativi spesso sono diversi prima di riuscire a smettere di fumare. “Le terapie sostitutive non sono certo la pallottola d’argento della dipendenza”, ha commentato Gregory Connelly, direttore del Center for Global Tobacco Control della Harvard School of Public Health. “Non c’è comunque da criticare questo tipo di prodotti per lo scopo che si prefiggono, anche perché la dipendenza dal tabacco dipende da fattori anche psicologici, che persistono dopo che il bisogno fisico di nicotina è stato eliminato e che, dunque, causano ricadute”.
Anche con terapie combinate, sia fisiche che psicologiche, per molti smettere di fumare rimane difficilissimo. La American Lung Association, tra le principali organizzazioni americane che aiutano i fumatori a liberarsi della loro dipendenza, ci vogliono in media almeno cinque o sei seri tentativi di abbandonare le sigarette, prima che arrivi quello definitivo. E secondo il Dipartimento della Salute statunitense il 36% dei fumatori negli Stati Uniti ogni anno prova a smettere di fumare, ma solo il 3% riesce nell’intento.
Fonte: quotidianosanità.it

venerdì 8 luglio 2011

Chantix aumenta del 72% il rischio cardiovascolare

( The New York Times online - 04/07/2011 , The Wall Street Journal online - 05/07/2011 , The Wall Street Journal Europe Pag.21 - 05/07/2011 )

Chantix (vareniclina), farmaco di Pfizer per smettere di fumare, aumenta del 72% il rischio di gravi eventi cardiovascolari, quali aritmia o infarto. Lo dimostra lo studio condotto da Wake Forest Baptist Medical Center con Johns Hopkins University School of Medicine (Usa) e l'Università di East Anglia (Gb) e pubblicato su Canadian Medical, che ha analizzando 14 trial in doppio cieco randomizzati e controllati su 8.216 pazienti fumatori. Pfizer e Fda intendono svolgere ulteriori trial entro il 2012.Fonte: AboutPharma

giovedì 16 giugno 2011

IN ITALIA 11 MLN DI FUMATORI, SI COMINCIA A 15 ANNI

(AGI) - Milano, 16 giu. - In Italia, nel 2010, fuma il 21,7% delle persone di 15 anni e piu', corrispondenti a circa 11,1 milioni di cittadini italiani. Di questi, il 23,9% sono uomini (5,9 milioni) e il 19,7% donne (5,2 milioni). L'eta' media in cui i giovanissimi di eta' compresa tra 15 e 24 anni iniziano a fumare e' 15 anni, sebbene oltre il 34% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver iniziato prima, mentre il 50% nella fascia di eta' tra i 15 e i 17 anni. I dati sono allarmanti, indicando che piu' di 8 giovani su 10 (85.3 %) under 24 iniziano a fumare prima del diciottesimo anno di eta'. Grave anche la quantita' di sigarette consumate: quasi il 13% dei minorenni ne fuma meno di 15 al giorno, mentre il 7,9% si spinge fino a 24 e c'e' un 1,3% che consuma oltre le 25 sigarette giornaliere. In Lombardia, domani, parte la seconda edizione di 'Alessio e Sara in tour per la prevenzione al fumo minorile!', la campagna itinerante realizzata dal Moige - movimento genitori con il patrocinio scientifico della SIPPS (Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) - che gia' lo scorso anno ha portato in 6 regioni italiane il suo programma di sensibilizzazione e informazione per la lotta al fumo minorile. La campagna si svolgera' in 15 centri commerciali, coinvolgendo oltre 18.000 bambini e piu' di 30.000 genitori, che dalla mattina fino al tardo pomeriggio potranno assistere agli spettacoli teatrali con i burattini animati da artisti professionisti. Ai piccoli spettatori sara' donato un fumetto in ricordo della campagna, mentre alle famiglie sara' fornito un pamphlet informativo con i suggerimenti degli esperti per favorire il dialogo tra genitori e figli sul tema e promuovere una corretta conoscenza dei rischi derivanti dal fumo attivo e passivo. Interessanti i dati sulle ragioni che spingono i minori ad avvicinarsi al fumo: 7 intervistati su 10 (73%) appartenenti alla classe di eta' 15-24 anni hanno dichiarato che la principale motivazione per cui hanno iniziato a fumare e' stata l'influenza esercitata dagli amici o il fatto che i propri amici gia' fumavano. Anche gli atteggiamenti assunti dalle famiglie e dagli operatori del settore incidono negativamente sulla cattiva abitudine al fumo dei minori. Nel 47% dei casi, nelle abitazioni italiane, i ragazzi possono fumare dove vogliono senza alcuna restrizione, mentre solo nel 16% dei casi non hanno il permesso di fumare in casa. Inoltre, 8 adulti su 10 (83%) hanno dichiarato di non aver mai visto un tabaccaio rifiutarsi di vendere le sigarette a un minore di 16 anni o chiedere un documento per verificare l'eta'.

