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lunedì 1 aprile 2013
L’OPINIONE – Troppe farmacie stanno fallendo. Bisogna Fermare l’emorragia
Eczane, tüm zamanların garnizonu olarak tanımlanmakta zorlanıyor, küçük belediyelerde ve aynı zamanda kent dokusunda yardım için koşulsuz bir referans.
Disiplininin yeniden yazılması hem imaj hem de ekonomik boşluklar yarattı. Birçok ilaç firması, birkaç yıl boyunca, gelirlerdeki daralma ve net kar marjlarının incelmesi, genellikle brüt iskonto ile karıştırılması, kamuoyunda yanlış kazanım değerleri üretmesi için tartılarak azaltılmıştır. Tüm bunların sonucu olarak iflaslar ve çoğu zaman temerrüde düşmekten vazgeçilmez olan iflas işlemlerine başvurma her yerde kayıt altına alınmaktadır.
Asıl durum ciddi. Buna rağmen, kategorinin bilinmemesi ve gerçeği temsil etmemesi nedeniyle bilgi ihmal edilmiştir.
Acı çekmenin daha büyük olduğu büyük metropol merkezlerinde, pek çok eczane var, bunlara karşı spekülatif saldırıların çoğalmasını, genellikle alımları optimize etmek için idealize edilmiş naif girişimlerle maskelenmiş, net bir yasadışı tadı ile kayıt altına alacak kadar çok sayıda eczane var. yönetimi.
Bütün bunlar, sistemin zayıflık durumunu, tedarikçilerin yürütme faaliyetlerini ve Ulusal Sağlık Hizmetine ilişkin iddiaların ağır ilerlemelerini temsil eder.
Uygulanabilir hukuk yollarının tespiti olmadan, sahnelerin arkasında ve dışında dramalar tüketilecek, borçları çok sık sık kullanan sahipleri sorumsuz ve / veya bilim kurgu şirket politikalarının yanı sıra dikkatsiz danışmanların ve ev yapımı çözümlerin ihmali ile inanmanın ötesine şişmiş .
Bu şekilde devam ederek, farmasötik yardım zincirinin varlığı tehlikededir. Doldurması zor olan yardım boşlukları oluşturmak için tehlike arz eden işlevsel bütünlüğüdür.
Eczane'yi, bölgesel yardımın temel savunması olarak, her şeyden ve herkesten uzağa koymalıyız. Birçok insan kafalarını kuma koyar ve hiçbir şey yapmamış gibi davranır. En çeşitli organizasyonlar tarafından taciz edilen çok fazla eczacı var. Birçoğu her şeyi devreye soktu, öyle ki eczane şirketini yerine koymuş ve ailenin geleceği üzerinde olumsuz bir etkiye sahipler.
Her şeyden önce, en dar köylerde bile on yıllardır farmasötik yardımın garantili olduğu ulusal ağı korumak için öncelikli bir kamuoyu ihtiyacı var. Sahiplerin, çok sık durumlarda, sonsuz bir ikamet için az miktarda şirket karı ve tazminat gördüğü.
Derhal yapılmalıdır, çünkü hizmetler ve temel hizmetlerin önemli ölçüde azaltılması tehlikesi vardır. Yanlış girişimcilik davranışlarından dolayı birçok eczane neredeyse son nefeste bulunur.
Tüm bunlara, uzun vadede katı ve uygulanmakla birlikte, kamu yararı için, sağlık şirketlerinin çıkarına ve oradaki birçok çalışanın yararına, gerekli olanı canlı tutan bir çözüm sunmalıyız.
Mevcut iflas kanunu, yararlı ve cezai çözümler sunar; Onları, sorumsuz gecikmeler nedeniyle, onarılamaz olana kadar çoğaltan bireysel davalara adapte etmeye ihtiyaç var. Doğru, bu ihtiyaçlara yardımcı olur. İdeal rotaları izlemenin yanı sıra zamanında ve kararlı olmak önemlidir.
