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lunedì 13 febbraio 2012

Carenti di vitamina D?



Non sentiamo spesso parlare di questa vitamina e raramente un medico di base ci consiglia di assumere un integratore di vitamina D, tuttavia, gli studi sui benefici di questa vitamina a livello mondiale sono moltissimi e estremamente importanti.Si tratta di studi che mettono in evidenza un dato allarmante, ossia, che la sua carenza nel nostro organismo è così diffusa da essere una vera e propria epidemia.
Tale mancanza è legata al fatto che essa è difficilissima da integrare in modo sufficiente con il cibo e si ha un suo significativo aumento solo esponendosi al sole ma, senza l’utilizzo di filtri solari.
Tuttavia, ci sono motivi molto importanti per cui questa vitamina dovrebbe essere integrata, conosciuta, consigliata e diffusa maggiormente: contrasta e previene non solo piccoli fastidi come raffreddori, tosse ed influenza stimolando la funzione immunitaria ma, anche tumori, infarto, Alzheimer, diabete, demenza e aterosclerosi.
Chiaramente il suo ruolo più conosciuto è quello legato all’assorbimento del calcio e del fosforo, della mineralizzazione delle ossa ma, non si parla mai della sua capacità di controllare la differenziazione e proliferazione cellulare, ossia, un potente antitumorale, peraltro, protegge dal diabete di tipo uno, protegge le pareti dei vasi e il cuore.
Un database americano di oltre 259.000 casi d’infarto mostra che, nei mesi invernali gli infarti del miocardio aumentano del 53% rispetto ai mesi estivi.
In Italia, l'importante ruolo della vitamina D, anche dagli esperti è ignorato ed essa è considerata persino tossica, non conoscendosene gli effettivi benefici messi in luce da organizzazioni ed esperti che hanno dedicato a tale micronutriente un’intera carriera.
Infatti, secondo il dott. or Holick, massimo esperto mondiale di vitamina D, la carenza di questa vitamina è subdola e difficile da riconoscere e consiglia di esporsi 3-4 volte settimana al sole per 10-15 minuti oppure di assumerne 1000 UI al giorno.
Infine, possiamo anche inserire tra i benefici di questa vitamina il favorire, associata al calcio, il processo di dimagrimento.

Fpnte: PerdiPesoSystem

Carenti di vitamina D?

Non sentiamo spesso parlare di questa vitamina e raramente un medico di base ci consiglia di assumere un integratore di vitamina D, tuttavia, gli studi sui benefici di questa vitamina a livello mondiale sono moltissimi e estremamente importanti.Si tratta di studi che mettono in evidenza un dato allarmante, ossia, che la sua carenza nel nostro organismo è così diffusa da essere una vera e propria epidemia.
Tale mancanza è legata al fatto che essa è difficilissima da integrare in modo sufficiente con il cibo e si ha un suo significativo aumento solo esponendosi al sole ma, senza l’utilizzo di filtri solari.
Tuttavia, ci sono motivi molto importanti per cui questa vitamina dovrebbe essere integrata, conosciuta, consigliata e diffusa maggiormente: contrasta e previene non solo piccoli fastidi come raffreddori, tosse ed influenza stimolando la funzione immunitaria ma, anche tumori, infarto, Alzheimer, diabete, demenza e aterosclerosi.
Chiaramente il suo ruolo più conosciuto è quello legato all’assorbimento del calcio e del fosforo, della mineralizzazione delle ossa ma, non si parla mai della sua capacità di controllare la differenziazione e proliferazione cellulare, ossia, un potente antitumorale, peraltro, protegge dal diabete di tipo uno, protegge le pareti dei vasi e il cuore.
Un database americano di oltre 259.000 casi d’infarto mostra che, nei mesi invernali gli infarti del miocardio aumentano del 53% rispetto ai mesi estivi.
In Italia, l'importante ruolo della vitamina D, anche dagli esperti è ignorato ed essa è considerata persino tossica, non conoscendosene gli effettivi benefici messi in luce da organizzazioni ed esperti che hanno dedicato a tale micronutriente un’intera carriera.
Infatti, secondo il dott. or Holick, massimo esperto mondiale di vitamina D, la carenza di questa vitamina è subdola e difficile da riconoscere e consiglia di esporsi 3-4 volte settimana al sole per 10-15 minuti oppure di assumerne 1000 UI al giorno.
Infine, possiamo anche inserire tra i benefici di questa vitamina il favorire, associata al calcio, il processo di dimagrimento.

Fpnte: PerdiPesoSystem

venerdì 25 settembre 2009

CANCRO PROSTATA: VITAMINA B6 ALLUNGA LA VITA

(AGI) - New York, 25 set. - Gli uomini con cancro alla prostata in fase iniziale possono sperare di vivere piu' a lungo se aumentano l'assunzione di vitamina B6, secondo quanto suggerisce uno studio pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition. Gli scienziati chiariscono che non c'e' una prova diretta che la vitamina B6 migliori la sopravvivenza dei malati di cancro alla prostata, ma evidenzia un'associazione tra sopravvivenza e livelli di vitamina che si possono assumere con un'alimentazione bilanciata. L'equipe ha studiato per 20 anni 525 svedesi affetti da cancro alla prostata. Il 25% che assumeva piu' vitamina B6 aveva una riduzione del 29% delle probabilita' di morire per la malattia nel corso dello studio, rispetto agli uomini con livelli piu' bassi di B6. I pazienti del primo gruppo assumevano in media da 2,2 a 2,9 milligrammi di B6 al giorno, mentre gli altri ne prendevano da 1,3 a 1,9 milligrammi al di'. La dose raccomandata per gli uomini fino a 50 anni e' di solito di 1,3 mg al giorno; sopra i 50 anni i medici consigliano 1,7 mg. L'effetto protettivo e' pero' valido solo per i tumori in fase iniziale, non diffusi ad altri organi. Secondo l'equipe diretta da Julie L. Kasperzyk, della Harvard School of Public Health di Boston, che ha realizzato lo studio, questi risultati provano che anche l'alimentazione ha un ruolo importante nell'evoluzione del cancro alla prostata e nelle chance di sopravvivenza. La vitamina B6 si trova in alimenti quali i fagioli, le patate, le banane, la carne e il pollo e alcuni pesci (tonno, salmone). Tra i suoi compiti, insieme ad altre vitamine del gruppo B, c'e' quello di sintetizzare e riparare il Dna. Dato che il cancro si sviluppa da una crescita incontrollata di cellule dal codice genetico anomalo, e' possibile che le vitamine del gruppo B possano influire sullo sviluppo e progressione di alcuni tipi di tumore.