domenica 21 novembre 2010

Oms, no alle sigarette elettroniche. Non fanno smettere e sono dannose

MONTEVIDEO - Le sigarette elettroniche aiutano affatto a smettere di fumare ed è falso affermare che sono innocue, anzi è vero l'esatto contrario. Il monito contro quella che è stata definita una stupida moda è venuto ieri dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella giornata conclusiva della Conferenza sul controllo del tabacco (CCLAT), tenuta a Punta del Este, in Uruguay. Pubblicizzata come infallibile sistema indolore per buttare il pacchetto una volta per tutte, la sigaretta elettronica "sabota in realtà le strategie messe in atto dall'Oms nella sua lotta contro il fumo", ha detto nel suo intervento Eduardo Bianco, direttore regionale dell'Alleanza per la Convenzione-quadro anti-tabacco dell'Oms.
Venduta ormai in tutte le farmacie, non è altro che un mini aerosol metallico a forma di sigaretta che sprigiona vapori aromatizzati che danno l'illusione di fumare. "Ma non è assolutamente provato che aiutino a smettere, anzi, c'é chi le usa perché in alcuni paesi sono permesse anche dove il fumo è vietato", ha detto Bianco. Inoltre, ha aggiunto, certi ingredienti "sono nocivi". In cinque giorni di lavori, la conferenza ha affrontato anche altri temi collegati al fumo e nella giornata conclusiva si è fatto il punto sulle future strategie. E' stata sottolineata ad esempio la necessità di regolarizzare l'impiego delle sostanze aromatiche contenute nella sigaretta. In in alcuni casi possono essere infatti più pericolose del tabacco. E' stato convenuto anche che la lotta contro il fumo dovrebbe trovare assai più spazio sui media. "E' stata una settimana molto fruttuosa", ha detto il ministro della sanità uruguayano, Daniel Olesker. Olesker in particolare si è detto compiaciuto per il grande appoggio manifestato nei confronti del suo paese che, a causa delle sue leggi anti-fumo, è stato denunciato alla Banca Mondiale dalla Philip Morris che ora pretende un ingente indennizzo per danni. Durante la conferenza, inoltre, è stato presentato un rapporto in cui si afferma che, a causa del fumo, nei cinque giorni dell'incontro di Punta del Este nel mondo sono morte 60.000 persone. E' stato annunciato anche che la prossima conferenza anti-fumo si svolgerà nel 2012 nella Corea del Sud.
Fonte: ANSA

lunedì 13 settembre 2010

Fda bacchetta produttori di sigarette elettroniche

La Food and Drug Administration (Fda) americana "bacchetta" cinque distributori di sigarette elettroniche per aver violato la normativa vigente Oltreoceano in materia di alimenti, farmaci e cosmetici (Federal Food,Drug, and Cosmetic Act, Fdca). Fra le accuse la promozione scorretta e pratiche produttive carenti. Secondo il Fdca, una società non può pubblicizzare il suo prodotto affermando che può curare o migliorare una malattia come la dipendenza da nicotina, a meno che la sua efficacia non sia stata provata. Nonostante questo, rileva la Fda, tutte e cinque le società "riprese" hanno affermato che i loro prodotti aiutano a smettere di fumare, senza che l'Agenzia abbia potuto esaminare alcuna evidenza in merito. La Fda - riporta un comunicato ufficiale dell'ente statunitense - ha anche inviato una lettera alla Electronic Cigarette Association, evidenziando di voler regolare il settore rispettando la sua missione di proteggere la salute pubblica e indicando il percorso normativo per la commercializzazione di questi prodotti nel rispetto del Fdca. Un'azienda che produce un farmaco, ad esempio, ricorda la Fda, per ottenere l'approvazione deve dimostrare all'agenzia che il prodotto è sicuro ed efficace e che i metodi di produzione siano adatti a preservare la qualità e la purezza del medicinale. «La Fda - si legge nella missiva - invita dunque le imprese produttrici di sigarette elettroniche a lavorare in cooperazione con l'Agenzia verso l'obiettivo di garantire che le sigarette elettroniche vendute negli Stati Uniti siano in commercio legalmente».
Fonte: Farmacista33

domenica 22 agosto 2010

Fumo: non c'e' rischio zero. Anche una sola sigaretta fa male, studio Usa

(ANSA) - ROMA, 20 AGO - Non esiste il 'rischio zero' quando si tratta di fumo, a qualsiasi livello fa male. Anche una sola sigaretta sporadica fa male.Lo sostiene un gruppo di ricercatori Usa. I geni attivati nei polmoni dei fumatori si attivano anche in quelli di chi e' esposto a basse concentrazioni di fumo, perche' fuma poco o perche' soggetto a fumo passivo. L'effetto genetico e' ridotto rispetto a quello osservabile in un fumatore accanito ma non per questo senza conseguenze per la salute dei polmoni.

