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mercoledì 30 gennaio 2013

Congresso Federfarma: tutto pronto per il 6 Febbraio

Più ci si avvicina alla data prescelta per il convegno di Federfarma e più la politica sembra essere ansiosa di partecipare a questo evento. I nomi “eccellenti” che hanno garantito la loro presenza garantiscono un dibattito ricco e interessante. Ricordiamo che hanno confermato la presenza Stefano Fassina, il responsabile economico del “PD”, Oscar Giannino notissimo giornalista e fondatore del movimento “Fare per fermare il declino”, Chiara Moroni di “Fli”, Massimo Corsaro di “Fratelli d’Italia”, Francesco Storace segretario nazionale de “La Destra”, e Angelino Alfano, segretario nazionale del “Pdl”. Quest’ultimo ha “lanciato” la sua presenza all’incontro di Federfarma facendo dichiarazioni di una certa pesantezza su liberalizzazioni e farmacie alla trasmissione Omnibus su la7: “Se c’è una cosa che non ci convinse di quelle liberalizzazioni fu il metodo adottato dal governo, che ha fatto il forte con i deboli e il debole con i forti. C’è una sola persona di buon senso in tutta Europa che ritiene che mettendo le farmacie sul lastrico e sottraendole al servizio pubblico abbiamo risolto la questione delle liberalizzazioni in Italia? La sintesi delle liberalizzazioni del grande governo tecnico, dell’uomo che doveva aprire al libero mercato è: tassisti e farmacisti? E’ veramente poca cosa”. Sembrano parole consce del fatto che a breve avrebbe dovuto confrontarsi con la categoria in un importante congresso. Ricordiamo che l’incontro prenderà il via il 6 Febbraio alle 10.30 con il saluto del segretario nazionale di Federfarma Alfonso Misasi seguito dalla relazione di Annarosa Racca e Alfredo Orlandi. Dalle undici comincerà il dibattito con i politici, moderati da Andrea Pancani, vicedirettore del Tg di la7. L’appuntamento è al teatro Capranica di Roma. Qui di seguito alleghiamo il link al video-invito all’evento per voce della dottoressa Annarosa Racca, presidente di Federfarma.
Fonte: Quellichelafarmacia




venerdì 18 maggio 2012

Racca (Federfarma): "Farmacie private da sempre impegnate in iniziative a sostegno dei cittadini"

18 MAG - "Da sempre le le farmacie private italiane sono impegnate a trovare soluzioni a vantaggio dei cittadini e, in particolare, delle fasce più indigenti", sottolinea la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, commentando l'intesa Anci-Ministero della Famiglia per realizzare sconti del 30% sui prodotti per la prima infanzia venduti nelle farmacie comunali e la lettera che Federfarma ha inviato al ministro Andrea Riccardi e al presidente dell'Anci Graziano Delrio.Nel segno della continuità con questa "tradizione", infatti, Federfarma, "appena venuta a conoscenza della possibile iniziativa", ha deciso di scrivere al ministro per esprimere "la disponibilità delle farmacie italiane a collaborare. Disponibilità che il ministro Riccardi ha evidentemente accolto, avendone parlato anche nel corso della conferenza stampa per illustrare l'intesa".Nella lettera, ha spiegato Racca, "abbiamo inoltre voluto illustrare al ministro, che forse non le conosceva, le iniziative già messe in atto dalle farmacie private negli anni passati. Sono state infatti le farmacie private a introdurre e incentivare tra le mamme l'acquisto di un latte di qualità ma a minore costo prodotto in Germania. Latte che oggi è il più venduto nelle farmacie. Questo, peraltro, ha indotto anche un abbassamento generale del prezzo del latte".La presidente di Federfarma ha ricordato inoltre al ministro Riccardi l'impegno delle farmacie private per promuovere l'allattamento al seno, attraverso una campagna organizzata in collaborazione con l'Istituto Mario Negri di Milano."Ogni giorno, poi, i farmacisti consigliano i cittadini invitandoli anche, dove possibile, a scegliere i prodotti a minore costo", ha concluso Racca ricordando anche "il protocollo di Intesa sulla Social Card firmata con il ministero dell'Economia e rivolta alle fasce più deboli della popolazione. Intesa che rinnoviamo ogni anno".

domenica 6 maggio 2012

Racca: «Colleghi, cavalcate il cambiamento»

