Fonte: antennasud.com 17 aprile 2012
Sono 365.000 i pugliesi a rischio alcolismo. I dati, forniti in occasione del mese della prevenzione sui problemi correlati all’alcol, pur essendo in grosso modo in linea con quelli nazionali, non possono lasciare indifferenti. Come sottolineato dal dott. Tafuri, la fascia più esposta è quella tra i 18 e i 24 anni, e aumentano le donne e i giovani che consumano alcolici fuori dai pasti. Anche perchè, come ha spiegato il prof. Vincenzo Palmieri della Clinica medica Murri del Policnico, l’alcol aumenta la probabilità di essere colpiti da tumori soprattutto del cavo orale, dell’apparato digerente, del fegato, dell’esofago, della vescica ma anche della mammella. Occorre fare una prevenzione primaria per evitare che i ragazzi inizino a bere.
Anche a livello nazionale si può fare tanto. Per questo la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni proporrà di potenziare il ruolo delle stesse Regioni per prevenire e affrontare maggiormente il fenomeno.
Fonte: CUFRAD
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martedì 17 aprile 2012
lunedì 5 marzo 2012
CReG: prove di (prossimo) futuro per la medicina di famiglia
( Corriere della Sera Pag.54 - 04/03/2012 )
Cronic Related Group (CReG) sono la via lombarda alla riorganizzazione della medicina del territorio, modalità di presa in carico dei malati cronici con broncopneumopatia cronica ostruttiva, scompenso cardiaco, diabete, ipertensione e cardiopatia ischemica, osteoporosi e patologie neuromuscolari. Il progetto in fase di avvio in 5 Asl (Milano, Milano 2, Como, Lecco e Bergamo) ha coinvolto sinora 399 medici e 15.350 pazienti, soprattutto a Bergamo, dove sono stati arruolati 7.500 pazienti, con percentuali di adesione del 98%. La tempistica regionale prevede la conclusione della fase di arruolamento entro fine marzo e la partenza di quella clinica entro metà aprile. I tecnici, secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale della Sanità della Regione Lombardia Carlo Lucchina, stimano che i CReG porteranno ad un risparmio della spesa di 1,5 mld di euro nei prossimi 3 anni. Per raggiungere l'obiettivo nel settore della cronicità anche la Regione Toscana ha deciso di investire quasi 9 mln di euro, in questa fase pilota i progetti comprendono 93 moduli con il coinvolgimento di 943 medici di medicina generale e quasi 1 milione di pazienti.
Fonte: AboutPharma
Cronic Related Group (CReG) sono la via lombarda alla riorganizzazione della medicina del territorio, modalità di presa in carico dei malati cronici con broncopneumopatia cronica ostruttiva, scompenso cardiaco, diabete, ipertensione e cardiopatia ischemica, osteoporosi e patologie neuromuscolari. Il progetto in fase di avvio in 5 Asl (Milano, Milano 2, Como, Lecco e Bergamo) ha coinvolto sinora 399 medici e 15.350 pazienti, soprattutto a Bergamo, dove sono stati arruolati 7.500 pazienti, con percentuali di adesione del 98%. La tempistica regionale prevede la conclusione della fase di arruolamento entro fine marzo e la partenza di quella clinica entro metà aprile. I tecnici, secondo quanto dichiarato dal Direttore Generale della Sanità della Regione Lombardia Carlo Lucchina, stimano che i CReG porteranno ad un risparmio della spesa di 1,5 mld di euro nei prossimi 3 anni. Per raggiungere l'obiettivo nel settore della cronicità anche la Regione Toscana ha deciso di investire quasi 9 mln di euro, in questa fase pilota i progetti comprendono 93 moduli con il coinvolgimento di 943 medici di medicina generale e quasi 1 milione di pazienti.