venerdì 21 maggio 2010

TUMORI LARINGE, IL FUMO DECUPLICA I RISCHI

(AGI) - Riccione, 21 mag. - I tumori della testa e del collo sono il 20% dei tumori che colpiscono l'uomo e di questi un quarto nascono nella laringe. In Italia, soprattutto nel Nord-Est sono piu' frequenti e rispetto alla media mondiale, nel nostro Paese l'incidenza e' piu' alta. I piu' colpiti sono gli uomini, ma nell'ultimo decennio anche tra le donne si e' registrato un leggero aumento. Riguardano la popolazione che va dai 60 ai 70 anni, ma qualche caso si registra anche tra i cinquantenni. E' uno dei temi affrontati al 97ˆ Congresso nazionale della Societa' italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico - facciale (Sioechcf), che si sta svolgendo a Riccione dal 19 al 22 maggio. Giuseppe Spriano, Direttore di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma e presidente nazionale dell'Associazione otorinolaringologi ospedalieri italiani (Aooi), spiega quali possono essere i fattori che determinano l'insorgenza dei tumori alla laringe: "Il fattore principale, come per tutti i tumori della via respiratoria, e' il fumo di sigaretta, che determina un rischio di ammalarsi 10 volte superiore. Anche l'alcol e' un importante fattore di rischio e, se associato al fumo, ne potenzia la pericolosita'." Tra i principali sintomi con cui si manifesta sicuramente la disfonia, cioe' l'abbassamento della voce che diventa rauca, e' tra quelli piu' evidenti. Ma dal cancro alla laringe si guarisce? "Come per molti tumori questo dipende dallo stadio di malattia - avverte Giuseppe Spriano - e in uno stadio iniziale la guarigione si ottiene nel 90% dei casi. Ovviamente questa possibilita' diminuisce al crescere dell'estensione del tumore. Oggi globalmente siamo in grado di guarire circa il 60 % dei tumori della laringe". L'evoluzione terapeutica degli ultimi anni ha eliminato quasi totalmente l'intervento chirurgico. "Fino a 30 anni fa l'unico intervento possibile era la laringectomia totale, cioe' l'asportazione completa della laringe che provocava la perdita della voce e la tracheotomia definitiva per la respirazione - prosegue il presidente Aooi - Oggi questo intervento e' riservato a casi molto estesi o a recidive di pregressi trattamenti. Ma la vera evoluzione terapeutica degli ultimi decenni, secondo l'esperto, e' la chirurgia endoscopica". Nonostante gli sviluppi della scienza l'otorinolaringologo pero' lancia un messaggio forte a favore della prevenzione: "L'evoluzione della chirurgia, radioterapia e chemioterapia e' stata importante e ha portato a miglioramenti terapeutici, ma questo e' niente al confronto di quello che si potrebbe ottenere con la prevenzione primaria, cioe' eliminando i fattori di rischio. Un esempio per tutto questo: se nessuno fumasse invece di 100 tumori ve ne sarebbero solo 10". -