Pek çok eczane pazarından atılma ve / veya saldırganlıklarını, gerçekten de endişelenmek için sebepleri olan gizli çıkarları ortaya koyan ahlaksız kuruluşlar tarafından ihracı konusunda çok sıkça pasif olarak şahit olduğumuz şey kabul edilemez.
gettotext.com
Avukat. Ettore Jorio
Kıdemli ortak "Stüdyo arkadaşı Jorio"
Kaynak: quellichelafarmacia
Prof ile aynı fikirde değil. Eczane sektörünün her zaman dikkatli bir gözlemcisi olan ve tüm sağduyulu insanlar gibi, olanların kolayca tahmin edilebilir olduğu E. Iorio, ne yazık ki, İtalya'da aptallığın annesi her zaman hamiledir !!!
martedì 12 marzo 2013
Pianta organica: per il Consiglio di Stato resta una tutela
L'ordinanza del Consiglio di Stato (la 751 del 1 marzo) rappresenta un importante chiarimento rispetto agli interventi con cui il ministero della Salute aveva sostenuto nei mesi passati il sostanziale superamento dello strumento della Pianta organica. «La novella introdotta dall'articolo 11» osservano invece i giudici «non appare prescindere – con segnato riferimento all'istituzione di “nuove farmacie” in relazione al mutato rapporto, in riduzione, farmacia/numero abitanti – dal collegamento della sede dell'esercizio con le “zone” in cui si articola il territorio comunale, per le quali va garantita l’offerta dei farmaci in condizione di accessibilità e pronta fruizione». Ma c’è di più: «lo stesso primo comma della disposizione in esame, nel momento in cui si indirizza a favorire un più ampio accesso alla titolarità delle farmacia, puntualizza che detto ampliamento è teso a garantire una più capillare presenza sul territorio del servizio farmaceutico».
Proprio la capillarità, ha sottolineato Racca «è un punto di forza del servizio farmaceutico» e proprio l'esistenza della Pianta organica assicura «la presenza di una farmacia in quasi tutti gli ottomila Comuni italiani», senza dannose concentrazioni nelle aree di grande interesse commerciale. In generale «le norme dell'ultimo anno» ha ribadito la presidente di Federfarma «sono contraddittorie e non hanno portato a un riassetto complessivo del sistema. Noi presenteremo al nuovo governo, quando si insedierà, le nostre proposte».
Soddisfazione anche dal presidente della Fofi, Andrea Mandelli: «Fa piacere constatare che quando si tratta dei principi cardine del servizio farmaceutico, dalla titolarità riservata al farmacista all’istituto della Pianta organica, alla fine anche le controversie legali si risolvano a favore di chi ha sempre sostenuto che questi principi servono innanzitutto a garantire un elevato standard di assistenza ai cittadini». (AS)
Fonte: Federfarma
remunerazione
mercoledì 30 gennaio 2013
Congresso Federfarma: tutto pronto per il 6 Febbraio
Fonte: Quellichelafarmacia
venerdì 11 gennaio 2013
In Spagna spunta l’abolizione della titolarità delle farmacie
Fonte: quellichela farmacia
Con la stessa ratio chi ha la patente ed un auto, a tempo perso potrà fare il tassista. Non ho paura di ripetermi, ma un saggio mi dice sempre….”voi Farmacisti andate avanti, resistete…..finchè il culo vi regge”. :-))
Remunerazione, la nuova proposta del ministero. Cauti i primi commenti
«Dobbiamo valutare» così interpellati da Farmacista33 rispondono in modo univoco tutte le sigle della filiera distributiva dopo che è stata resa nota la controproposta del ministero della Salute all’accordo del 16 ottobre per la riforma della remunerazione. Una controproposta attesa visti i fitti scambi di fine anno tra i vertici di Federfarma e il ministero dell’economia. Sul fronte Federfarma Alfonso Misasi parla di un «impianto cambiato» e di «conti da verificare» e ribadisce l’imprescindibilità dell’invarianza dei margini al 30 giugno 2012 mentre Franco Caprino, presidente di Federfarma Lazio parla di «piccolo passo avanti». Per Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, «l’accordo è molto buono a una prima lettura». il direttore generale di Federfarma Servizi Giancarlo Esperti, infine, preannuncia un consiglio direttivo la settimana prossima nel quale valutare la proposta ministeriale in particolare per le sue ricadute sul sistema della distribuzione e sulla dpc in particolare.