Fonte: AboutPharma
martedì 28 febbraio 2012
Lombardia, scatta l'operazione trasparenza con rischio boomerang
Potrebbe rivelarsi un boomerang l'operazione "trasparenza" da domani al via nella Sanità lombarda. Se ne parla da tempo: dal primo marzo il paziente che esce da una struttura sanitaria regionale si vedrà consegnare una lettera nella quale sarà precisato il costo sostenuto dalla Regione per le cure. Venerdì scorso il capo della direzione generale Sanità, Carlo Lucchina, aveva inviato alle Asl precise istruzioni: nella documentazione lasciata all'assistito in dimissione dovrà essere indicato «il valore, espresso in euro, che rappresenta il rimborso corrisposto mediamente agli ospedali lombardi per il costo sostenuto per tipologie di attività e di prestazioni simili a quelle che ha usufruito durante il suo ricovero». Chi invece ha usufruito di un esame o di una prestazione specialistica, riceverà una lettera con il valore del rimborso per i costi sostenuti, suddiviso tra ticket, quota fissa per la ricetta (il superticket della Finanziaria 2011) e quella eventualmente riconosciuta dal Servizio sanitario regionale alla struttura ambulatoriale. E qui però potrebbero arrivare i problemi. Perché un paziente più accorto degli altri potrebbe improvvisamente accorgersi che per alcune prestazioni il ticket da pagare risulta più alto del costo fissato dalla Regione o dal Ssn. Più che alcune sono moltissime: secondo una stima del Corriere della Sera, il discorso varrebbe per circa 11 milioni di prestazioni sui 15 milioni erogati in un anno ai lombardi non esenti. La prima visita specialistica, per esempio, vale per la Regione 22,50 euro ma il cittadino la paga 28,50; l'ecografia all'addome vale 32,70 ma costa 41,70, la mammografia all'addome 44,87 contro 48,70. E allora? Per la Regione l'operazione trasparenza mira a rendere più responsabili cittadini e medici prescrittori. Qualcuno, però, potrebbe anche diventare più "scafato".
Fonte: Doctornews
Fonte: Doctornews
Lombardia, scatta l'operazione trasparenza con rischio boomerang
Potrebbe rivelarsi un boomerang l'operazione "trasparenza" da domani al via nella Sanità lombarda. Se ne parla da tempo: dal primo marzo il paziente che esce da una struttura sanitaria regionale si vedrà consegnare una lettera nella quale sarà precisato il costo sostenuto dalla Regione per le cure. Venerdì scorso il capo della direzione generale Sanità, Carlo Lucchina, aveva inviato alle Asl precise istruzioni: nella documentazione lasciata all'assistito in dimissione dovrà essere indicato «il valore, espresso in euro, che rappresenta il rimborso corrisposto mediamente agli ospedali lombardi per il costo sostenuto per tipologie di attività e di prestazioni simili a quelle che ha usufruito durante il suo ricovero». Chi invece ha usufruito di un esame o di una prestazione specialistica, riceverà una lettera con il valore del rimborso per i costi sostenuti, suddiviso tra ticket, quota fissa per la ricetta (il superticket della Finanziaria 2011) e quella eventualmente riconosciuta dal Servizio sanitario regionale alla struttura ambulatoriale. E qui però potrebbero arrivare i problemi. Perché un paziente più accorto degli altri potrebbe improvvisamente accorgersi che per alcune prestazioni il ticket da pagare risulta più alto del costo fissato dalla Regione o dal Ssn. Più che alcune sono moltissime: secondo una stima del Corriere della Sera, il discorso varrebbe per circa 11 milioni di prestazioni sui 15 milioni erogati in un anno ai lombardi non esenti. La prima visita specialistica, per esempio, vale per la Regione 22,50 euro ma il cittadino la paga 28,50; l'ecografia all'addome vale 32,70 ma costa 41,70, la mammografia all'addome 44,87 contro 48,70. E allora? Per la Regione l'operazione trasparenza mira a rendere più responsabili cittadini e medici prescrittori. Qualcuno, però, potrebbe anche diventare più "scafato".
