Ru( Il Sole 24 Ore Sanità Pag.24 - 24/01/2012 )
Nel 2011 sono state 8.000 le gravidanze interrotte con la pillola abortiva Ru 486 (mifepristone) sulle oltre 30.000 stimate ogni anno. I dati si basano sugli ordini arrivati alla Nordic Pharma, l'azienda che distribuisce il farmaco in Italia, che nel 2011 ha spedito agli ospedali italiani 7.397 confezioni per oltre 22.000 pillole (ogni scatola ne contiene tre). Rispetto al 2010 l'impiego dell'antiprogestinico sono praticamente raddoppiati. L'utilizzo varia però da Regione a Regione a seconda del regolamento applicato. Guida la classifica il Piemonte con l'acquisto di 1.937 confezioni, a seguire Puglia 1.024, Liguria 808 e Toscana con 766; per la Lombardia solo 413 e 557 nel Lazio; zero per Marche e Basilicata.
Fonte: AboutPharma
NEWS
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venerdì 27 gennaio 2012
lunedì 14 novembre 2011
Aifa: pillola dei 5 giorni dopo a carico della donna
( Il Messaggero Pag.23 - 11/11/2011 , Libero Pag.20 - 11/11/2011 , la Repubblica Pag.20 - 12/11/2011 )
Tra 4-5 mesi è prevista la commercializzazione in Italia di EllaOne (ulipristal acetato), pillola dei 5 giorni dopo prodotta dalla francese Hra Pharma. Il farmaco sarà carico della donna che necessita di un contraccetivo di emergenza. Lo ha deciso l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che, tramite la sua Commissione Tecnico-Scientifica (Cts), ha approvato il farmaco il 12 ottobre 2011. Il medicinale costerà quasi 35 euro, più che in francia (24 euro) e in Gran Bretagna (17 sterline). Perché la pillola arrivi in farmacia, serve però il passaggio in Consiglio di amministrazione e la pubblicazione del decreto, anche se in realtà il percorso potrebbe essere molto più rapido. Visto che la pillola è stata messa in fascia C basterebbe il decreto del Direttore generale.
Fonte: AboutPharma
Tra 4-5 mesi è prevista la commercializzazione in Italia di EllaOne (ulipristal acetato), pillola dei 5 giorni dopo prodotta dalla francese Hra Pharma. Il farmaco sarà carico della donna che necessita di un contraccetivo di emergenza. Lo ha deciso l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che, tramite la sua Commissione Tecnico-Scientifica (Cts), ha approvato il farmaco il 12 ottobre 2011. Il medicinale costerà quasi 35 euro, più che in francia (24 euro) e in Gran Bretagna (17 sterline). Perché la pillola arrivi in farmacia, serve però il passaggio in Consiglio di amministrazione e la pubblicazione del decreto, anche se in realtà il percorso potrebbe essere molto più rapido. Visto che la pillola è stata messa in fascia C basterebbe il decreto del Direttore generale.
Fonte: AboutPharma
venerdì 11 novembre 2011
Pillola 5 giorni dopo: inserita in fascia C, atteso ultimo ok AIFA
MILANO - L'arrivo della pillola dei cinque giorni e' piu' vicino. Il farmaco e' stato infatti approvato dalla Commissione Tecnico-Scientifica (Cts) dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) lo scorso 12 ottobre e ora manca solo il passaggio al consiglio di amministrazione e la pubblicazione del decreto. Il percorso pero' potrebbe essere molto piu' rapido, visto che la pillola e' stata messa in fascia C, dunque a carico dell'utente. Cio' significa che il cda non sarebbe necessario, bastando il decreto del direttore generale. "Non sappiamo precisamente quali siano i tempi per la pubblicazione del decreto - spiega Alberto Aiuto, general manager di Hra Pharma, l'azienda che dovrebbe commercializzare il farmaco in Italia - ma in genere in questi casi sono brevi". "Siamo soddisfatti che i tempi di arrivo del farmaco si stiano accorciando - ha aggiunto il presidente della Sigo, Nicola Surico - ma siamo assolutamente contrari che la pillola sia in fascia C, ovvero a carico dell'utente. In altri paesi infatti, come in Gran Bretagna, la pillola dei 5 giorni dopo e' gratuita, distribuita senza la necessita' di una prescrizione medica e acquistabile direttamente in farmacia".(ANSA).