Il cuore della proposta ministeriale prevede per le farmacie una quota fissa inferiore rispetto a quella prevista dall’intesa del 16 ottobre e una quota percentuale più alta e introduce il concetto delle due fasce per le farmacie. Fascia unica, invece, per i grossisti. In pratica la quota fissa per confezione, con prezzo al pubblico non superiore ai 50 euro, dispensata in regime di Ssn è di 0,55 euro, maggiorata di euro 0,10 per le farmacie con fatturato inferiore a 258.228, 45 euro. La stessa quota nell’accordo originario era di 2,00 euro. Per i medicinali con prezzo superiore ai 50 euro il fee è di 5,5 euro con analoga maggiorazione dello 0,10 per le farmacie più “povere”. La quota percentuale è fissata al 17% del prezzo del medicinale, passa al 10% per i medicinali sopra ai 50 euro di costo. La quota variabile era, invece, del 3,30% del prezzo ex-factory al netto dell’Iva.
Fonte: Farmacista33
Leggo con soddisfazione i commenti positivi di colleghi e non che da oltre trent'anni "guidano" (bah!) le sorti della Farmacia in Italia.... Una domanda però sorge spontanea: vabbè che detenere il "potere" è meglio che "fottere", ma che si diventasse Gay...facesse parte anche questo della nuova remunerazione!? :-)))))
Liberalizzazione farmacie, l'economista: utile ma non determinante
Fonte: Farmacista33
Per fortuna che in giro c'è ancora un pò di buon senso!
Ultim’ora: dal Ministero la controproposta sulla remunerazione
Sistema misto su due fasce per le farmacie, fascia unica per i grossisti. Eccola la “controproposta” della Salute all’accordo del 16 ottobre per la riforma della remunerazione. Consegnato questa sera alle sigle della filiera distributiva che avevano partecipato alla trattativa (Federfarma, Fofi, Assofarm, Adf e Federfarma Servizi), lo schema del Ministero riconosce alle farmacie una quota fissa inferiore a quella prevista dall’intesa con l’Aifa e una quota percentuale più alta. Per i medicinali con prezzo fino ai 50 euro, in particolare, i titolari riceverebbero un “fee” di 0,55 euro a pezzo più un margine del 17%; sui farmaci con prezzo sopra ai 50 euro, invece, la quota fissa salirebbe a 5,5 euro e la variabile scenderebbe al 10%. Poi le maggiorazioni: 0,50 euro in più sulla quota fissa per ogni equivalente con prezzo allineato alla quota di rimborso, 0,10 euro (sempre sul fee) per le farmacie con fatturato annuo Ssn inferiore a 258.228,45 euro.
La proposta – ancora oggetto di approfondimenti da parte degli uffici, avverte il Ministero nella nota che l’accompagna – è ora all’esame di Federfarma, per un’attenta valutazione degli effetti dello schema sui fatturati delle farmacie, attuali e futuri. In un incontro informale risalente a ieri sera, il sindacato ha comunque avvertito il ministro Balduzzi che ogni proposta alternativa all’accordo del 16 ottobre sarà presa in considerazione soltanto se rispetterà tre condizioni: l’invarianza dei margini al 30 giugno 2012 (come stabilito dalla legge sulla spending review dello scorso agosto), il rispetto delle quote di spettanza di ciascun segmento della filiera, la stabilizzazione dei fatturati delle farmacie. Confermato, infine, che l’ultima parola su ogni ipotesi di accordo rimane dell’assemblea nazionale. (AS)
Fonte: Federfarma
Un mio amico, autorevole commercialista e che conosce molto bene il mondo della Farmacia, recentemente ed in maniera scherzosa mi ha confidato...." voi Farmacisti, titolari e non andate avanti, certamente......finchè il culo vi regge!!! " ahahahahahah
venerdì 4 gennaio 2013
Striscia (come un verme) la notizia di Stefano Italiano
Probabilmente sono aumentati, grazie anche alle bocconiane (o boCOOPiane) promesse del Dio Mercato, che vuole la farmacia sempre più negozio.
Tuttavia, anche la statistica più spietata ci consiglierebbe di ritenere che almeno qualcuno dei colleghi visitati, abbia negato i farmaci richiesti senza ricetta.
Il fatto che ciò non sia stato mostrato rende evidente che l’inchiesta è strumentale.
A chi e a cosa lo sappiamo bene.Attendo con ansia una visita di striscialanotizia nelle parafarmacie per verificare come procede.
Il MNLF (Movimento Naz. Liberi Farmacisti) ritiene che tutti i farmacisti non titolari di farmacia siano dei professionisti integerrimi mentre i farmacisti titolari siano tutti delle merde. Ognuno è libero di avere le opinioni che crede, ma una visione così ridicola e manichea della questione, francamente, fa inorridire, e dimostra la malafede che la sorregge.