La crisi si fa sentire. La riforma Monti inciderà sicuramente sul mercato, mettendo a rischio il valore economico e sociale della farmacia. Eppure, come sottolineato nei giorni scorsi da Annarosa Racca, presidente di Federfama, durante Cosmofarma, non mancano le opportunità in questo scenario che evolve, nonostante l’approvazione di una legge definita frettolosa e disorganica. «Saremo di più e con orari allungati, potremo praticare sconti anche sulla fascia A e alcuni farmaci di fascia C ora sono senza obbligo di prescrizione, con possibilità di vendita anche fuori dalla farmacia» sottolinea Racca. «Cambia il mondo e dobbiamo cambiare anche noi, per continuare a garantire il nostro ruolo sociale al servizio della collettività. Ci sono, infatti, anche delle opportunità da cogliere. Dal nostro canto, Federfarma punterà sempre più sulla farmacia dei servizi. L’abbiamo voluta e difesa anche grazie a 8 ricorsi al Tar vinti contro chi la voleva bloccare e invitiamo le farmacie a proseguire sulla strada che già hanno imboccato e che le vede ampiamente soddisfatte. Dobbiamo poi insistere per il rinnovo della convenzione, scaduta da troppi anni, convincendo governo e Regioni della necessità di averne una nazionale per uniformare le modalità di erogazione dei servizi. Ci vuole poi un nuovo sistema di remunerazione, per il quale altri Paesi europei, dal Belgio alla Francia, stanno fornendo modelli interessanti e bisogna riportare i farmaci innovativi in farmacia. È necessario, però, imparare anche a gestire meglio le nostre farmacie. Cavalchiamo il cambiamento, per esempio tenendo le farmacie aperte più a lungo. Non possiamo più permetterci 5 settimane di ferie all'anno o esercizi chiusi in posti turistici proprio nel momento di maggiore affluenza. Ancora, cerchiamo affitti meno cari e miriamo ad acquistare meglio. Insomma: affrontiamo la crisi con grinta puntando a efficienza e professionalità al servizio dei cittadini».
Fonte: Farmacista33

mercoledì 18 aprile 2012

Federfarma: Tutti... al mare!

Alberto Ambreck chiede l'azzeramento di tutte le cariche, provinciali, regionali e nazionali. E annuncia la sospensione del pagamento del versamento a Federfarma.
Dott. Alberto Ambreck


Riceviamo dal Dott. Ambreck un commento sull'operato di Federfarma con una precisa richiesta: azzerare le cariche attuali e andare alle elezioni per individuare nuovi rappresentanti che possano rapportarsi con il sistema politico. Pubblichiamo integralmente il testo ricevuto.

Nella recente Assemblea Federfarma 60 titolari non hanno votato (gli aventi diritto al voto erano 240), 24 si sono astenuti, 12 hanno votato contro la mozione del Presidente: alcuni non votanti ed astenuti come da loro affermazione" non hanno votato la sfiducia poiché poteva essere intesa come voto a favore del duo Caprino/Luciani": Guelfi e Ghibellini.

Il problema quindi non è rappresentato solo dall'attuale dirigenza ma anche e forse soprattutto dai presidenti provinciali costituenti l'assemblea.

Evidentemente non hanno capito che (Federfarma benedicente) il "nostro sistema farmacia è morto", hanno dimenticato che:

- la redditività della farmacia con il SSN è praticamente azzerata (pari al 4 per mille), vedi a conferma, i bilanci della farmacie comunali;

- la nostra pensione (valore della farmacia) è azzerata;

- il futuro non prevede soluzioni per l'impossibilità dello Stato ad ulteriori finanziamenti del servizio farmaceutico : se qualcuno si illude che rinnovo della convenzione e nuovo sistema di remunerazione della dispensazione del farmaco possano portare benefici economici alle farmacie è matto da legare;

- la nostra immagine è stata pesantemente lesa ed offesa: Gad Lerner educatamente si limita a dire "il presidente Racca non è proprio riuscita a convincermi di voler portare avanti gli interessi degli utenti", educato!

- Il decreto salva l'Italia ma ammazza la farmacia, con quorum a 3.300, pianta organica annullata, ricetta fuori dalla farmacia ecc ecc

A fronte di tutto questo l'Assemblea approva la mozione finale del Presidente che annuncia al primo punto "allerta assembleare", al terzo "convocazione permanente del consiglio di Presidenza e delle Regioni" ed in ultimo "richiesta di un confronto con la parte pubblica per il rinnovo del sistema di remunerazione della convenzione": che coraggio, che dimostrazione di forza, di perspicacia politica, di intelligenza …… sindacale !

Siamo talmente forti che il ministro Balduzzi, peraltro molto preoccupato, si affretta a concedere una deroga esclusivamente agli ultra sessantacinquenni sussidiati rinviando al 2015 il pensionamento degli altri sessantacinquenni, riconfermando però l'abrogazione della perimetrazione (pianta organica), per cui in ogni comune le farmacie potranno spostarsi fatto salvi i 200 mt, senza vincoli di sede. Questa è l'eredità dell'attuale Consiglio, e dico eredità perché penso che dovranno andarsene rapidamente.

Sarebbe irrazionale il mio intervento se chiudessi senza una proposta, eccola: i probiviri nazionali dovrebbero proporre l'azzeramento di tutte le cariche provinciali, regionali e nazionali con conseguente nomina di commissari locali (per il nazionale devono essere tre a rappresentare nord, centro e sud) che a livello provinciale dovrebbero gestire nuove libere elezioni non telecomandate da fazioni e distributori intermedi e/o direttori di associazione, anche con la modalità del voto postale od on-line, unico sistema che permette a tutta la base di partecipare alla vita associativa. Questo permetterà ai nuovi nostri rappresentanti di riaprire rapporti coerenti con i governanti e tutte le forze politiche i cui responsabili, presi singolarmente, confermano come tutti gli italiani, essere l'attuale servizio farmaceutico al primo posto tra i servizi sanitari e questo va a merito esclusivo dei singoli titolari.

Politici e governanti dovranno dirci chiaramente se vogliono una farmacia terminale intelligente del SSN e primo servizio sanitario sul territorio, oppure se dobbiamo studiare da profumiere con conseguente trasformazione della farmacia italiana.