Fonte: Federfarma
Fonte: Federfarma
venerdì 14 ottobre 2011
Cts di Aifa dà ok alla pillola dei 5 giorni dopo
( la Repubblica Pag.23 - 12/10/2011 )
La Commissione consultiva Tecnico Scientifica (Cts) di Aifa dà il via libera in Italia ad ElleOne (ulipristal) di Hra Pharma, pillola dei 5 giorni dopo, ma chiede, prima della somministrazione, che le donne eseguano, come indicato dal Consiglio Superiore di Sanità, il test ematico di gravidanza. La pratica passa al Cda di Aifa che dovrà dare il suo ok e disporre la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. EIlaOne, di cui Hra Pharma ha presentato autorizzazione in Italia 2 anni fa, arriverà in farmacia all'inizio del 2012.
Fonte: AboutPharma
La Commissione consultiva Tecnico Scientifica (Cts) di Aifa dà il via libera in Italia ad ElleOne (ulipristal) di Hra Pharma, pillola dei 5 giorni dopo, ma chiede, prima della somministrazione, che le donne eseguano, come indicato dal Consiglio Superiore di Sanità, il test ematico di gravidanza. La pratica passa al Cda di Aifa che dovrà dare il suo ok e disporre la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. EIlaOne, di cui Hra Pharma ha presentato autorizzazione in Italia 2 anni fa, arriverà in farmacia all'inizio del 2012.
Fonte: AboutPharma
Cts di Aifa dà ok alla pillola dei 5 giorni dopo
( la Repubblica Pag.23 - 12/10/2011 )
La Commissione consultiva Tecnico Scientifica (Cts) di Aifa dà il via libera in Italia ad ElleOne (ulipristal) di Hra Pharma, pillola dei 5 giorni dopo, ma chiede, prima della somministrazione, che le donne eseguano, come indicato dal Consiglio Superiore di Sanità, il test ematico di gravidanza. La pratica passa al Cda di Aifa che dovrà dare il suo ok e disporre la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. EIlaOne, di cui Hra Pharma ha presentato autorizzazione in Italia 2 anni fa, arriverà in farmacia all'inizio del 2012.
Fonte: AboutPharma
La Commissione consultiva Tecnico Scientifica (Cts) di Aifa dà il via libera in Italia ad ElleOne (ulipristal) di Hra Pharma, pillola dei 5 giorni dopo, ma chiede, prima della somministrazione, che le donne eseguano, come indicato dal Consiglio Superiore di Sanità, il test ematico di gravidanza. La pratica passa al Cda di Aifa che dovrà dare il suo ok e disporre la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. EIlaOne, di cui Hra Pharma ha presentato autorizzazione in Italia 2 anni fa, arriverà in farmacia all'inizio del 2012.
Fonte: AboutPharma
mercoledì 7 settembre 2011
Farmaci: pillola 5 giorni dopo; medici, no test gravidanza
No all'obbligo del test ematico di gravidanza prima dell'utilizzo della cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo. E' l'appello lanciato all'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), dalla Società italiana della contraccezione (Sic) e la Società medica italiana contraccezione (Smic), con il supporto della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), affinché l'Aifa si allinei a quanto raccomandato da tutte le altre agenzie regolatorie che non prevedano limitazione all'accesso a questo farmaco contraccettivo. E' infatti attesa a giorni - tra il 13 e il 14 settembre prossimi secondo quanto affermano le società mediche - la decisione dell'Aifa sulle modalità di impiego della pillola dei cinque giorni dopo (Ulipristal Acetato). La decisone dell'Aifa arriva dopo il parere espresso nei mesi scorsi dal Consiglio Superiore di Sanità in merito alla compatibilità del farmaco con la legge sull'aborto e la contraccezione, e secondo il quale tale farmaco può essere "utilizzato come contraccettivo di emergenza, fermo restando l'esclusione di una gravidanza in atto prima della somministrazione". Il test ematico di gravidanza per tutte le donne che sembrerebbe essere previsto, hanno invece sottolineato le società scientifiche nel corso di una conferenza stampa, "é ingiustificato dal punto di vista clinico, poiché la diagnosi di stato di gravidanza compete al medico". (ANSA).