Ad ogni modo vedremo, quando saremo tutti titolari, se si opereranno metamorfosi tali da trasformare immediatamente gli angelici neotitolari in cacca o, al contrario, se quelli che titolari già lo erano, si avvieranno immacolati verso la beatificazione.
Vedremo quanto perderà l’erario e quindi lo Stato, quando le società di capitale avranno la possibilità di operare con disinvoltura utilizzando tutti gli strumenti consentiti, a partire dai fallimenti di comodo.
Vedremo quanto perderanno i cittadini di cui è sempre piena la bocca di questi finti paladini.
Buon anno a tutti (o quasi).
Stefano Italiano (segretario Federfarma BN) Fonte: quellichelafarmacia
venerdì 21 dicembre 2012
Farmacista fine di una professione
Allora mi chiedo perchè mai ormai sono anni che in Italia vi è un vero e proprio accanimento contro le farmacie sia da parte dei media che dalla politica?
Perchè nessuno dice che la farmacia negli anni è molto cambiata? il fatturato che è rappresentato dal 75% dalle ricette SSN (che paga lo stato) è più che dimezzato a causa dell’abbassamento dei prezzi dei farmaci per scadenze brevettuali (esempio l ‘Aulin bustine costava nel 94 circa 30.000 lire, oggi costa appena 4,00 euro, questo è solo un esempio di decina di migliaia), che le spese sono aumentate, che si sono aggiunte tanti altri servizi gratis, che effettuiamo senza essere pagati il controllo per conto del Mistero dell’economia e delle finanze il controllo della spesa farmaceutica vedi Art. 50, che grazie a questo la spesa farmaceutica a cui è attribuito 13% della spesa sanitaria totale e da anni sotto tale soglia? che mentre la spesa farmaceutica delle farmacie private è ampiamente sotto controllo e sotto tale soglia quella degli ospedali e delle aziende sanitarie locali invece è in continuo aumento e peraltro senza controllo?
Sarei grata di una risposta che possibbilmente toglierebbe dalla mia mente i dubbi che dietro tutto questo vi sia un oscura regia.
E’ non credo che sono i farmacisti non titolari a voler questo poichè l’Ordine dei farmacisti Italiani conta circa 70000 iscritti meno circa 17000 titolari di farmacia considerando che almeno ogni titolare ha un figlio farmacista o una moglie farmacista che lo aiuta quindi altri 34000 farmacisti, di liberi nè restano solo 19000 tantissimi dei quali lavorano nell’informazione medico scientifica e nell’industria farmaceutica e in quella cosmetica, molti nella distribuzione farmaceutica intermedia, negli ospedali nei servizi farmaceutici regionali e territoriali alcuni insegnano, credo che forse restamo liberi farmacisti solo quei circa 2000 che hanno aperto una parafarmacia, hoo scusatemi ma non vi sono più farmacisti? presto fate laureare altri farmacisti che i conti non tornano!
Distinti saluti
Dott.ssa Fabiana Festa
Fonte: Quellichelafarmacia
Carissima collega, quello che tu affermi può essere anche vero, ma come la letterina farneticante ed assurda fatta circolare da Federfarma Roma in questi giorni per essere distribuita ai cittadini, queste argomentazioni purtroppo non interessano a nessuno.
martedì 11 dicembre 2012
Ghiani (Credifarma), per aprire nuove sedi si parte da 200mila euro
Fonte: Farmacisti33
La fregatura è servita!