Politici e governanti ai quali andrà ricordato quanto affermato dall'allora Ministro della Sanità Carlo Donat Cattin (se Le concedono il permesso torni tra noi) che la "farmacia è un pulpito equamente distribuito su tutto il territorio italiano da cui si parla non solo di farmaci, e che nel momento elettorale esprime oltre 120mila preferenze"

Concludo con un cordiale invito a tutti i rappresentanti sindacali dei titolari italiani (evidentemente con particolare riferimento ai rappresentanti nazionali): avete fallito a livello mediatico favorendo l'immagine del titolare di farmacia quale essere perfido (privilegiato, castaiolo, Paperon dè Paperoni, asociale) negando quindi anche voi la nostra valenza socio sanitaria. Avete fallito a livello sindacale azzerando la redditività e il valore della farmacia stessa, avete fallito a livello politico poiché non si è visto uno schieramento politico dalla nostra parte nella recente evenienza del decreto sulle liberalizzazioni malgrado, come già affermato, l'apprezzamento pressoché totale degli italiani, e quindi per favore tornate nelle vostre farmacie.

Egregi professionisti del sindacato, da 30 anni nello stesso posto peraltro con rimborsi adeguati, con questi risultati avete tutti fatto il vostro tempo e non meritate più il nostro contributo economico del quale io sospenderò il versamento.

PS: dimenticavo il progetto Zenith. IMS Health fa il proprio lavoro di raccolta e trattamento dati della salute e logicamente vende questi dati alle Aziende, Federfarma ritiene di dover assicurare l'apporto operativo (data entry) di 12 mila farmacie che saranno omaggiate di un corso ECM (caspita!) e con la possibilità di accedere gratis ai dati che peraltro sono già nei sistemi delle proprie farmacie. Davvero scarso il valore della nostra attività anche per i presunti nostri rappresentanti. Si afferma però che in questo modo Federfarma con Promofarma potrà "continuare e anzi ampliare il proprio ruolo di tutela della categoria". Appunto! Avrebbe riso anche Petro… lini.
Fonte: Pharmaretail

lunedì 16 aprile 2012

Le Iene: Federfarma Molise risponde piccata alla Fofi

Non è piaciuta per niente a Federfarma Molise la lettera con cui venerdì il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, era intervenuto nelle polemiche scatenate dalla puntata Tv delle Iene di due giorni prima. Nella missiva, Mandelli esprimeva all'inviata della trasmissione la solidarietà dei farmacisti e invitava l'Ordine provinciale competente a intervenire perché verificasse «sul piano disciplinare» il comportamento tenuto davanti alle telecamere dal presidente dei titolari molisani, Luigi Sauro, e da altri colleghi.
Piccata la risposta alla Fofi che ieri Federfarma regionale ha affidato a una lettera aperta firmata dall'intero direttivo. «Egregio presidente» comincia il testo «è avvilente costatare che in un contesto così volutamente provocatorio, oltre a Iene professioniste appaiano sulla scena anche sciacalli dilettanti dell'ultima ora».
La lettera, in particolare, offre un resoconto del "pressing a uomo" esercitato dalla troupe della trasmissione ai danni del presidente Sauro, inseguito prima nella farmacia e poi in casa, da cui la reazione scomposta mandata poi in onda. E ripassa in rassegna le considerazioni in base alle quali Federfarma aveva detto no alle macchinette validatrici, nate già vecchie per l'imminente arrivo della ricetta elettronica. Ne deriva così una serie di domande - volutamente polemiche - che la lettera indirizza al presidente Mandelli: «È al corrente che i farmacisti molisani sono già sottoposti a controlli sulle ricette da oltre venti anni? È al corrente che nella regione la spesa netta per la farmaceutica territoriale è inferiore di circa l'1% al budget stimato? Conosce cosa prevede il famigerato articolo 50 e quale illuminata dirigenza abbia addirittura acconsentito a sanzioni per l'errata compilazione e invio di dati da parte dei titolari? È al corrente che il fatturato medio delle farmacie molisane ammonta ormai a 300mila euro, con un utile netto del 5%? È al corrente che i farmacisti molisani sono creditori nei confronti della Regione di due anni di indennità di residenza e altri due di dpc?».
Dura la conclusione cui giunge la lettera: secondo il direttivo di Federfarma Molise, infatti, «è in atto una volontà integrata di voler distruggere un sistema che ha sempre funzionato e che per il suo valore economico attira gli appetiti di poteri forti. Chi non lo capisce non è degno di rappresentare la categoria».
Fonte: Farmacista33

lunedì 30 gennaio 2012

Balduzzi convoca Federfarma, sciopero rinviato.