Fonte: Federfarma
Fonte: Federfarma
venerdì 8 luglio 2011
FARMACI: PILLOLA 5 GIORNI DOPO; GINECOLOGI, NO A TEST GRAVIDANZA
Il via libera alla pillola contraccettiva 'dei 5 giorni dopo' e' arrivato il 15 giugno scorso ma e' gia' in discussione la necessita' di attuare obbligatoriamente, prima della somministrazione, un test generalizzato di gravidanza. Su questo punto quasi 9 ginecologi italiani su 10 si dicono contrari, secondo un indagine sul tema svolta da Datanalysis per conto dell'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da). La restrizione, per i ginecologi, non risponderebbe infatti a tempi compatibili con la tempestivita' d'uso della contraccezione d'emergenza. Inoltre, solo il 15,7% delle donne accetterebbe il test senza obiezioni, mentre il 32% pensa che le donne potrebbero rinunciare a questa opportunita'. L'Osservatorio O.N.Da, evidenzia la sua presidente, Francesca Merzagora, "si affianca a quanto espresso dal mondo clinico, ritenendo che l'Italia rappresenterebbe, in caso di restrizioni, un'eccezione assoluta tra i Paesi europei".(ANSA).
Fonte: Federfarma
Fonte: Federfarma
giovedì 16 giugno 2011
Pillola dei 5 giorni dopo: ok del Consiglio Superiore di Sanità, ma con test
( Corriere della Sera Pag.29 - 16/06/2011 , Il Mattino Pag.13 - 16/06/2011 , Il Messaggero Pag.15 - 16/06/2011 , Libero Pag.23 - 16/06/2011 , la Repubblica Pag.18 - 16/06/2011 )
Non è un abortivo, ma un contraccettivo orale di emergenza. Questo il parere del Consiglio Superiore di Sanità sulla pillola dei 5 giorni dopo, ellaOne (ulipristal), antiprogestinico che inibisce o ritarda l'ovulazione fino a 120 ore successive a un rapporto sessuale. Prescritta dal medico e dispensata in farmacia, potrà essere assunta solo dopo aver accertato con un test che la donna non è incinta, perchè potrebbe causare danni all'embrione. La consulenza è stata fornita su richiesta inoltrata nel 2010 dall'Agenzia del farmaco (Aifa) per verificare la compatibilità del medicinale con la Legge 194. L'azienda francese Hra Pharma, produttrice di ellaOne, ha richiesto la registrazione in Italia ad agosto 2009. Atteso ora il decreto di Aifa e la definizione del prezzo. EllaOne è commercializzata dal 2009 in 21 Paesi Ue, Usa e Canada.
Fonte: AboutPharma
Non è un abortivo, ma un contraccettivo orale di emergenza. Questo il parere del Consiglio Superiore di Sanità sulla pillola dei 5 giorni dopo, ellaOne (ulipristal), antiprogestinico che inibisce o ritarda l'ovulazione fino a 120 ore successive a un rapporto sessuale. Prescritta dal medico e dispensata in farmacia, potrà essere assunta solo dopo aver accertato con un test che la donna non è incinta, perchè potrebbe causare danni all'embrione. La consulenza è stata fornita su richiesta inoltrata nel 2010 dall'Agenzia del farmaco (Aifa) per verificare la compatibilità del medicinale con la Legge 194. L'azienda francese Hra Pharma, produttrice di ellaOne, ha richiesto la registrazione in Italia ad agosto 2009. Atteso ora il decreto di Aifa e la definizione del prezzo. EllaOne è commercializzata dal 2009 in 21 Paesi Ue, Usa e Canada.