lunedì 12 novembre 2012
Ecco le parafarmacie con cibo e sushi pure di notte
Ma il problema dell’orario non esiste, perché il gruppo a Milano ha cinque farmacie e un city store aperti 24 ore su 24. Si sono fatti notare a inizio estate perché hanno rilevato buona parte dei punti vendita dei Blockbuster trasformandoli in negozi con un’offerta che va dagli spray per il raffreddore ai biscotti, dalle creme di bellezza alla birra. Una parafarmacia insomma con anche cibi e bevande. E anche le farmacie rilevate negli anni dal gruppo solo a Milano sono 14, hanno ampliato la gamma di prodotti in vendita, come appunto il sushi, incrementando anche i loro profitti. E sono soprattutto queste ultime a offrire il servizio tutta la notte. Ma chi fa girare gli affari di Essere benessere? Si tratta perlopiù di donne, in alcuni negozi rappresentano il 70% della clientela. Si tratta delle persone che fanno marciare gli affari in molti punti vendita, non sono mai meno del 30% dei clienti, anche quando le quantità non gli danno ragione: nel city store di viale Papiniano, l’unica parafarmacia a essere aperta tutta la notte tutti i giorni, ci sono molti più giovani che però acquistano soprattutto cibo e alcolici. Sono circa la metà della clientela, spendono però sempre meno soldi come ci spiega il farmacista di turno: «Ci vogliono una quarantina di scontrini per realizzare lo stesso incasso che registriamo col singolo acquisto di una signora nel reparto beauty». Nella farmacia Carlo Erba in piazza Duomo, dove transitano molti stranieri, allo stesso modo si può chiedere al camice bianco un piatto di pesce crudo anche nel cuore della notte, ma per adesso è successo solo una volta: «Il problema è che siamo su due piani spiega il farmacista e quello inferiore dove c’è il reparto food è chiuso di notte, e quindi per forza i clienti non lo vedono e non ci pensano». Anche qui dunque il reparto dedicato alla bellezza, mantiene il suo peso. E per capire quale sia basta ascoltare le parole di un commesso di via San Marco, punto vendita che chiude alle 21,30: «Fanno acquisti da 80 o 100 euro a botta spiega e c’è anche qualche trentenne tra di loro». «Da sole spiega rappresentano il’80% dei nostri introiti e ci permettono di pagare in un mese l’affitto di tutto l’anno».
In Papiniano invece racconta il responsabile della cassa: «Oggi una signora con cinque cremine e simili ha speso 200 euro». Tanto per dire quanto tirano questi prodotti in una zona chic come via Brera e dintorni. La musica chiaramente cambia fuori città: «A Voghera ad esempio raccontano in via San Marco il sabato, che è il giorno di punta, se va bene guadagnano mille euro». Allo stesso modo in viale Papiniano gli affari girano, ma non sembra ancora abbastanza: «Qui siamo sui centomila euro al mese spiega il farmacista di turno ma non penso che per una struttura come questa siano abbastanza per dire che sta andando bene, ma siamo solo all’inizio visto che siamo aperti da quattro mesi». E forse conta anche il fatto che la catena sia ancora in fase di rodaggio, ma è una delle poche che assume in questi tempi di crisi: quando ha rilevato i blockbuster hanno assorbito un centinaio dei loro commessi. Anche la struttura diversa del negozio a negozio ha favorito la tendenza a aumentare gli organici: in Papiniano l’impostazione del punto vendita è molto simile a quella di un supermercato, ci sono anche gli addetti alla sicurezza. Nella farmacia Carlo Erba invece è stato il settore dedicato ai prodotti di bellezza a necessitare di un’addetta specializzata. Insomma l’offerta è varia, c’è una buona adattabilità all’ambiente circostante e una clientela «in rosa» che risponde. Per loro sembra che la crisi economica non sia una realtà.
Fonte: quellichelafarmacia
DOTTORE.....per favore un etto di prosciutto di Parma tagliato fine......ahahahahah!!!!
venerdì 9 novembre 2012
“I Prof nuocciono alle farmacie”: l’editoriale di Feltri su Il Giornale
giovedì 6 settembre 2012
Germania: in arrivo aumento dell’onorario
Fonte: Fedrfarma
venerdì 10 agosto 2012
La farmacia come "immagine sacrificale" per dimostrare che il Governo fa sul serio
Un simbolo da colpire perché ritenuto, a torto, dalla comune “ragione” una attività privilegiata, ad appannaggio dei “ricconi”. In realtà si è “riformato” per peggiorare lo stato delle cose. Come per i fantomatici concorsi che, se mai si faranno, lascieranno sul campo tantissimi delusi
10 AGO - Con il governo Monti è iniziata una aggressione a sistema dei farmacisti titolari. Meglio della rete delle farmacie pubbliche e private. Quasi una crociata. Il tutto, per molti versi, immotivatamente.
Meglio, utilizzando la farmacia, in quanto tale, come capro espiatorio. Un simbolo da colpire perché ritenuto, a torto, dalla comune “ragione” una attività privilegiata, ad appannaggio dei “ricconi”. Così non è da decenni, tant’è che il sistema sta avendo da tempo seri problemi, persino di affidamento bancario, a causa della sua funzione “indebita” di dovere finanziare il debito pubblico.