Slitta a data da destinarsi lo sciopero nazionale delle farmacie che Federfarma aveva indetto per domani. La decisione è stata ufficializzata ieri sera dopo una riunione del consiglio di presidenza del sindacato e vuole rappresentare un messaggio di disponibilità a fronte degli inviti al dialogo arrivati negli ultimissimi giorni dalle istituzioni.
Due in particolare: la convocazione del ministro Balduzzi per un incontro al dicastero, domani alle 19, e quindi l'audizione davanti alla Commissione industria del Senato (che sta esaminando il decreto sulle liberalizzazioni), fissata per venerdì.
Per capire quante siano oggi le chance di arrivare a una proposta di riordino che mitighi i passaggi più indigesti del decreto sarà decisivo soprattutto l'incontro con Balduzzi. Non a caso, Federfarma ha già fissato per il giorno successivo una conferenza stampa che servirà ad aggiornare il calendario della protesta in base agli sviluppi. La linea del sindacato, in ogni caso, rimane quella sancita dal manifesto di ottobre, anche se è evidente che ora sul piatto non ci sono più i principi (dalla pianta organica alla liberalizzazione della fascia C) ma i numeri: a quale altezza fissare l'asticella del quorum e soprattutto a quale cifra fermare la conta delle farmacie di nuova istituzione di cui ha bisogno il paese. Si gioca qui il confronto, con gli altri provvedimenti del decreto nel ruolo di pedoni da giocare in base allo sviluppo della partita. Vale certamente per le aperture in stazioni e centri commerciali: in Federfarma, infatti, c'è anche chi non direbbe no a un quorum a 3.500 (più il 50% per la seconda sede) purché si elimini il comma 3 sulle aperture nelle strutture a grande affluenza.
Fonte: Farmacista33

Bene il quorum a 3.500 (più il 50 % per la seconda sede) che va rispettato anche per le aperture nelle strutture a grande affluenza, bene la fascia C solo in Farmacia, bene la liberalizzazione degli orari oltre i turni e gli orari stabiliti dalle autorità competenti. No agli sconti su tutti i farmaci ed in caso contario abolire lo sconto di legge permettendo all' industria di applicare condizioni migliorative di vendita a suo piacimento (purtroppo sarà il mercato del pesce). Si all' ampliamento del periodo concesso agli eredi per vendere la Farmacia in mancanza di un avente diritto in possesso dei requisiti di legge questo per evitare che la Farmacia finisca nelle mani dei soliti sfruttatori ed approfittatori. Ben vengano anche norme che favoriscono la diffusione del farmaco generico affiancate però da seri impegni nel finanziare la ricerca, bene a far rientrare in Farmacia tutto quello che le è stato tolto farmaci innovativi ecc.. Bene il contributo ai farmacisti che operano in sedi minori e disagiate ma abolizione dello 0,90 a carico delle Farmacie a favore dell' ENPAF passando come tutti ad un regime contributivo parametrato al reddito. Infine visto che ci si mette le mani, per evitare truffe e ruberie varie, si dovrebbe incentivare ed accelerare il passaggio alla prescrizione elettronica.

Farmacie: sciopero differito per favorire il dialogo

Le farmacie hanno deciso di differire lo sciopero indetto per il 1° febbraio prossimo.La decisione tiene conto responsabilmente di alcuni segnali di attenzione nei confronti delle richieste avanzate da Federfarma per rendere sostenibile l'impatto del decreto sulle liberalizzazioni sul servizio farmaceutico. In particolare, appare necessario evitare che un aumento eccessivo del numero delle farmacie polverizzi e impoverisca la rete capillare dei presidi territoriali, indebolendola gravemente e rendendola inefficiente e non più adeguata a rispondere alle esigenze di salute dei cittadini.
Federfarma è stata convocata dal Ministro della salute Renato Balduzzi il 1° febbraio per approfondire i contenuti dell'articolo 11 del decreto.
Federfarma è stata anche convocata in audizione venerdì 3 febbraio dalla X Commissione Industria del Senato, che si appresta a esaminare il testo del decreto in sede referente, mentre sono in corso ulteriori contatti con rappresentanti del Parlamento.
Di particolare rilievo l'appello rivolto in queste ore da alcune forze politiche a sospendere lo sciopero per agevolare un dialogo costruttivo anche in ambito parlamentare e individuare modifiche volte a migliorare il provvedimento.
Per questi motivi, responsabilmente, Federfarma ritiene opportuno differire lo sciopero, riservandosi di valutare l'esito degli incontri previsti.
Per fare il punto della situazione, soprattutto alla luce dell'incontro con il Ministro della salute, Federfarma ha convocato una conferenza stampa giovedì 2 febbraio.
Fonte: Federfarma

domenica 29 gennaio 2012

Sciopero, nel week end il grosso delle assemblee provinciali

I fatti poi confermeranno o meno ma si profila massiccia la partecipazione delle farmacie allo sciopero del primo febbraio. Questa almeno è l'impressione che arriva dalle prime assemblee convocate dalle Federfarma provinciali per decidere sull'astensione. Il grosso delle associazioni si riunisce tra venerdì sera e questa sera, comprese alcune importanti città come Milano, Torino, Venezia e Napoli. Ma dove i titolari si sono già riuniti partecipazione e voto danno l'idea di una categoria arrabbiata e compatta, due aggettivi che solitamente fanno poi il successo delle agitazioni. A Firenze, per esempio, a favore dello sciopero si è espressa l'unanimità dell'assemblea e lo stesso vale per Prato, dove a votare c'era l'80% delle farmacie della provincia. Partecipazione altissima anche a Brescia e a Cremona così come, in Veneto, a Padova e Rovigo. E a Treviso, dove i titolari si sono riuniti venerdì sera, è già stata organizzata per il giorno dello sciopero una manifestazione simbolica davanti alla prefettura.
C'è ancora da capire quanti possano essere gli indecisi che sceglieranno soltanto all'ultimo minuto se aprire o tenere chiuso, ma da diverse Federfarma provinciali sono già arrivati avvertimenti espliciti: chi non rispetta le decisioni dell'assemblea incorrerà nelle sanzioni previste dagli statuti, dalla sospensione fino all'espulsione laddove prevista.
Fonte: Farmacista33