Fonte: Doctornews
mercoledì 2 novembre 2011
Toscana, pressing sulle farmacie per estendere la dpc
È una marcatura stretta quella che la Regione Toscana sta esercitando sulle farmacie del territorio perché rivedano il proprio no alle gare d'acquisto centralizzate sui farmaci di fascia A. Pressioni alle quali è sempre più difficile resistere, tanto che Federfarma regionale ha già fissato per domenica 13 novembre un'assemblea di tutti i titolari toscani. I termini del dilemma che grava sulle farmacie sono noti: il primo avviso era arrivato a dicembre con la finanziaria regionale 2011, che all'articolo 14 proponeva per la prima volta accordi «con le associazioni sindacali delle farmacie convenzionate» con i quali individuare «ulteriori modalità per l'erogazione sul territorio di farmaci e dispositivi medici acquistati direttamente dal Servizio sanitario regionale»; poi, a marzo, le prime sperimentazioni dell'accordo con i medici di famiglia che affida alle Asl il recapito a domicilio dei farmaci di fascia A per i pazienti cronici complessi; infine, a maggio, la delibera sulla clausola di salvaguardia per gli equivalenti con prezzo non allineato alle nuove quote Aifa, che al punto 4 ordina alle Asl di potenziare «la distribuzione diretta agli assistiti dei farmaci off patent fino al raggiungimento di una quota percentuale non inferiore al 15 % dei consumi 2010». Tre tasselli di un mosaico che in sostanza mira a estendere i meccanismi della dpc all'intero prontuario dei farmaci rimborsati: la Regione acquisterebbe con gare per categoria terapeutica omogenea, off patent e branded assieme, vinca chi offre di meno; le farmacie dispenserebbero in cambio di una quota fissa a pezzo, come appunto già avviene nella distribuzione per conto. «Sono mesi che l'amministrazione preme per arrivare a quell'intesa prospettata dalla finanziaria» spiega il presidente di Federfarma Toscana, Marco Nocentini Mungai «e finora siamo riusciti a tergiversare. Ora però una posizione va presa, anche perché ci sono indizi che fanno sospettare un'intensificazione della distribuzione a domicilio ai pazienti cronici». Di qui la convocazione dell'assemblea: «Voglio che i tutti i titolari toscani siano messi al corrente dei termini del problema» prosegue «e che assieme si decida il da farsi: voglio un mandato chiaro per aprire una trattativa o dire definitivamente no. Perché stiamo parlando di un accordo che coinvolgerebbe il 70-80% dei farmaci destinati alle terapie croniche, il cui acquisto verrebbe tolto ai titolari e preso direttamente in carico dalla Regione. Un'eventualità che tra le altre cose comporterebbe il rischio di uno choc finanziario per un paio di centinaia di farmacie, perché nella fase iniziale verrebbe a mancare il flusso finanziario che oggi permette a molti farmacisti di avere dilazioni sui pagamenti a 120 giorni».
Fonte: Farmacista33
Ma guarda.... s'è svegliata Federfarma! In compenso in Farmacia rimangono i cosmetici.....ahahahahah
Fonte: Farmacista33
Ma guarda.... s'è svegliata Federfarma! In compenso in Farmacia rimangono i cosmetici.....ahahahahah
giovedì 27 ottobre 2011
Regione Puglia rimborsa cannabis terapeutica per sclerosi multipla
( Corriere della Sera Pag.27 - 27/10/2011 )
L'Ospedale di Casarano, in Puglia, distribuisce ogni mese gratuitamente cannabis terapeutica ai malati di sclerosi multipla. La sperimentazione è possibile in base a un decreto ministeriale che inserisce i cannabinoidi tra i farmaci e una delibera della giunta pugliese che ne stabilisce l'erogazione a carico del Servizio sanitario regionale.
Fonte: AboutPharma
L'Ospedale di Casarano, in Puglia, distribuisce ogni mese gratuitamente cannabis terapeutica ai malati di sclerosi multipla. La sperimentazione è possibile in base a un decreto ministeriale che inserisce i cannabinoidi tra i farmaci e una delibera della giunta pugliese che ne stabilisce l'erogazione a carico del Servizio sanitario regionale.
Fonte: AboutPharma
Regione Puglia rimborsa cannabis terapeutica per sclerosi multipla
( Corriere della Sera Pag.27 - 27/10/2011 )
L'Ospedale di Casarano, in Puglia, distribuisce ogni mese gratuitamente cannabis terapeutica ai malati di sclerosi multipla. La sperimentazione è possibile in base a un decreto ministeriale che inserisce i cannabinoidi tra i farmaci e una delibera della giunta pugliese che ne stabilisce l'erogazione a carico del Servizio sanitario regionale.