Non già con i titoli di Stato, bensì attraverso ritardi endemici nei pagamenti delle forniture che, in alcune realtà, oltrepassano i 24 mesi. I fallimenti e i concordati preventivi fioccano infatti in tutta Italia, con la conseguenza di verosimile chiusura anche di numerosi grossisti.
Il tutto a fronte di utili di esercizio delle farmacie sul giro d’affari Ssn risicati che, al netto del prelievo erariale, non superano il 2,5%-3%.
Un valore di gran lunga inferiore a quello realizzato da tabaccai, giornalai e gestori di carburante. La differenza con questi, evitando ogni differenzazione “classista”, è notevole in termini di impegno professionale, ma anche imprenditoriale, dal momento che una farmacia deve garantire un valore di magazzino che non ha eguali (spesso di diverse centinaia di migliaia di euro), un’apertura di credito al Ssn che è irragionevole per entità (in alcuni casi di ben oltre il milione di euro), senza percepire intereresse moratorio alcuno, e una collaborazione di professionisti, anche in relazione alle turnazioni massacranti e alla diffusione capillare sul territorio di periferia.
L’elenco degli ulteriori sacrifici (gestioni stupefacenti, vendita per conto, frequenti rapine, ecc.) affrontati dalla categoria per garantire, ovunque e sempre, il servizio pubblico potrebbe continuare quasi all’infinito. Lo si evita solo per evitare di essere confusi per tifosi e non già per consolidati e, si spera, riconosciuti studiosi della materia.
In definitiva, si è usata la farmacia per offrire alla collettività un’immagine sacrificale, una presenza professionale forte da colpire per dimostrare che il nuovo Governo fa sul serio (!).
Così non è stato e non sarà fino a quando si manterranno inalterati i privilegi di banche, petrolieri, assicurazioni, di notai e di tutte quelle altre attività che guadagnano decine e decine di volte in più di quanto guadagna mediamente un farmacista rurale. Una tipologia frequentissima nel nostro Paese, ove si contano 5.683 comuni (su un totale di 8.092) con meno di 5.000 abitanti e, di questi, 3.534 al di sotto dei 2.000. Tutto questo senza contare che in quelli di 5.000 scatterà la seconda sede (una bella idea!).
Con la scusa di dovere salvare l’economia nazionale si è abbassato il quorum a 3.300 abitanti, si è presuntivamente abrogata la pianta organica e si è introdotto il concorso facilitato per i giovani farmacisti. Di tutto questo staremo a vedere quanto sarà utile all’utenza e a soddisfare le aspettative dei “disoccupati” e quanto, invece, sarà pregiudizievole al servizio farmaceutico, fino ad oggi garante della necessaria assistenza dal centro alla periferia più sparita.
Quanto all’errata ipotesi governativa, saranno tantissime le delusioni che deriveranno dagli esiti concorsuali, se e quando i concorsi si faranno. Dopo quella dei parafamacisti, ci sarà quindi l’ulteriore disavventura per gli “sperati” vincitori, ingombrati come saranno dalle “armate societarie” con un mix di punteggi pressoché vicini al massimo e medie d’età da appena post-collegiali, che - proprio per questo - faranno l’en plain delle sedi in gara.
Insomma, si è “riformato” per peggiorare lo stato delle cose e, quando andrà bene, ci saranno i “titolati” di ieri, sottoposti a ringiovanimenti degni delle più belle “chirurgie plastiche” di oggi, che diverranno i titolari di domani. Magari, soci di diverse società speziali disseminate ovunque.
Avere indebolito la portata della concessione costituirà una grande responsabilità per chi l’ha decisa, in base alla quale la collettività più debole chiederà di certo il conto!
Ettore Jorio
Professore di diritto sanitario all’Università della Calabria
Fonte: quotidianosanità
lunedì 23 luglio 2012
Dialogo sui farmaci, perplessità sulla deregulation Aifa della fascia C
Fonte: Farmacista 33
Il disastro e l'inutilità di questi provvedimenti è sotto gli occhi di tutti.....bah!