Chiudere le Farmacie, un grosso errore strategico e d' immagine. Mi sembra che l'Italia sia una Nazione libera, dove l'individuo può esprimere il proprio pensiero ed i proprio dissenso ed il ricatto e l'intimidazione non sono segnali di democrazia e civiltà. Federfarma sbaglia con la serrata, ha avuto tutto il tempo possibile per pianificare una riforma accettabile, certo ora nell'emergenza tutto è più difficile e non si può far pagare il prezzo ai cittadini e per giunta "deboli" perchè malati .

sabato 28 gennaio 2012

TRASMISSIONE LE IENE: FEDERFARMA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE CONTRO LA FARMACIA

Federfarma - Comunicato stampa

Federfarma si costituirà parte civile nei confronti della farmacia chiusa dai NAS a seguito della trasmissione “Le iene”.
“Il comportamento di quella titolare di farmacia mostrato nel servizio è inqualificabile, danneggia economicamente il SSN facendo aumentare la spesa farmaceutica pubblica e sottraendo risorse ai malati, afferma il presidente di Federfarma Annarosa Racca. Inoltre, il preparato galenico realizzato in maniera approssimativa costituisce un rischio grave per il paziente e disonora la nostra professione.
Si tratta di un episodio isolato che offusca la reputazione di un’intera categoria che quotidianamente opera con professionalità e serietà.
I controlli previsti obbligatoriamente dalla legge sulla rete delle farmacie, con cadenza almeno biennale, costituiscono per l’Autorità sanitaria un onere economico e organizzativo non indifferente. Anche su questo – continua Racca - bisognerebbero riflettere quando si ipotizza di aprire un numero enorme di nuove farmacie che necessariamente appesantirebbe ulteriormente il sistema dei controlli rendendoli meno efficaci, con rischi per la salute pubblica e per le casse dello Stato.”
Fonte: Federfarma

Sarà pure isolato come caso ma come vado dicendo da anni bisogna far perdere valore alla fustella, dare al supporto cartaceo un mero significato di riscontro ed introdurre rapidamente la prescrizione elettronica anche per il SSN.

giovedì 26 gennaio 2012

Liberalizzazioni, sugli orari Federfarma cerca appoggi tra le Regioni.

Tra i provvedimenti dell'articolo 11 da ieri in vigore, la liberalizzazione degli orari potrebbe essere quello che le farmacie del territorio recepiranno più velocemente. Ne sono convinti in molti, visto che da sempre il tema dei turni e dei tetti orari settimanali è causa di liti (anche giudiziali) infinite, soprattutto nelle grandi città. Non a caso, in queste ore Federfarma ha avviato contatti con diverse Regioni per rammentare i rischi che le aperture libere comportano per le farmacie di turno e soprattutto quelle che effettuano servizio notturno volontario: per tali presidi, infatti, la redditività si gioca in gran parte nella fascia tra le 20 e le 24; se altre farmacie decidessero di posticipare la chiusura alle 22, il conto economico potrebbe non tornare più.
L'iniziativa è legata alla speranza che dai governatori possa arrivare uno stop al decreto o a qualcuno dei suoi provvedimenti. Ieri, per esempio, in un'intervista al Corriere della Sera l'assessore alla Sanità della Lombardia, Luciano Bresciani, prometteva un attento esame del testo nell'eventualità di un ricorso per violazione del Titolo V della Costituzione. C'è il sospetto che si tratti di esternazioni tattiche da collocare nel quadro della diatriba in corso tra Lega e Pdl, ma allora bastano le dichiarazioni di qualche giorno prima del governatore della Toscana, il Pd Enrico Rossi, che nonostante Bersani e le Coop prometteva un ricorso alla Corte costituzionale sulla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. E' un altro articolo del decreto, ma la contiguità con le norme riguardanti la farmacia è evidente.
«In effetti l'impressione è che il testo non potrà non subire rimaneggiamenti» è il commento di Quintino Lombardo, avvocato «in ogni caso le norme sono in vigore, quindi sugli orari ogni titolare può già comportarsi come più gli conviene. Stesso discorso sugli sconti: ora si possono fare anche sui farmaci di fascia A prescritti su ricetta bianca. Invece non sono possibili sconti sui ticket pagati dall'assistito per i farmaci di fascia A con ricetta rossa. Giusto dirlo nel caso a qualche titolare sia balenata l'idea». L'inventiva dei farmacisti è spesso sfrenata.
Fonte: Farmacista33