mercoledì 5 maggio 2010

Giro di vite sul fumo

Il Parlamento italiano si prepara ad approvare una legge che inasprirà i divieti, ma puntando su una migliore conoscenza dei rischi per la propria salute e per quella degli altri
A breve la Commissione Igiene e Sanità del Senato, in sede deliberante, dovrebbe dare il via libera a un disegno di legge che nei suoi punti chiave prevede: il divieto di vendita di tabacco in tutte le forme ai minori di 18 anni, l'inserimento di una sorta di foglietto illustrativo all'interno dei pacchetti e l'avvio di campagne informative. Il disegno di legge 'Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivati dal consumo dei prodotti del tabacco, firmato da Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficienza del Servizio sanitario nazionale, era stato presentato il 29 aprile 2008. "Il primo giorno di questa legislatura", sottolinea Marino all'Adnkronos Salute. "Sono scaduti i termini per presentare gli emendamenti - spiega il senatore - e attualmente il ddl è in Commissione Sanità, dove sarà votato. Diciamo che - prevede - entro giugno dovrebbe arrivare direttamente alla Camera". La strada dell'approvazione del ddl non dovrebbe presentare troppi ostacoli. "Questo provvedimento - sottolinea Marino - è voluto da tutti i gruppi politici, di destra e di sinistra. Non a caso il secondo firmatario del testo è Antonio Tomassini, senatore del Pdl e presidente della Commissione sanità del Senato. D'altronde - aggiunge il senatore Pd - un'azione di contrasto al fumo è disperatamente urgente". I punti chiave del disegno di legge Marino sono soprattutto tre. "Innanzitutto - spiega il senatore Pd - è previsto l'innalzamento del divieto di vendita ai minori di 18 anni. Al momento il limite è a 16 anni. É inoltre prevista la costituzione di un fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni da tabagismo che verrà gestito dal ministero della Salute. Fondo che servirà per finanziare campagne di informazione sui danni da fumo nelle scuole primarie e percorsi di aggiornamento per i medici di famiglia". Altro nodo centrale del ddl è la volontà di inserire un bugiardino, un fogliettino come quello che si trova nelle confezioni dei farmaci, all'interno dei pacchetti di sigarette. "Questo perché il consumatore - afferma Marino - deve essere informato sui rischi che corre. E non solo sui più noti, tipo quelli legati al catrame. Nel fumo di sigaretta - precisa il senatore Pd - si sviluppano circa 4 mila sostanze chimiche, di cui 40 cancerogene. E il bugiardino dovrà elencare proprio queste sostanze più pericolose, come ad esempio l'ammoniaca, il mercurio, il cianuro di vinile". In totale sono stati presentati 74 emendamenti al ddl. Tra questi, tre prevedono l'estensione del divieto di fumo anche nei cortili di scuole, ospedali e università. "L'emendamento presentato dal senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri (Pdl) prevede l'ampliamento della messa al bando in tutta l'area di questi edifici. Anche nelle zone all'aperto. Quello di Michele Saccomanno (Pdl) è sovrapponibile, con l'aggiunta del divieto anche per chi guida". "C'è poi un emendamento presentato da Felice Belisario (Idv) che - precisa Marino - proibisce anch'esso il fumo in questi spazi, ma predispone 'aree ad hoc'. Un po' come gli 'smoking shelter' che esistono negli Stati Uniti. Luoghi chiusi dedicati, adibiti ai fumatori". Marino ribadisce l'urgenza di questo provvedimento, anche alla luce di alcuni dati allarmanti. "Ogni anno in Italia, Paese in cui ci sono 12 milioni di fumatori ,muoiono 85 mila persone a causa del fumo. Questa legge - conclude - è quindi indispensabile".
Fonte: F.O.F.I.

giovedì 11 febbraio 2010

SIGARETTE ELETTRONICHE NON RILASCIANO NICOTINA

(AGI) - Washington, 11 feb. - Le sigarette elettroniche non rilasciano affatto nicotina come 'promesso' dalle case produttrici. E' il risultato di uno studio pubblicato dalla rivista 'Tobacco control', secondo cui la quantita' di questa sostanza effettivamente rilasciata dai dispositivi e' pari a quella che si avrebbe 'aspirando una sigaretta spenta'. I ricercatori della Virginia Commonwealth University hanno sottoposto 16 persone a quattro differenti sessioni: in una dovevano fumare la loro marca di sigarette preferita, in altre due invece due tipi diversi di sigarette elettroniche e nell'ultima aspirare da una sigaretta spenta. Misurando il tasso di nicotina nel sangue dei fumatori dopo ogni sessione e' emerso che non c'era nessuna variazione di rilievo dopo aver fumato i dispositivi elettronici, nonostante invece questi vengano pubblicizzati come un metodo per il rilascio di questa sostanza al pari di gomme da masticare o cerotti. "I consumatori hanno il diritto di aspettarsi che un prodotto che si sostiene rilasci un farmaco funzioni come promesso - ha spiegato Thomas Eissenberg, che ha coordinato lo studio - il nostro studio invece dimostra che non solo le sigarette elettroniche non rilasciano la quantita' di nicotina promessa, ma non ne rilasciano affatto". .

mercoledì 25 novembre 2009

«Zoo-smoke»: nelle sigarette decine di batteri




Non solo catrame e nicotina. Nelle sigarette c`è un`affollatissima colonia di batteri viventi, alcuni dei quali responsabili di infezioni molto diffuse. Li hanno scoperti i microbiologi dell`Università del Maryland dopo aver esaminato il tabacco contenuto dei pacchetti di alcune tra le più diffuse marche di sigarette.