Fonte: AboutPharma
L'Ospedale di Casarano, in Puglia, distribuisce ogni mese gratuitamente cannabis terapeutica ai malati di sclerosi multipla. La sperimentazione è possibile in base a un decreto ministeriale che inserisce i cannabinoidi tra i farmaci e una delibera della giunta pugliese che ne stabilisce l'erogazione a carico del Servizio sanitario regionale.
Fonte: AboutPharma
lunedì 25 luglio 2011
Italia della sanità spaccata in due
Due paesi diversi, così appare l'Italia dal punto di osservazione di Saniregio2, il modello econometrico con cui Cerm, centro studi indipendente su competitività, regole e mercati, confronta il grado di efficienza di spesa e di qualità dei sistemi sanitari delle Regioni italiane. Sono cinque - secondo il Cerm - le Regioni per le quali il gap di efficienza e di qualità risulta particolarmente forte: Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e Lazio. Per raggiungere il benchmark rappresentato dalla regione Umbria, la Campania - dice il Cerm - dovrebbe ridurre la spesa di oltre il 33% e aumentare la qualità di quasi il 90%. La Sicilia dovrebbe ridurre la spesa di oltre il 24% e aumentare la qualità anch'essa di quasi il 90%. La Puglia dovrebbe ridurre la spesa di quasi il 24% e aumentare la qualità di oltre il 96%. La Calabria dovrebbe ridurre la spesa di poco più 15% e aumentare la qualità di oltre il 132% (un più che raddoppio). Il Lazio, infine, dovrebbe ridurre la spesa di quasi il 13% e aumentare la qualità di oltre il 76%. Nel complesso, le cinque Regioni più devianti - sottolinea la ricerca del Cerm - potrebbero liberare risorse per circa 9,4 miliardi all'anno, più del 77% delle risorse, oltre 12 miliardi equivalenti a circa lo 0,8% del Pil.
Fonte: DoctorNews
Sanità: in 10 anni 38 mld di deficit. Il 48% degli italiani è sotto tutela
( Il Sole 24 Ore Pag.8 - 24/07/2011 )
Per il 48% degli italiani l'assistenza sanitaria pubblica è sotto tutela: commissariata (Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo, Molise) con super addizionali Irpef e Irap, o sotto controllo del Governo con i piani di rientro dai deficit (Piemonte, Puglia, Sicilia). Per un italiano su 2, quasi la stessa percentuale delle esenzioni riconosciute dai ticket, il sistema di tutela della salute è già pericolosamente in bilico. In 10 anni, dal 2001 al 2010, sono stati accumulati 38 mld di euro di disavanzi in Sanità: 646 euro di debito a cittadino, che diventano però 2.460 in Lazio, 1.991 in Molise e 1.483 in Campania. Dal 2001 a oggi sono calati ricoveri (-17%) e posti letto (-11%) Ma il Sud resta sempre in coda per qualità e spesa: le rpestazioni essenziali (Lea) sono garantite solo in 8 Regioni (Lombardia, Emilia, Toscana, Marche, Piemonte, Umbria, Veneto, Liguria).
Fonte: AboutPharma
Per il 48% degli italiani l'assistenza sanitaria pubblica è sotto tutela: commissariata (Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo, Molise) con super addizionali Irpef e Irap, o sotto controllo del Governo con i piani di rientro dai deficit (Piemonte, Puglia, Sicilia). Per un italiano su 2, quasi la stessa percentuale delle esenzioni riconosciute dai ticket, il sistema di tutela della salute è già pericolosamente in bilico. In 10 anni, dal 2001 al 2010, sono stati accumulati 38 mld di euro di disavanzi in Sanità: 646 euro di debito a cittadino, che diventano però 2.460 in Lazio, 1.991 in Molise e 1.483 in Campania. Dal 2001 a oggi sono calati ricoveri (-17%) e posti letto (-11%) Ma il Sud resta sempre in coda per qualità e spesa: le rpestazioni essenziali (Lea) sono garantite solo in 8 Regioni (Lombardia, Emilia, Toscana, Marche, Piemonte, Umbria, Veneto, Liguria).