martedì 24 gennaio 2012

Federfarma: avanti con lo sciopero. Balduzzi: ripartire dal Dl

È un botta e risposta quello che si è consumato tra Annarosa Racca (foto), presidente di Federfarma, e il ministro della Salute, Renato Balduzzi. E l'oggetto non poteva che essere il decreto sulle liberalizzazioni e la serrata delle farmacie annunciata per il primo febbraio. «Confermata» sono le parole della Racca «se non verrà modificato il Decreto». «Da rivalutare» è la risposta di Balduzzi «alla luce del testo definitivo del decreto». Perché, argomenta il Ministro, «la categoria troverà sempre massima disponibilità a ragionare su tutti i punti che richiedano di essere approfonditi». Una disponibilità che non è nuova, visto che «il Governo è andato incontro alle richieste dei farmacisti non ritornando sui farmaci di fascia C». Ma per Federfarma i numeri contano più delle parole: e in particolare quel 10mila - le nuove farmacie che secondo le stime del sindacato si aprirebbero per effetto del decreto -, è una cifra «insostenibile». Perché si aggiunge «alla spesa farmaceutica che continua a diminuire: in varie regioni si registrano notevoli ritardi nei pagamenti alle farmacie e in 5 regioni il credito dovuto alle farmacie è pari a un miliardo e 90 milioni». Tutti numeri e cifre che rischiano di far «collassare il sistema, abbassando la qualità del servizio». Per questo, fa sapere la Racca, le procedure per lo sciopero sono state avviate: «Abbiamo chiesto di incontrare il governo, le regioni e rappresentanti parlamentari, perché vogliamo essere ascoltati».
Fonte: Farmacista33

Sciopero, Serrata delle Farmacie, ma di cosa stanno parlando, sono tutti impazziti, facessero bene il loro lavoro!!!

lunedì 23 gennaio 2012

Liberalizzazioni: farmacie, modificare DL o sciopero

E' 'scontro' tra farmacisti e governo dopo il via libera del Cdm al decreto Liberalizzazioni con il quale si prevede, per il settore, l'apertura di oltre cinquemila nuove farmacie sul territorio nazionale, sconti e orari 'allargati', mentre resta di pertinenza delle farmacie la vendita dei farmaci di fascia C. Federfarma, in rappresentanza delle circa 18 mila farmacie private italiane, boccia infatti il provvedimento e annuncia un probabile sciopero per il primo febbraio se il Parlamento non modificherà il testo del decreto. ''Noi abbiamo sempre detto che siamo disponibili a un confronto, al momento negato - spiega la presidente di Federfarma Annarosa Racca - e abbiamo più volte dichiarato che siamo favorevoli a nuove aperture pari a circa il 10% del totale delle farmacie esistenti, ma con questo decreto si potranno aprire alla fine settemila farmacie, con il conseguente impoverimento di tutto il servizio a danno dei cittadini''. In tal senso Federfarma chiede un incontro ''urgente'' con i rappresentanti parlamentari affinché siano introdotte modifiche al provvedimento. Altrimenti, annuncia Racca, ''seppur nel pieno rispetto della legalità e senza danneggiare i cittadini, che sono il nostro punto di riferimento, saremo costretti a forme estreme di protesta''. (ANSA).
Fonte : Federfarma

lunedì 16 gennaio 2012

Fedefarma contro l'aumento delle farmacie

( Il Sole 24 Ore Pag.10, 12 - 13/01/2012 , Libero Pag.1 - 13/01/2012 )

Sia i farmacisti titolari di farmacia che i loro colleghi che hanno solo la parafarmacia contestano la bozza di decreto legge sull'aumento delle farmacie. Secondo Federfarma sarà determinato sia dall'aumento della pianta organica che dalla possibilità per le Regioni di aprirne (riservando la prelazione ai Comuni fino al 2022) in stazioni, aeroporti internazionali, autostrade, nei grandi centri commerciali. Il calcolo è di 7.000 nuovi esercizi, che più realisticamente forse sarebbero circa 4.000. Roma ne avrebbe 200 in più, Palermo 49, Torino 24, Milano altre 15. Un numero ritenuto "insostenibile", in un mercato "anelastico" e anzi in calo.
Fonte: Fedefarma

A Federfarma dico che non c'è alternativa, il quorum va ridotto, trovato un giusto compromesso nel rapporto farmacia/abitanti, io ritengo che 3.500 abitanti per farmacia sia accettabile, i concorsi espletati rapidamente ed in tempi brevissimi aperte nuove Farmacie. Cosa vogliono i parafarmacisti la loro è stata una libera scelta d' impresa con delle regole ben chiare anche se demenziali, dettate a Bersani dalla GDO, ad ogni problema una legge ad hoc, la smettessero di......., ci vogliono Farmacie non parafarmacie ed il farmaco di fascia C, come del resto ogni Farmaco, non può essere paragonato ad un bene di consumo e poi siamo seri, per i prezzi ci pensi l' AIFA a renderli trasparenti ed omogenei su tutto il territorio nazionale.

venerdì 13 gennaio 2012

Liberalizzazioni: per Federfarma insostenibile l'aumento delle farmacie

Federfarma ha diramato ieri un comunicato stampa per denunciare che, per il sistema, 'è insostenibile il numero di farmacie che si andrebbero ad aprire nel caso fosse confermata la bozza del DL liberalizzazione, circolata nelle ultime ore'. Dai primi calcoli di Federfarma, infatti, per effetto del nuovo rapporto farmacia/abitanti e della prevista apertura di ulteriori farmacie in stazioni, aeroporti, aree di servizio e centri commerciali, 'si aprirebbero circa il 40% in più rispetto al numero attuale'. Un aumento così rilevante - spiega il presidente di Federfarma Annarosa Racca, 'non sarebbe sostenibile in alcun settore; tanto meno è sopportabile nel settore delle farmacie, considerando che il consumo di farmaci non va comunque incentivato'.
Fonte: Fedrfarma