Fonte: AboutPharma
venerdì 11 giugno 2010
Ru486, prima volta nel Lazio al Grassi Pillola somministrata a paziente a rischio
(OMNIROMA) Ostia, 10 giu - Per la prima volta nel Lazio, la pillola abortiva Ru486 è stata somministrata nell'ospedale Grassi di Ostia. "Alle dieci circa di questa mattina è stato somministrato alla paziente il farmaco mifepristone - spiega Lindo Zarelli, direttore sanitario dell'ospedale Grassi - al terzo giorno di ricovero previsto dalla legge, verrà somministrato il misoprostolo che consente l'espulsione dell'embrione. Si tratta di un caso eccezionale, autorizzato perché le condizioni cliniche della paziente non permettevano di utilizzare la procedura chirurgica. La paziente aveva effettuato tre parti cesarei più un intervento sull'utero. Un ulteriore intervento chirurgico, per l'interruzione della gravidanza, avrebbe probabilmente provocato la rottura dell'utero. Inoltre si può procedere all'intervento farmacologico solo entro le sette settimane di gravidanza, che per la paziente ricoverata al Grassi, scadevano tra tre, quattro giorni. E' solo per questo che ho autorizzato l'intervento farmacologico, nel rispetto della legge e per garantire la salute del paziente. In una disposizione che ho inoltrato ieri mattina - continua - viene chiarito che la procedura farmacologica si potrà effettuare solo in casi eccezionali. Non sarà sottoposta a trattamento farmacologico, infatti, un'altra paziente che secondo alcune voci avrebbe dovuto essere ricoverata sabato prossimo, poiché al momento non siamo a conoscenza di effettivi rischi per la sua salute nell'effettuare un'operazione chirurgica. Dobbiamo aspettare il Regolamento Regionale che dovrebbe essere presentato oggi e che dovrà attenersi alla legge nazionale. A quel punto una paziente che ha deciso di interrompere la gravidanza potrà scegliere se ricorrere al trattamento chirurgico o a quello farmacologico: al Grassi come in qualsiasi altro ospedale del Lazio. La legge nazionale prevede inoltre che il ricovero sia effettuato in una stanza dedicata a persone che optano per il trattamento farmacologico. Al Grassi siamo cronicamente carenti di posti letto, inoltre visto il trend del primo trimestre, quest'anno prevediamo di superare i due mila parti. Nonostante questo, cercheremo come sempre di garantire i diritti di tutti i pazienti".
Fonte: Omniroma
Fonte: Omniroma
giovedì 13 maggio 2010
In un mese oltre 1.000 richieste di Ru486
( Il Sole 24 Ore Pag.35 - 12/05/2010 )
Sono 1.069 le pillole abortive Ru486 ordinate a un mese dall'inizio della vendita in Italia. Secondo i dati di quotidianosanita.it, la Regione ad averne ordinate di più è la Toscana con 318 confezioni, seguita dalla Lombardia (208). In corsa Friuli, Marche, Molise e Valle d'Aosta con 5 confezioni ciascuna. Nessun ordine invece per Calabria, Lazio, Sicilia e Umbria.
Fonte: AboutPharma
Sono 1.069 le pillole abortive Ru486 ordinate a un mese dall'inizio della vendita in Italia. Secondo i dati di quotidianosanita.it, la Regione ad averne ordinate di più è la Toscana con 318 confezioni, seguita dalla Lombardia (208). In corsa Friuli, Marche, Molise e Valle d'Aosta con 5 confezioni ciascuna. Nessun ordine invece per Calabria, Lazio, Sicilia e Umbria.
