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domenica 25 marzo 2012
Trapianti: musica classica contro rigetto
(AGI) - Washington, 23 mar. - La musica ha un effetto fondamentale sul corpo umano. Puo' ridurre lo stress, migliorare il rilassamento, aiutare a distrarre dal dolore e migliorare i risultati della terapia clinica. Ora una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Cardiothoracic Surgery dimostra che la musica puo' ridurre il rigetto dei trapianti di cuore nei topi, influenzando il sistema immunitario. Il legame tra il sistema immunitario e la funzione del cervello non e' ancora chiaro, tuttavia la musica viene spesso adoperata in clinica per ridurre l'ansia, per esempio dopo un attacco cardiaco, per ridurre il dolore o la nausea durante il trapianto di midollo osseo. Vi sono alcune evidenze circa l'influenza della musica sul sistema nervoso parasimpatico, che regola le funzioni corporee involontarie. Partendo da queste evidenze, un team di ricercatori giapponesi, guidati da Masanori Niimi della Teikyo University di Tokyo, hanno verificato se la musica possa influenzare la sopravvivenza dei trapianti di cuore nei topi. Dalla ricerca e' emerso che l'opera e la musica classica allungano il tempo del rigetto, mentre non e' cosi' per la musica new age. ''Sembra che la musica influenzi davvero il sistema immunitario, anche se il meccanismo alla base di questo processo non e' ancora chiaro'', ha concluso Niimi.
lunedì 13 dicembre 2010
Primo organo umano in vitro da cellule staminali a Cincinnati
( Il Mattino Pag.1 - 13/12/2010 , la Repubblica Pag.21 - 13/12/2010 , Il Messaggero - 13/12/2010 , Il Messaggero Pag..13 - 13/12/2010 )
È stato costruito in provetta a partire da cellule staminali un intestino umano completo, perfettamente funzionante, capace di assorbire nutrienti e produrre i normali enzimi intestinali. Il risultato, pubblicato online su Nature, apre la possibilità di trapianti senza rischio di rigetto e permetterà di comprendere meglio alcune malattie dell'intestino molto comuni. I ricercatori, del gruppo di James Wells di Cincinnati Children's Hospital Medical Center, hanno utilizzato cellule staminali embrionali e adulte regredite allo stato di staminali.
Fonte: AboutPharma
È stato costruito in provetta a partire da cellule staminali un intestino umano completo, perfettamente funzionante, capace di assorbire nutrienti e produrre i normali enzimi intestinali. Il risultato, pubblicato online su Nature, apre la possibilità di trapianti senza rischio di rigetto e permetterà di comprendere meglio alcune malattie dell'intestino molto comuni. I ricercatori, del gruppo di James Wells di Cincinnati Children's Hospital Medical Center, hanno utilizzato cellule staminali embrionali e adulte regredite allo stato di staminali.
Fonte: AboutPharma
martedì 10 novembre 2009
RICOSTRUITO IN LABORATORIO IL TESSUTO DEL PENE
(AGI) - Boston, 10 nov. - Ricercatori americani sono riusciti a rigenerare il tessuto erettile di un pene animale. E' la prima volta in assoluto. A riuscire a portare a termine l'esperimento sono stati i ricercatori della Wake Forest University Baptist Medical Center per la Medicina Rigenerativa che hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Sono gli stessi ricercatori che alcuni anni fa sono riusciti a ricreare in laboratorio, attranerso tecniche di ingegneria cellulare alcune vesciche umane che sono poi state trapiantate in giovani pazienti. Per ora la ricostruzione dei tessuti erettili del pene e' stata condotta solo su cavie animali, conigli, ma al termine dell'operazione le cavie avevano ristabilito la loro capacita' riproduttiva ed erano riusciti ad avere dei figli. 'Ulteriori studi sono necessari, ovviamente, ma i nostri risultati sono incoraggianti e suggeriscono che la tecnologia ha un potenziale notevole per i pazienti che hanno bisogno di ricostruzione del pene', ha detto Anthony Atala,direttore dell'Istituto. 'La nostra speranza e' che i pazienti con anomalie congenite, il cancro del pene, le lesioni traumatiche e alcuni casi di disfunzione erettile potranno beneficiare di questa tecnologia in futuro'. Fino ad oggi ricostruire i tessuti erettili del pene danneggiati o malati e' sempre stata una sfida a causa della struttura unica del tessuto e della sua funzione complessa. Non esiste alcuna possibilita' di sostituzione di questo tessuto che permette la normale funzione sessuale. Diversi interventi sono stati tentati, tra cui anche l'inserimento di protesi di silicone, ma nessuno e' riuscito a ripristinare la naturale funzione erettile di questi tessuti. Gli scienziati hanno prima raccolto delle cellule muscolari lisce e cellule endoteliali, lo stesso tipo di cellule che compongono i vasi sanguigni, dal tessuto erettile degli animali '. Queste cellule sono state fatte moltiplicare in laboratorio. Utilizzando un processo in due fasi, le cellule sono state iniettate in un supporto tridimensionale. Dopo appena un mese dall'inserimento del supporto nel pene dell'animale sono cominciate a svilupparsi sia la muscolatura che i vasi sanguigni. 'Questi risultati sono incoraggianti', ha detto Atala. 'Indicano la possibilita' di utilizzare queste stesse tecniche anche negli uomini che richiedono procedure ricostruttive e epr i quali attualmente non ci sono prospettive terapeutiche valide'.