Io credo che un 'onorevole accordo a 3.500 abitanti per farmacia si potrebbe accettare. Torno a ripetere cari illustrissimi colleghi, potevate pensarci qualche anno fa a "bocce ferme" e non rincorrere ora come al solito decisioni altrui.

giovedì 12 gennaio 2012

Farmacie sotto attacco: buste esplosive ai rappresentanti della categoria

Farmacie sotto attacco. Da due giorni la categoria è al centro di una serie di episodi intimidatori diretti ai rappresentanti dei professionisti e iniziati martedì con l'invio di una busta contenente esplosivo alla sede della Fofi e presso la farmacia del presidente della Federazione, Andrea Mandelli. Nel corso della giornata di martedì e di mercoledì le buste hanno raggiunto anche la farmacia del senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, la sede di Federfarma nazionale, oltre che la farmacia del suo presidente Annarosa Racca. Le buste sono state intercettate dai carabinieri senza alcun rischio per farmacisti o i cittadini. Per gli inquirenti si tratterebbe di un gesto più che altro intimidatorio, anche perché la polvere rilevata - probabilmente pirica - non era collegata a nessun innesto e non avrebbe pertanto potuto deflagrare. Al momento non risulterebbe alcuna rivendicazione, ma lo sconcerto di tutta la categoria - che ha subito espresso solidarietà a chi ha subito l'attacco - è alto.
Fonte: Farmacista33

Il clima che si è creato è allucinante, la soluzione sono una nuova legge elettorale e nuove elezioni legittimando così un vero Governo a varare delle riforme serie ed autorevoli.

lunedì 19 dicembre 2011

Riforma farmacia, anche Federfarma Lazio auspica tavolo

A Manovra approvata, aprire un tavolo di confronto «con tutti i soggetti, a cominciare da quelli istituzionali» per dare avvio al processo di ammodernamento del sistema farmacia. È l'auspicio che arriva da Federfarma Lazio nelle stesse ore in cui il decreto "salva Italia" approda al Senato per l'esame delle commissioni. Una presa di posizione che va ad aggiungersi a quelle già ufficializzate nei giorni scorsi da altre Federfarma, dal Piemonte all'Umbria passando per Varese, allo scopo di spingere i vertici nazionali del sindacato ad anticipare il Governo e fare la prima mossa. Un auspicio che i titolari laziali hanno voluto trasmettere anche al grande pubblico, con la pubblicazione di un annuncio a tutta pagina su Il Tempo di oggi. «Siamo favorevoli a un processo di rinnovamento della farmacia» recita il testo «siamo invece contrari a ogni subdolo tentativo di smembrare quel sistema farmacia che da sempre ottiene il gradimento di 50 milioni di italiani». Per Federfarma Lazio, in particolare, il percorso della riforma dovrebbe passare innanzitutto dallo snellimento dei concorsi, «che permetterebbe l'apertura in pochi mesi di nuove farmacie». Va invece respinto ogni tentativo di liberalizzare i farmaci con obbligo di ricetta, ipotesi che non troverebbe corrispondenza né in Europa né negli Stati Uniti e che significherebbe soltanto fare a pezzi la farmacia. Dal sindacato laziale, in sostanza, arriva l'invito a evitare «misure demagogiche che non hanno altro fine che quello di favorire la grande distribuzione», per discutere invece «seriamente e senza ipocrisie sul ruolo futuro della farmacia, alla luce dei cambiamenti che stanno investendo la società».
Fonte: Farmacista33


E facciamola questa prima mossa, il momento non è dei migliori e sicuramente qualche anno fa si sarebbe evitato questo muro contro muro ma come si dice, meglio tardi che mai.

martedì 13 dicembre 2011

Federfarma: pronti a chiusura. Assofarm non sciopererà

«La speranza è l'ultima a morire, ma se le cose dovessero restare così la chiusura delle farmacie resta l'unica soluzione» lo afferma il presidente di Federfarma Annarosa Racca, nel corso di un incontro con la stampa a Milano. Oggi è previsto un incontro del Consiglio direttivo a Roma, nel corso del quale verrà presa una decisione, ma l'orientamento sembra quello della serrata, a meno che non si arrivi alla soppressione dell'articolo 32, ipotesi piuttosto remota. Del resto secondo Racca non ci sono alternative con un Governo «che si accanisce contro le farmacie sbandierando la sola liberalizzazione della vendita di medicinali come panacea per lo sviluppo e la crescita del Paese». Principali vittime di questa iniziativa sarebbero i cittadini in particolare nei piccoli comuni dove «le farmacie rurali rappresentano l'unico presidio sanitario sempre facilmente accessibile sul territorio e sono un punto di riferimento per la popolazione, soprattutto gli anziani, molto numerosi nei piccoli centri, dove altri servizi non sono presenti o funzionano con orari ridotti. Ma questo evidentemente non interessa il Governo» che come sottolinea la presidente di Federfarma, nonostante le ripetute richieste, non ha incontrato i rappresentanti di categoria. Nel suo sfogo la Racca sottolinea , poi come questa Manovra vada a vantaggio delle grandi multinazionali e della grande distribuzione e sia l'esito della ripicca di qualche segretario politico, con riferimento al leader del Pd Bersani. «Quella tra parafarmacie e farmacie è una battaglia tra poveri» ribadisce la presidente di Federfarma, che non crede che le parafarmacie beneficeranno realmente di questa manovra, il vero "nemico" è rappresentato dai grandi capitali, «ma non intendiamo piegarci» conclude. Intanto il Codacons minaccia di denunciare le farmacie che faranno la serrata: «Non è accettabile che per difendere i propri interessi di parte si intimoriscano i consumatori con questi annunci, specie considerato che i farmacisti continuano a essere una categoria garantita e privilegiata, i cui guadagni milionari sono stati appena sfiorati dalle precedenti liberalizzazioni in materia» conclude il Codacons. Ma i titolari sono avvertiti: se sceglieranno la serrata, difficilmente troveranno dalla loro stessa parte le farmacie comunali. Questo sarebbe l'orientamento che i vertici di Assofarm hanno trasmesso a Federfarma a fronte degli inviti del sindacato per un fronte comune nella protesta contro la liberalizzazione della fascia C. La decisione non è ancora ufficiale perché l'assemblea dell'associazione che riunisce le municipalizzate si riunirà soltanto il prossimo 20 dicembre.
Fonte: Farmacista33