domenica 15 luglio 2012
Di Iorio (Federfarma Napoli): le farmacie falliscono, pronto a sciopero della fame
Fonte: Farmacista33
lunedì 25 giugno 2012
Nuove 29 farmacie e ci sono già 20 ricorsi
La Sicilia, 24/06/2012
Antonio Fiasconaro
“Ventinove nuove farmacie in città sono troppe” commenta il presidente di Federfarma Palermo Marina Lo Casto, che osserva: “apriranno in zone dove c’è ormai il deserto. Ci manca davvero poco che apriranno in aperta campagna con il disappunto di quanti dovranno lavorare in quelle aree ultraperiferiche. Quella del Governo Monti – conclude Lo Casto – è una legge concepita male e frettolosamente”Fonte: Federfarma
Mi vien da ridere... :-))))
giovedì 14 giugno 2012
Per il mercato della farmacia 2012 sempre più amaro
Fonte: Farmacista33
martedì 12 giugno 2012
Liberalizzazioni. "Farmacisti uniti contro Governo e Gdo". La svolta delle Parafarmacie
Per le Parafarmacie “i provvedimenti del Governo sembrano avere il solo obiettivo di distruggere la farmacia” e “affidare la distribuzione dei medicinali a grandi compagnie”. Da qui l'appello a Fofi e Federfarma: “Mettiamo da parte vetusti pregiudizi e resistenze e lottiamo insieme”.
12 GIU - Dopo mesi polemiche tra i farmacisti di farmacia e i farmacisti di parafarmacia sui decreti riguardante la liberalizzazione della vendita dei farmaci, oggi il Coordinamento delle Parafarmacie chiede alla Fofi e a Federfarma di lasciare da parte gli aspetti che dividono la categoria ed unirsi insieme per la difesa del servizio farmaceutico e della categoria professionale. Per il Coordinamento, infatti, “i provvedimenti del Governo Monti sembrano avere un solo obiettivo: distruggere la farmacia”.
“Le liberalizzazioni – spiega al nostro giornale il presidente del Coordinamento, Giuseppe Scioscia – nascevano con l’intento di creare un doppio canale di distribuzione alternativo alla farmacia offrendo nuove opportunità ai farmacisti non titolari”. Tuttavia, precisa Scioscia, “le diverse modifiche apportate alle misure del decreto Cresci Italia, poi l’annunciato decreto correttivo che dovrebbe eliminare il vincolo dei 200 metri tra un esercizio e l’altro, hanno finito per dare vita a un sistema selvaggio che anziché creare una sana concorrenza, metteranno farmacie e parafarmacie le une contro le altre per la sopravvivenza. Di fatto questo provocherà il fallimento di numerose farmacie e parafarmacie, aprendo la strada alla grande distribuzione organizzata”.
Si tratterebbe, dunque, di una conseguenza non diretta, ma di cui il Governo, secondo Scioscia, sarebbe consapevole. Per il presidente del Coordinamento delle Parafarmacie, infatti, fallito il disegno originario in tema di liberalizzazioni, il Governo Monti ha messo in moto un atteggiamento “punitivo” nei confronti dei farmacisti. E approvato una serie di provvedimenti che “sembrano più decisioni punitive nei confronti di una categoria professionale che una vera apertura alla concorrenza". Peraltro, sottolinea il presidente del Coordinamento delle Parafarmacie, "da due mesi le parafarmacie chiedono un incontro con il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ma non abbiamo mai ricevuto risposta".
Quello che si prospetta è dunque per il Coordinamento "un epilogo che le parafarmacie temono forse più di Federfarma perché se la farmacia entra in crisi, la parafarmacia, almeno quella del giovane farmacista che ha fatto mille sacrifici per aprirla, cessa di esistere molto prima".
Insomma, “il sospetto che da tempo serpeggia nell’ambiente – per il Coordinamento - è che il Governo dei tecnici stia lavorando per quei poteri forti del settore farmaceutico che da tempo mirano a togliere l’esclusività della titolarità del farmacista affidando la distribuzione dei medicinali alle grandi compagnie. Al farmacista resterebbe un solo destino: essere dipendente”.
Da qui l'invito che le parafarmacie rivolgono a Fofi e Federfarma per “un intervento unitario di tutte le rappresentanze dei farmacisti, lasciando da parte vetusti pregiudizi e resistenze in nome di privilegi indifendibili ed impedire cosi a Tecnici senza scrupoli di distruggere la farmacia e la professione”. Un'apertura che stupisce dopo mesi di polemiche tra farmacie e parafarmacie. Ma Scioscia ammette anche che già in occasione di Cosmofarma c'era stato con il segretario della Fofi Maurizio Pace, con il vicepresidente della Fofi Luigi d'Ambrosio Lettieri e con la presidente di Federfarma Annarosa Racca un primo confronto collaborativo e un'apertura da parte di tutte le parti.