Fonte: AboutPharma
martedì 19 luglio 2011
Ticket: Italia variegata, scatta la protesta dei cittadini
Mentre si assiste a una polarizzazione tra le Regioni che già dall'altro ieri hanno fatto scattare il ticket previsto dalla Manovra, quelle che, in attesa dell'incontro con il ministro della Salute di domani e di conti più precisi, fanno melina, e quelle come la Toscana che stanno valutando misure alternative, è forte la reazione dei cittadini e di alcuni sindacati. In Liguria, tra le amministrazioni che già da lunedì sono partite con i ticket, è stato organizzato un presidio da parte della Uil davanti alla prefettura di Genova per chiedere la restituzione dei 10 euro per le visite specialistiche. «Il ticket non può essere retroattivo» è la denuncia del sindacato, che si dice pronto alle azioni legali. Più tranquilla la situazione in Basilicata, nel secondo giorno di riscossione. Intanto La Cisl annuncia che «si mobiliterà su tutto il territorio perché le strutture sindacali chiedano tavoli di verifica con i presidenti delle Regioni per individuare risorse alternative, a partire dal taglio dei costi della politica, e innescando vertenze sindacali a tutela delle fasce più deboli». Medesimo appoggio da Cgil e Federanziani, che si è mossa chiedendo un incontro al ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Intanto il ticket è partito, oltre che in Basilicata e Liguria, anche in Lombardia, Calabria, Puglia, Lazio (anche se a macchia di leopardo in alcune Asl), mentre non è detta l'ultima parola per la Sicilia, che sta valutando la possibilità di abrogarlo. In Campania si attende l'incontro con il ministero della Salute, mentre anche in Abruzzo ed Emilia Romagna si sta facendo il possibile per evitare l'incombenza. Un no deciso viene dalla Toscana, mentre la giunta si dà tempo due settimane per studiare misure alternative, tra le quali la lotta all'inappropriatezza del ricorso al pronto soccorso. Posizione, questa, condivisa anche da Molise, Umbria, Valle d'Aosta, Trentino e Sardegna. Congelato il provvedimento, al momento, in Piemonte e Veneto.
Fonte: DoctorNews
Che pena, senza paura di ripetermi.....la Grecia è vicina!!!
Fonte: DoctorNews
Che pena, senza paura di ripetermi.....la Grecia è vicina!!!
lunedì 18 luglio 2011
Manovra: sui ticket sanitari è caos. No di 8 Regioni
( Il Messaggero Pag.2 - 17/07/2011 , Corriere della Sera Pag.3 - 17/07/2011 , la Repubblica Pag.2 - 17/07/2011 , Libero Pag.3 - 17/07/2011 , Il Messaggero Pag.2 - 18/07/2011 , Corriere della Sera Milano Pag.1 - 18/07/2011 , la Repubblica Milano Pag.IV - 18/07/2011 )
Dopo la pubblicazione in GU, è entrata in vigore il 17 luglio 2011 la manovra per il ripiano del bilancio 2014. Caos nelle Regioni sull'applicazione dei ticket sanitari previsti per recuperare i 381 mln di euro che il Governo non erogherà per il 2011. Dal 18 luglio si pagherà 10 euro in più per le prestazioni specialistiche in Basilicata, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Puglia, Liguria e Lombardia, anche se quest'ultima decide il 19 luglio per un'eventuale riduzione della quota. Sono in fase di valutazione e non applicano il superticket: Lazio, Marche, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Evitano l'applicazione della norma, cercando risorse alternative: Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Trentino Alto Adige, Veneto, Umbria e Campania. Questa in particolare ha già aumentato i ticket a gennaio 2011, come previsto dai piani di rientro dal deficit. Nessuna novità per i 25 euro sui codici bianchi del Pronto Soccorso che i cittadini già pagano.