Fonte: AboutPharma
giovedì 22 aprile 2010
ABORTO: SPAGNA, RADDOPPIATI CONSUMI PILLOLA DEL GIORNO DOPO
MADRID - La liberalizzazione della vendita, senza ricetta, della pillola del giorno dopo nelle farmacie spagnole ha fatto quasi raddoppiare i consumi, secondo i dati della societa' di consulting IMS Health, citati ieri da El Pais. Se nel settembre del 2009, prima della liberalizzazione, sono state 37.138 le pillole dispensate dalle farmacie dietro prescrizione medica, nel successivo mese di ottobre, con la vendita libera, ne sono state distribuite 69.414, l'87% in piu' del mese precedente. Anche le entrate prodotte dalle vendite delle pillole abortive sono quasi raddoppiate, passate da 443.000 euro a 824.000. L'analisi di mercato conferma che l'aumento non ha riguardato il solo mese di ottobre, quando alcune della farmacie spagnole hanno fatto approvvigionamento, ma si e' attestato su un consumo medio di 63.400 pillole mensili, pari a circa 2.000 al giorno. Una cifra senza precedenti, dal momento che non superava le 30.000 pillole l'anno fino a ottobre 2009, quando per ottenerle era necessaria una prescrizione medica o rivolgersi ad ambulatori o centri di pianificazione familiare. (ANSA).
lunedì 12 aprile 2010
Pillola del 5° giorno, contraccettiva o abortiva?
( Corriere della Sera Pag.21 - 09/04/2010 )
EllaOne (ulipristal acetato) antiprogestinico di Hra Pharma nota come la pillola del 5° giorno è al centro di una questione sollevata dai senatori Pdl. In base a un'interrogazione parlamentare del 10 marzo, vogliono sapere dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio se "Aifa ha già chiesto al Governo o al Parlamento il parere della conformità del farmaco con la legislazione vigente", come prevede il regolamento europeo per contraccettivi e abortivi. La Commissione della Salute mostra prudenza nel far rientrare il farmaco nell'una o l'altra categoria. EllaOne, al tavolo Aifa per la richiesta di registrazione, una volta in commercio potrà essere acquistata in farmacia dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile a un prezzo di 23-25 euro.
Fonte: AboutPharma
EllaOne (ulipristal acetato) antiprogestinico di Hra Pharma nota come la pillola del 5° giorno è al centro di una questione sollevata dai senatori Pdl. In base a un'interrogazione parlamentare del 10 marzo, vogliono sapere dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio se "Aifa ha già chiesto al Governo o al Parlamento il parere della conformità del farmaco con la legislazione vigente", come prevede il regolamento europeo per contraccettivi e abortivi. La Commissione della Salute mostra prudenza nel far rientrare il farmaco nell'una o l'altra categoria. EllaOne, al tavolo Aifa per la richiesta di registrazione, una volta in commercio potrà essere acquistata in farmacia dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile a un prezzo di 23-25 euro.
Fonte: AboutPharma
giovedì 1 aprile 2010
Cota contro la Ru486, Aifa chiarisce e i ginecologi chiedono linee guida nazionali
( Il Sole 24 Ore Pag.5 - 01/04/2010 , la Repubblica Pag.12 - 01/04/2010 , Il Messaggero Pag.12 - 01/04/2010 , Corriere della Sera Pag.27 - 01/04/2010 , la Repubblica Milano Pag.I-VIII - 01/04/2010 )
Il neo Presidente del Piemonte Roberto Cota è contrario alla distribuzione della pillola abortiva Ru486. Il Direttore di Aifa Guido Rasi chiarisce: "Le Regioni hanno un largo margine di autonomia per stabilire tempi e modalità, ma non c'è dubbio che se il farmaco è approvato prima o poi si dovrà erogare". Il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, dietro esortazione dei primari di ginecologia dei grandi ospedali milanesi per un confronto tra Ministero e rappresentanti regionali dei ginecologi, ha annunciato l'insediamento di una commissione ad hoc per fornire linee guida "omogenee" per tutto il Paese.
Fonte: AboutPharma
Il neo Presidente del Piemonte Roberto Cota è contrario alla distribuzione della pillola abortiva Ru486. Il Direttore di Aifa Guido Rasi chiarisce: "Le Regioni hanno un largo margine di autonomia per stabilire tempi e modalità, ma non c'è dubbio che se il farmaco è approvato prima o poi si dovrà erogare". Il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, dietro esortazione dei primari di ginecologia dei grandi ospedali milanesi per un confronto tra Ministero e rappresentanti regionali dei ginecologi, ha annunciato l'insediamento di una commissione ad hoc per fornire linee guida "omogenee" per tutto il Paese.