Farmacie costrette alla chiusura se non ci saranno risposte dal Governo

Federfarma e Federfarma Sunifar hanno diramato questa mattina un comunicato stampa per denunciare la sordità del governo alle proposte della categoria in merito alle misure di liberalizzazione riguardanti il servizio farmaceutico, mentre si apprende che sono state rinviate al 2013 le liberalizzazioni di tutte le altre attività economiche. A questo punto, sottolinea il comunicato, le farmacie pretendono di essere convocate dal Governo per individuare soluzioni condivise. Altrimenti, saranno costrette alla chiusura. Contro la liberalizzazione dei farmaci di fascia C con ricetta, ha annunciato il presidente di federfarma Annarosa Racca, la chiusura potrebbe scattare già da lunedì.
Fonte Federfarma

Tutto giusto ed è assurdo che tutte le liberalizzazioni previste dal decreto siano state accantonate tranne quella sui farmaci, ma la serrata NO! Non serve a nulla.

FILCAMS perplessa su liberalizzazione farmaci C con ricetta

La FILCAMS CGIL Nazionale ha diffuso alle proprie sedi regionali una nota nella quale esprime numerosi dubbi sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta, che - rileva la nota - rappresentano il 12-15% del fatturato delle farmacie'. Ammesso anche che tale misura comporti 'una boccata d'ossigeno per le parafarmacie, da un biennio ormai in forti difficoltà economiche a causa di uno sviluppo disordinato e deregolamentato - prosegue la FILCAMS - è pur vero che l'incremento dell'occupazione in queste ultime potrebbe essere drammaticamente bilanciato dalla perdita di posti di lavoro nelle farmacie tradizionali'. La FILCAMS osserva poi che sul fronte occupazionale si pongono anche 'questioni di natura qualitativa' in quanto 'parafarmacie e corner della salute non applicano i CCNL di settore'.
Fonte: Federfarma

martedì 6 dicembre 2011

Farmaci con ricetta: Federfarma chiede incontro immediato al ministro Balduzzi e al ministro Passera

Federfarma chiede di essere ricevuta oggi stesso dal ministro della Salute Renato Balduzzi e dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera per ribadire la propria posizione perché domani l'Assemblea nazionale delle farmacie italiane deciderà le iniziative da intraprendere contro le misure inique e devastanti contenute nella manovra.In nessun Paese al mondo i farmaci con ricetta medica vengono distribuiti in esercizi diversi dalla farmacia, in quanto solo la farmacia garantisce gli standard di qualità e sicurezza. L'Italia sarebbe un'anomalia rispetto a Paesi come Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Svezia, Austria, dove tutti i farmaci con ricetta sono disponibili solo in farmacia.
Farmaci per le disfunzioni erettili, contraccettivi, ormoni, cortisonici, farmaci antiaggreganti sarebbero venduti fuori farmacia, caso unico al mondo.
La vendita fuori farmacia di farmaci sottoposti all'obbligo di prescrizione medica, se confermata, porterà al collasso il servizio farmaceutico reso alla popolazione, in tutte le aree del Paese. Molti titolari di farmacie rurali riterrebbero piu' conveniente abbandonare le zone disagiate e trasferirsi in città per aprire una piu' redditizia parafarmacia, lasciando ampie zone del territorio prive del servizio.
Non è smantellando la rete delle farmacie che si crea sviluppo e occupazione: le farmacie saranno costrette a ridurre il personale. Nei prossimi mesi è prevedibile il licenziamento di 18.000 addetti. Alla faccia degli 8.000 nuovi posti di lavoro sbandierati dalle parafarmacie.
Nella fretta, il Governo ha fatto male i conti!
Altre sono le misure che un buon Governo dovrebbe attuare sul servizio farmaceutico.
Fonte: Federfarma

Avevo previsto tutto ed avevo avvisato tutti i "padri storici della Farmacia Italiana" e si era già in ritardo, ora assistiamo al solito penoso teatrino. http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article1428&lang=it