Fonte: AboutPharma
Dopo la pubblicazione in GU, è entrata in vigore il 17 luglio 2011 la manovra per il ripiano del bilancio 2014. Caos nelle Regioni sull'applicazione dei ticket sanitari previsti per recuperare i 381 mln di euro che il Governo non erogherà per il 2011. Dal 18 luglio si pagherà 10 euro in più per le prestazioni specialistiche in Basilicata, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Puglia, Liguria e Lombardia, anche se quest'ultima decide il 19 luglio per un'eventuale riduzione della quota. Sono in fase di valutazione e non applicano il superticket: Lazio, Marche, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Evitano l'applicazione della norma, cercando risorse alternative: Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Trentino Alto Adige, Veneto, Umbria e Campania. Questa in particolare ha già aumentato i ticket a gennaio 2011, come previsto dai piani di rientro dal deficit. Nessuna novità per i 25 euro sui codici bianchi del Pronto Soccorso che i cittadini già pagano.
Fonte: AboutPharma
mercoledì 25 maggio 2011
Le Regioni dicono no al Ddl sul riordino delle farmacie
Una bocciatura al disegno di legge sulle "Disposizioni normative in materia di medicinali a uso umano e di riordino dell'esercizio farmaceutico" per un «problema di competenza». Ad annunciarlo il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della seduta di ieri, che ha preso in esame il disegno di legge. «Occorre che sia riconosciuta l'autonomia delle Regioni al governo di questo processo», ha spiegato Errani. Il «no» delle Regioni era già stato illustrato nel documento tecnico messo a punto dalla Commissione salute in cui si spiegava che l'esclusività della distribuzione del farmaco alle farmacie aperte al pubblico determina, a regime, circa un miliardo di euro di spesa in più a carico del Ssn, limitando fortemente la facoltà delle Regioni di fare ricorso alla distribuzione diretta e per conto dei farmaci acquistati con lo sconto di legge dalle Asl, condizionando pesantemente la concorrenza e assecondando una distribuzione delle farmacie sul territorio che non soddisfa i bisogni delle specifiche realtà regionali. «Il Ddl» è il parere «lede in molte parti le prerogative legislative regionali fissate dal Titolo V della Costituzione». Nel mirino in primis la norma che prevede un concorso straordinario per l'assegnazione di tutte le sedi disponibili in pianta organica, con divieto di prelazione per i Comuni e divieto di partecipazione per i titolari di farmacia urbana: il numero di sedi disponibili - afferma il documento - non giustifica una procedura d'urgenza che escluda del tutto la valutazione meritocratica dei concorrenti. Pollice verso anche sul nuovo rapporto abitanti-farmacie aperte al pubblico (1 ogni 4mila abitanti, incrementabile del 10% oltre i 100mila abitanti), sulla possibilità di collocare il 10% di quelle aperte in deroga all'interno di grandi strutture commerciali con assegnazione basata su norme regionali (né concorsi, né regole nazionali) e infine sull'apertura di "presidi decentrati" da affidare alla farmacia più vicina nei Comuni con popolazione residente inferiore a 1.200 abitanti. Contrarietà assoluta, infine, sull'esclusività della distribuzione del farmaco alle farmacie aperte al pubblico, declinata all'articolo 8 del Ddl vincolando le Regioni a ricorrere alle farmacie per la distribuzione dei medicinali acquistati direttamente (salvo quelli consegnati all'atto delle dimissioni) e limitando comunque al primo biennio dalla commercializzazione la presenza dei farmaci in Pht che rientrerebbero poi automaticamente nei canali distributivi tradizionali. Si tratta insomma di un'esplicita modifica della norma della L. 405/2001 frutto di un accordo Stato- Regioni che ha consentito ai governi locali di manovrare con più appropriatezza le leve della spesa.
Fonte: Farmacista33
Mala tempora currunt, sed peiora parantur.
Fonte: Farmacista33
Mala tempora currunt, sed peiora parantur.
