In questi ultimi giorni, con l'attenzione di tutto il settore concentrata sull'iter del decreto Cresci Italia, il mondo non si è fermato. Due avvenimenti, in particolare, sono balzati agli occhi della redazione che testimoniano della complessa e sfaccettata realtà che vive il settore.
Due recenti notizie sono circolate negli ultimi giorni riguardanti il rapporto con la Pubblica amministrazione, ma sono di segno totalmente opposto.
Il primo è in Campania, dove Federfarma Salerno ha avviato le procedure per la sospensione dell'assistenza diretta, in particolare il servizio di prenotazione delle visite specialistiche (Cup) per le strutture sanitarie dell'Asl Salerno. La decisione è maturata per gli ormai cronici ritardi dei pagamenti dei crediti risalenti ad agosto 2010 pur versando acconti che, secondo il presidente di Federfarma Salerno Leonardo Accarino, servono solo a pagare gli stipendi, creando forti difficoltà alle farmacie.
La seconda notizia arriva invece da Trieste, dove è stato avviato il progetto di consegna dei farmaci a domicilio FarExpress, ultimo in ordine di tempo di iniziative analoghe che la società D.B. Services ha sviluppato in diverse regioni e città italiane attraverso la formula del franchising.
Il progetto FarExpress sperimenta un servizio di "consegna domiciliare dei farmaci" con il coinvolgimento di medici di base, farmacisti, pubblica amministrazione (è il caso degli assessorati alle politiche sociali e sociosanitarie rispettivamente della provincia e del comune di Firenze). Il servizio si prende in carico il ritiro della prescrizione presso il medico, il ritiro dei farmaci in farmacia, la consegna presso il cittadino e la gestione del pagamento del ticket. Il tutto nel rispetto della tutela della privacy e delle prescrizioni di legge. FarExpress si rivolge quindi non solo ad anziani e pazienti con problemi di mobilità, ma anche a persone che lavorano e con scarsa disponibilità di tempo.
L'adesione al servizio - attivo al momento in 27 città di 11 regioni - costa per i cittadini 35 euro a famiglia e dà diritto, questa è la notizia rilevante, anche a servizi tipo le prestazioni infermieristiche domiciliari, la prenotazione di analisi ed esami radiologici ed ecografici presso i centri convenzionati, le visite specialistiche e il servizio ambulanza.
Perché questo aspetto è rilevante? Perché una buona parte di questi servizi rientrano tra quelli previsti dalla legge sulla farmacia dei servizi, rimasta un po' in sordina dato l'impegno di questi mesi a parare i colpi del governo Monti. Nel momento in cui le farmacie si ponevano la questione della convenzione, qualcuno si è mosso e ha scoperto che i cittadini sono propensi anche a pagare di tasca propria per un servizio. Una altro pezzo di farmacia che se ne va? Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatum, verrebbe da pensare.
Fonte: tolomeo.biz
NEWS
*
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento