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martedì 28 febbraio 2012

Inalare rosmarino migliora l'efficienza cerebrale


Due ricercatori della Northumbria university di Newcastle in Gran Bretagna hanno indagato gli effetti dell'aroma di rosmarino sulle performance cognitive di 20 volontari sani, esposti in momenti successivi a concentrazioni crescenti di essenza di rosmarino.
Per valutare gli eventuali effetti gli autori hanno misurato i livelli plasmatici di 1,8-cineolo, un terpene volatile di cui è ricco l'olio essenziale di rosmarino, quando i partecipanti erano sottoposti a dei test di velocità e accuratezza. Maggiori concentrazioni di cineolo erano correlate all'assorbimento seguito a esposizione a un'atmosfera più concentrata di essenza di rosmarino, come logico attendersi, ma anche a migliori performance nelle prove cognitive. Il terpene si trova anche in altre piante aromatiche e, per ora, la sua presenza nel sangue dimostra solo l'avvenuta esposizione all'essenza. Lo studio però aggiunge l'evidenza di un effetto positivo di sostanze, presenti nell'olio essenziale di rosmarino, che sono state inalate: potrebbe essere merito del cineolo oppure di altri componenti, di certo l'azione di stimolo cognitivo è legata all'aroma testato.
Fonte: Farmacista33

giovedì 5 maggio 2011

Dal 1° maggio 2011 stretta sulle erbe medicinali

( Italia oggi Pag.26 - 03/05/2011 )

Entro maggio del 2011 tutti i medicinali vegetali tradizionali dovranno adeguarsi alle norme previste per i farmaci allopatici: sperimentazione clinica, dati su sicurezza ed efficacia, standard di produzione. E' entrato in vigore il 1° maggio 2011 il provvedimento europeo, varato 7 anni fa (direttiva 2004/24/Ce del Parlamento europeo del 31 marzo 2004) e recepito in Italia col Decreto legislativo n. 219 del 24 aprile 2006.

Fonte: AboutPharma

domenica 11 ottobre 2009

H1N1: dalle erbe l'esempio di medicina integrata


E' proprio nel mondo della medicina "altra", dai medici ai pazienti, che talvolta si sentono opposizioni preconcette all'uso dei vaccini, come succede del resto nel mondo della medicina convenzionale verso quella non convenzionale. Vero è che nessuno dovrebbe avere il paraocchi, mai, in particolare in medicina. Sembrerà inverosimile, ma è proprio dalle erbe che viene un esempio chiaro e indiscutibile di vera medicina integrata, già a livello biotecnologico.


Per l'influenza già sappiamo che le piante possono dire la loro nell'ambito della prevenzione, fin da subito, a costi zero per il Servizio Sanitario Nazionale e con benefici per la salute. E ci sembra opportuno consigliare:
1) nessuna preclusione preconcetta al vaccino approvato dall'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), per il quale si invita a seguire le linee di indirizzo ministeriali
2) attenzione vigile del paziente all'igiene e ad una alimentazione sana, genuina e ricca di frutta e verdura fresca e di stagione, ricca in oligoelementi, vitamine, minerali e antiossidanti
3) alla popolazione esposta o a rischio (bambini, anziani, sanitari, ecc.) fin da subito e per tutto il periodo invernale, piante ad attività immunostimolante. La fitoterapia consente l'uso di piante a polisaccaridi (ad es.: l' Astragalus membranaceus, utilizzabile in forma di estratto secco ottenuto dalla radice), piante a saponine (ad es.: le radici di varie specie di Ginseng, Panax spp, estratti titolati i ginsenosidi) e infine piante ad alcaloidi (come la corteccia di Uncaria Tormentosa, estratto titolato in alcaloidi ossindolici pentaciclici). Tutte piante che, in assenza di controindicazioni, potranno anche vantaggiosamente essere associate. I preparati ottenuti dalle varie specie di Echinacea (titolate in alchilamidi e polisaccaridi) e lo stesso resveratrolo consentono inoltre un utile complemento ai primi sintomi di raffreddamento. Le avvertenze sono ovvie: gli immunostimolanti sono controindicati nelle patologie autoimmuni, e nei pazienti in terapia con immunosoppressori, mentre i vari tipi di Ginseng anche nei soggetti ipertesi, ipertiroidei o in terapia con anticoagulanti e/o ipoglicemizzanti orali. Cautela in gravidanza e allattamento.

Ma la considerazione, non provocatoria, e più interessante è che proprio dalle antiche piante della medicina tradizionale cinese, vengono i primi semplici esempi di medicina biotecnologica integrata, e non a parole: la letteratura dimostra come proprio le saponine immunostimolanti di cui abbiamo appena parlato possono essere utilizzate come adiuvanti per la preparazione degli stessi vaccini, allo scopo di aumentarne l'efficacia (Song X, Hu S. Adjuvant activities of saponins from traditional Chinese medicinal herbs. Vaccine. 2009;27,36:4883-90). Un esempio sorprendente, che non ci stupisce, ma che certo dovrebbe far riflettere.

Fonte: Fitoterapia33