giovedì 12 febbraio 2009
HIV: VIRUS SCONFITTO DOPO TRAPIANTO MIDOLLO
Londra - Per la prima volta un paziente infetto dall'Hiv e' riuscito a sconfiggerlo grazie a un trapianto di midollo osseo. Ad annunciarlo e' stato un gruppo di medici Berlin Charite Hospital in un articolo pubblicato sulla rivista New England Journal. Il paziente in questione e' un americano di 42 anni, infetto dal virus ormai da dieci anni. Per quattro anni, l'uomo ha vissuto a Berlino dove e' stato trattato con farmaci antiretrovirali. Fino a quando la sua situazione clinica non e' peggiorata a causa dell'insorgenza della leucemia. Due anni fa i medici hanno deciso di effettuare sul paziente un trapianto di midollo osseo, l'unico sistema per combattere la leucemia. A causa del trapianto, pero', i medici hanno dovuto sospendere la somministrazione dei farmaci antiretrovirali, le uniche armi che tenevano sotto controllo il virus. Prima di effettuare il trapianto, i medici hanno cercato una rarissima tipologia di donatore immune all'Hiv. Si tratta di alcune persone che per anni hanno incuriosito gli scienziati di tutto il mondo. Loro, infatti, sembrano avere un'arma innata che impedisce l'attacco del virus all'organismo. La loro scoperta risale a circa 20 anni fa, quando gli scienziati hanno notato che alcune prostitute di Nairobi, nonostante intrattenessero migliaia di rapporti sessuali con persone diverse, non erano rimaste infettate dal virus. Gli scienziati hanno cosi' studiato il caso scoprendo che le donne immuni erano portatrici di una mutazione genetica, la 'CCr5', che funge da protezione contro l'Hiv. Dalle stime ufficiali, nelle popolazioni occidentali ci sono dall'1 al tre per cento di persone che presentano una variazione genetica simile. Ed e' proprio in questo piccolo gruppetto di rari donatori immuni che gli scienziati tedeschi hanno trovato un donatore di midollo per il loro paziente americano. Nei due anni successivi al trapianto, il paziente americano e' stato sottoposto a controlli medici regolari. I medici hanno esaminato il suo midollo osseo, il sangue e i tessuti e non hanno riscontrato alcun segno della presenza del virus dell'Hiv. ''Fino a quando la carica virale rimane inosservabile, il paziente non necessita di alcuna terapia antiretrovirale'', hanno detto i medici.
Fonte: AGI
Fonte: AGI
lunedì 27 ottobre 2008
Trapianti: e' norvegese e ha 123 anni l'occhio piu' vecchio, ancora funziona
(Adnkronos Salute) - L'occhio più vecchio del mondo ha 123 anni e rotea sotto le palpebre di Bernt Aune, un uomo norvegese di 80 anni. Cinquant'anni fa, infatti, Aune si sottopose a un trapianto di cornea da un donatore nato nel lontano 1885. In base alle aspettative di riuscita del 1958, la cornea doveva fare il suo dovere per circa 5 anni. Ma l'occhio destro dell'uomo norvegese ha continuato a funzionare e ancora oggi permette ad Aune di vedere, anche se nel frattempo ha perso la capacità di distinguere i colori.
Nonostante questo piccolo inconveniente, l'operazione può dunque dirsi più che riuscita, tanto da costituire un vero e proprio record. La persona più longeva è una donna francese di 122 anni. Quindi l'occhio dell'uomo norvegese è, in assoluto, la parte umana funzionante più vecchia del mondo.
Nonostante questo piccolo inconveniente, l'operazione può dunque dirsi più che riuscita, tanto da costituire un vero e proprio record. La persona più longeva è una donna francese di 122 anni. Quindi l'occhio dell'uomo norvegese è, in assoluto, la parte umana funzionante più vecchia del mondo.
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