L`analisi, pubblicata sulla rivista Environmental Health Perspectives, ha rivelato la presenza di molti microrganismi presenti nel suolo, il cui numero raggiunge quello delle sostanze chimiche nocive. Nelle "bionde" esaminate erano presenti l`Acinetobacter (associato alle malattie dei polmoni e del sangue), il Bacillus (causa di contaminazioni alimentari), il Burkholderia (responsabile delle infezioni delle vie respiratorie), il Clostridium (batterio legato a intossicazioni alimentari), la Klebsiella (causa di diverse infezioni). Il più pericoloso è però lo Pseudomonas aeruginosa: il 10% delle infezioni che necessitano di cure ospedaliere negli Usa è causato infatti da questo microrganismo.

Adesso i ricercatori guidati da Amy Spakota cercheranno di capire quanti di questi batteri sopravvivano alla combustione, dato che nei polmoni dei fumatori ne vengono ritrovati in numero superiore alla media.
Fonte: Salute24


lunedì 16 novembre 2009

Mai fidarsi delle bionde: le sigarette light non aiutano a smettere


Passare alle sigarette light non serve per smettere di fumare. Anzi si rischia di cambiare idea. A dirlo è una ricerca dell’Università di Pittsburgh (Stati Uniti) secondo la quale per i fumatori che sperano di liberarsi dal vizio del fumo scegliere di passare attraverso sigarette dalla bassa percentuale di catrame e nicotina complicherebbe le cose, rendendo ancora più difficile rinunciare alle "bionde".

I fumatori che decidono di smettere gradualmente passando prima per le sigarette leggere avrebbero, dicono i ricercatori, il 50% delle probabilità in meno di rinunciare definitivamente al tabacco. “È possibile – spiega Hilary Tindle, autrice dello studio – che i fumatori pensino che le sigarette più leggere siano meno dannose per la loro salute e che rappresentino una valida alternativa alla rinuncia definitiva”.
Così, anche se la metà dei partecipanti allo studio aveva dichiarato di aver scelto le leggere per smettere di fumare definitivamente, “per ironia della sorte – continua Tindle – proprio questi risultavano poi meno propensi a dire basta con il fumo”. Già una ricerca comparsa su The Lancet aveva rivelato come i fumatori di bionde light compensassero il basso contenuto di catrame con boccate più lunghe e frequenti. E uno studio pubblicato sul British Medical Journal aveva affermato come per i fumatori il rischio di cancro ai polmoni aumentasse indipendentemente dal livello di catrame contenuto nelle sigarette. Mai fidarsi delle bionde, insomma. Anche se light.

Fonte: Salute24

domenica 4 ottobre 2009

UN RAGAZZO SU 3 SCOPRE LE SIGARETTE IN TV

(AGI) - Roma, 3 ott. - Un ragazzo su tre 'scopre' la sigaretta dopo averla vista nelle mani di un attore o di un'attrice all'interno di una fiction tv. Pare infatti che la televisione parli al pubblico di fumo invitando ad abbandonare il vizio, ma proponendo ogni 4 minuti un 'atto fumo', per di piu' legandolo a situazioni di successo e vittoria. Lo dice l'Istituto Superiore di Sanita', che ha condotto un esame proprio sul binomio fumo - tv. "La televisione e' subentrata come modello a tutti gli effetti. Dopo il modello dei genitori, infatti, che se fumatori aumentano di tre volte nel ragazzo la possibilita' del vizio - ha dichiarato la dottoressa Roberta Pacifici dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto Superiore di Sanita', partecipando all'incontro 'Alcol e fumo... lontano dai giovani', che si e' tenuto questo pomeriggio al 'Villaggio della Salute' allestito a Castel Sant'Angelo - e' proprio la televisione ad incoraggiare al fumo, proponendo addirittura un 'atto fumo' ogni minuto e mezzo, all'interno dei cartoni animati". Si e' discusso di fumo e alcol questo pomeriggio, nel corso del simposio promosso all'interno de 'La 3 giorni della Salute', manifestazione promossa dal ministero della Salute e dedicata a sensibilizzare i cittadini sui corretti stili di vita, ed e' emerso che le fiction tv propongono modelli sbagliati con troppa frequenza: su 965 ore totali di fiction (sulle 7 reti nazionali), ogni 26 minuti si assiste ad un 'atto fumo' e addirittura ogni 13 ad un 'atto alcool'. "Serve un atteggiamento molto piu' consapevole da parte degli operatori della tv - ha commentato la dottoressa Pacifici - I ragazzi non devono cominciare perche' avranno le stesse difficolta' a smettere di un fumatore da 30 anni. Bisogna educarli fin dall'infanzia ad un atteggiamento critico verso comportamenti insalubri".