lunedì 9 maggio 2011
Lea, dalle pagelle del Ministero sei regioni bocciate
Italia a due velocità anche nell'applicazione dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Che in otto Regioni sono erogati secondo gli standard ma in altre sei (tutte del Sud, Lazio escluso) lamentano inefficienze e disapplicazioni superiori al tollerabile. Così si legge nel rapporto che ieri il ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito (www.salute.gov.it) in ottemperanza all'intesa Stato-Regioni del 2005 e in vista degli stanziamenti che dovrà varare il Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Lea. Per le sue "pagelle" il dicastero ha fatto ricorso a un sistema di 21 indicatori ripartiti sulle singole voci dell'assistenza sanitaria: prevenzione, distrettuale, ospedaliera ed emergenza. Quindi è stata disegnata una griglia di punteggi e ogni Regione ha ricevuto un punteggio in base alle performance registrate. Infine le somme sono state suddivise in tre classi: le amministrazioni che hanno ottenuto un punteggio superiore a 160 risultano di fatto adempienti su tutti i Lea; le Regioni con punteggio tra 130 e 160 risultano adempienti con interventi da varare per alcuni Livelli; infine, le amministrazioni con meno di 130 punti evidenziano una situazione critica. Sulla base di tale griglia, il Ministero ha dunque "promosso" Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Marche, Piemonte, Umbria, Veneto e Liguria; rimandate invece Basilicata (insufficiente per l'alta percentuale di cesare), Sardegna (insufficiente su spesa farmaceutica e prevenzione) e Puglia (cesarei). Bocciate Molise (fuori parametro su assistenza residenziale e assistenza ospedaliera), Abruzzo (assistenza farmaceutica, assistenza agli anziani e hospice), Sicilia (assistenza territoriale e domiciliare degli anziani, spesa farmaceutica, assistenza ospedaliera), Campania (assistenza territoriale e ospedaliera), Lazio (assistenza ospedaliera e spesa farmaceutica) e Calabria (assistenza territoriale e ospedaliera).
Fonte: DoctorNews33
Fonte: DoctorNews33
lunedì 4 aprile 2011
Sanità: rosso da 1,59 mld per la spesa farmaceutica
( Il Sole 24 Ore Pag.32 - 01/04/2011 )
Si chiude con un rosso da 1,59 mld di euro il pre-consuntivo 2010 della spesa farmaceutica pagata dallo Stato. I conti dei farmaci erogati in farmacia in regime di convenzione chiudono a 11,07 mld con con un calo di 284 mln, -2,5% sul 2009, e addirittura con un risparmio di 100 mln rispetto al budget. La spesa per i farmaci in ospedale ha invece chiuso il 2010 a 4,21 mld, +1,69 mld rispetto al tetto di legge (4%) fissato a quota 2,52 mld. Deficit a carico delle Regioni che continuano a chiedere modifiche sostanziose.Fonte: AboutPharma
Si chiude con un rosso da 1,59 mld di euro il pre-consuntivo 2010 della spesa farmaceutica pagata dallo Stato. I conti dei farmaci erogati in farmacia in regime di convenzione chiudono a 11,07 mld con con un calo di 284 mln, -2,5% sul 2009, e addirittura con un risparmio di 100 mln rispetto al budget. La spesa per i farmaci in ospedale ha invece chiuso il 2010 a 4,21 mld, +1,69 mld rispetto al tetto di legge (4%) fissato a quota 2,52 mld. Deficit a carico delle Regioni che continuano a chiedere modifiche sostanziose.Fonte: AboutPharma
lunedì 13 dicembre 2010
Inchiesta Altroconsumo: tariffe sanitarie diverse da una Regione all'altra
( la Repubblica Pag.27 - 13/12/2010 )
Da una Regione all'altra del territorio nazionale, oltre a cambiare l'offerta dei servizi, variano costo, esenzioni ammesse e perfino i ticket da versare per visite e analisi specialistiche. E' quanto emerge dall'indagine "Il prezzo della salute" di Altroconsumo che ha analizzato i tariffari regionali 2009 sulle 31 prestazioni ambulatoriali più richieste. Tra i risultati, la variazione delle tariffe degli esami del sangue può superare il mille per cento. Le Regioni con prestazioni più care sono Piemonte e Friuli Venezia Giulia; alle Marche il primato per la meno esosa. Causa delle disuguaglianze, secondo l'indagine, il federalismo sanitario che attribuisce alle Regioni la possibilità di fissare i livelli di prezzo per le prestazioni cui le strutture devono attenersi.