martedì 15 maggio 2012
Per le farmacie (ma anche parafarmacie) sale rischio fallimento
15 MAG - La riforma del sistema delle farmacie e l’introduzione nel mercato delle sorelle minori (le parafarmacie) hanno reso precaria la tenuta di numerose aziende.Le farmacie patrimonialmente deboli, perché gestite in modo non propriamente corretto, incise negativamente nei loro ricavi a causa dei recenti provvedimenti, avranno di che preoccuparsi per la loro esistenza. Peggio le parafarmacie che, già mal concepite, se la vedranno davvero brutta con la diseconomia dilagante, che hanno reso i probabili acquirenti una merce davvero rara, a causa della illiquidità dilagante.Tutto questo è il costo che - di qui a poco - dovrà essere sopportato da tutto il segmento che vive di somministrazione al pubblico di farmaci e affini, certamente esteso a tutti coloro che si occupano di servizi per la salute. Una stessa difficoltà è, infatti, già vissuta, e peggiorerà nel più imminente periodo, dagli accreditati istituzionali (a cominciare dalle case di cura per finire alla diagnostica strumentale e di laboratorio) resi ai minimi termini, tra tagli di budget e ovvie restrizioni, tanto da non corrispondere spesso gli stipendi ai loro dipendenti.Soffermandoci sulle farmacie, c’è dunque un sistema, fatta eccezione per quelle da sempre attente al proprio tesoro e sagge nel gestire le loro economie, che è alla ricerca di soluzioni utili, per taluni limitate a percorsi di salvataggio vero e proprio.Il rischio, aggravato dalla recessione in atto, è alto. Sono in crescita esponenziale i pericoli di default aziendali, con la conseguente perdita di occupazione delle maestranze, ricche di professionalità ed esperienza.Quali le cause di questa diffusa crisi? Tantissime. Prima fra tutte, la tipologia del sistema che non si rende affatto garante della puntualità dei pagamenti delle prestazioni rese in favore del Ssn, frequentemente in ritardo di mesi sino a raggiungere e superare anche l’anno (Campania, docet). Non ultime: la progressione dello sconto imposto in favore del Ssn, l’abbattimento generale dei prezzi dei medicinali, l’applicazione della c.d. vendita per conto dei farmaci più costosi, il prepotente ingresso dei generici e la concorrenza fatta a colpi di sconti alla clientela, spesso oltre la misura consentita dalla più ragionevole economia.Misure, queste, che hanno determinato e determinano progressivamente un considerevole affievolimento del fatturato che - in una agli effetti della riforma in atto che andrà a dividere tra tantissimi operatori quanto economicamente prodotto fino ad oggi da una parte di loro - metteranno seriamente in pericolo una parte consistente dei protagonisti del sistema farmacia. Cinquemila farmacie in più, aggiunte alla apertura indiscriminata di parafarmacie e agli innumerevoli corner negli ipermercati determineranno non pochi inconvenienti. Alcuni così gravi da mettere in pericolo la sopravvivenza di tante delle attuali aziende-farmacie, come detto, specie di quelle più deboli.Sarà dunque necessario anche in siffatto ambito professionale, caratterizzato dal requisito dell’imprenditorialità, pensare all’accesso e al corretto utilizzo di quelle procedure che l’ordinamento ha previsto per risolvere, in modo più sopportabile, gli stati di crisi che affliggono una fetta consistente delle categorie mercantili in crisi economico-finanziaria.Sono infatti già numerose le farmacie che hanno ricorso e stanno ricorrendo alle procedure concorsuali. Prioritariamente, al piano di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis. Alternativamente, alle procedure di concordato preventivo. Entrambe per scongiurare quelle fattispecie, ormai divenute troppo frequenti: quelle verosimili dichiarazioni di fallimento, spesso minacciate dai fornitori senza scrupolI allo scopo di “convincere” i malcapitati a cedere le loro attività a qualche compare di turno, magari a prezzi stracciati.Occorre trasformare la dignità professionale, che rappresenta una caratteristica essenziale dei componenti il sistema, in proposta operativa. Insomma, necessita uno scatto di reni, quello fondamentale per la sopravvivenza aziendale, propedeutico a frequentare, senza reticenza alcuna, le procedure che la legge fallimentare mette a disposizione del professionista-imprenditore più sfortunato.
Fonte: quotidianosanità