Fonte: AboutPharma
Da una Regione all'altra del territorio nazionale, oltre a cambiare l'offerta dei servizi, variano costo, esenzioni ammesse e perfino i ticket da versare per visite e analisi specialistiche. E' quanto emerge dall'indagine "Il prezzo della salute" di Altroconsumo che ha analizzato i tariffari regionali 2009 sulle 31 prestazioni ambulatoriali più richieste. Tra i risultati, la variazione delle tariffe degli esami del sangue può superare il mille per cento. Le Regioni con prestazioni più care sono Piemonte e Friuli Venezia Giulia; alle Marche il primato per la meno esosa. Causa delle disuguaglianze, secondo l'indagine, il federalismo sanitario che attribuisce alle Regioni la possibilità di fissare i livelli di prezzo per le prestazioni cui le strutture devono attenersi.
Fonte: AboutPharma
giovedì 20 maggio 2010
Lazio e Molise rischiano la stangata fiscale, si salva la Campania
( Finanza & Mercati Pag.5 - 20/05/2010 , Il Messaggero Roma Pag.39 - 20/05/2010 , MF- Milano Finanza Pag.6 - 20/05/2010 , Il Sole 24 Ore Pag.6 - 20/05/2010 )
Si avvicina sempre più lo spettro delle super addizionali Irpef e Irap per Lazio, Molise, Calabria e Campania. È stato infatti in larga parte ancora negativo l'esito del primo incontro al Tavolo con i Ministeri dell'Economia e della Salute del 19 maggio. Mentre il Molise ha subito una prima bocciatura al Piano di rientro dal deficit sanitario, il Lazio prende tempo fino al 30 maggio per presentare il piano ospedaliero e i nuovi contratti con i privati. La Campania, grazie al provvedimento sul riassetto della rete ospedaliera del subCommissario Giuseppe Zuccatelli, potrebbe riuscire a evitare in extremis l'imposizione fiscale. E' fissato per il 20 maggio l'incontro della Calabria con il Governo.
Si avvicina sempre più lo spettro delle super addizionali Irpef e Irap per Lazio, Molise, Calabria e Campania. È stato infatti in larga parte ancora negativo l'esito del primo incontro al Tavolo con i Ministeri dell'Economia e della Salute del 19 maggio. Mentre il Molise ha subito una prima bocciatura al Piano di rientro dal deficit sanitario, il Lazio prende tempo fino al 30 maggio per presentare il piano ospedaliero e i nuovi contratti con i privati. La Campania, grazie al provvedimento sul riassetto della rete ospedaliera del subCommissario Giuseppe Zuccatelli, potrebbe riuscire a evitare in extremis l'imposizione fiscale. E' fissato per il 20 maggio l'incontro della Calabria con il Governo.
mercoledì 5 maggio 2010
Per regioni in rosso tre anni non basteranno
"Fatta eccezione per la Liguria, che presentava lo squilibrio più contenuto, è difficile pensare che il percorso di attuazione dei Piani" di rientro dal deficit sanitario delle Regioni in rosso "possa concludersi con lo scadere del triennio". A evidenziarlo è stato il presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro, che è stato ascoltato a Roma in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali. "Gli aggiustamenti sono più lenti del previsto - ha detto Lazzaro - e se si guarda alle Regioni con Piani di rientro non si può non osservare come, rispetto agli obiettivi programmatici, la correzione operata sia per il momento limitata. Nella maggioranza delle Regioni, la riduzione dei costi dell'assistenza diretta si è rivelata particolarmente limitata. Gli oneri per il personale non mostrano variazioni di rilievo; cresce la spesa farmaceutica ospedaliera, assorbendo i limitati risparmi provenienti dalla gestione". Nell'assistenza convenzionaFonteta, "ai buoni risultati in termini di farmaceutica, si contrappongono difficoltà di contenimento degli oneri per la specialistica e un troppo lento contenimento (rispetto al programmato) dell'assistenza ospedaliera accreditata. Emergono inoltre nuove criticità: è il caso ben noto della Calabria. Ma anche quello della Puglia, che manifesta crescenti difficoltà a mantenere la spesa entro gli obiettivi prefissati. Non può non preoccupare, infine, che per la copertura dei disavanzi sanitari delle Regioni con Piano di rientro si sia previsto di utilizzare le risorse del Fas, destinate agli interventi nelle aree sottoutilizzate", ha concluso il presidente della Corte dei Conti.
Fonte: F.O.F.I.
Fonte: F.O.F.I.
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