Fonte: AboutPharma
Papa: ''Cristiani rifiutino leggi sull'aborto''.
Città del Vaticano, 1 apr. (Adnkronos/Ign) - Nuovo duro monito del Papa contro l’aborto nel giorno in cui la pillola Ru486 fa il suo ingresso anche in Italia. Durante la Messa Crismale del Giovedì Santo celebrata stamattina a San Pietro insieme a cardinali, vescovi e presbiteri, Benedetto XVI ha esortato i cristiani a non obbedire a leggi che vanno contro la verità di Dio, come nel caso dell’uccisione di bambini innocenti.
I cristiani, ha detto il Papa, “con il loro no alla falsità e a tutte le sue conseguenze hanno innalzato il potere del diritto e della verità. Così hanno servito la vera pace. Anche oggi è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace. Anche oggi è importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto - per esempio, quando si tratta dell’uccisione di bambini innocenti non ancora nati. Proprio così serviamo la pace e proprio così ci troviamo a seguire le orme di Gesù Cristo, di cui san Pietro dice: ‘Insultato non rispondeva con insulti; maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia”.
Nel corso della liturgia, invece, non vi è stato alcun riferimento al caso dello scandalo dei preti pedofili, come molti osservatori si attendevano.
Immediate le reazioni. A partire da Carlo Flamigni, ginecologo e componente del Comitato nazionale di bioetica per il quale la "violenza sul tema dell'aborto, anche da parte della Chiesa", rischia di rivelarsi un boomerang per la salute della donna, "aumentando la diffusione del 'fai da te' e degli abortifici clandestini". "Non si tratta di argomenti nuovi - dice Flamigni all'Adnkronos salute - ma certo c'è un'aggressività notevole, che di fatto rischia di aumentare i problemi per le donne che chiedono l'interruzione di gravidanza. Già la diffusione dell'obiezione di coscienza rende problematica l'Ivg" in alcune aree del Paese, evidenzia Flamigni. "Ora questo clima rischia di aumentare la diffusione del 'fai da te' e degli abortifici clandestini", avverte. "I primi si stanno diffondendo già nel Paese: non sono rari - assicura - i casi delle donne immigrate, soprattutto dell'Est, che vanno in farmacia e comprano le prostaglandine per interrompere gravidanze indesiderate, e poi finiscono al pronto soccorso".
E mentre la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) ribadisce che "la Ru486, così come l'intervento chirurgico è uno strumento che si affianca alla 194 e dal punto di vista scientifico non è nient'altro che una terapia medica", per Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), sarebbe necessario, da parte di tutti, abbassare i toni e combattere l'unico vero rischio: la clandestinità delle procedure" di assunzione della pillola.
Sul fronte politico Luca Volontè, deputato dell'Udc e capogruppo del Ppe al Consiglio di Europa si è schierato immediatamente con il Pontefice. "Oggi ha fatto benissimo il Papa a ricordare, nel Giovedì Santo dell'istituzione dell'Eucarestia, l'inaccettabile fenomeno dell'aborto - ha detto. I laici politici cristiani non possono dirsi tali se accettano o non si oppongono chiaramente all'aborto. Il 'gendercide' indiano e cinese e il disastro demografico europeo, dimostrano chiaramente gli effetti devastanti dell'abominevole 'politicamente corretto'".
I cristiani, ha detto il Papa, “con il loro no alla falsità e a tutte le sue conseguenze hanno innalzato il potere del diritto e della verità. Così hanno servito la vera pace. Anche oggi è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace. Anche oggi è importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto - per esempio, quando si tratta dell’uccisione di bambini innocenti non ancora nati. Proprio così serviamo la pace e proprio così ci troviamo a seguire le orme di Gesù Cristo, di cui san Pietro dice: ‘Insultato non rispondeva con insulti; maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia”.
Nel corso della liturgia, invece, non vi è stato alcun riferimento al caso dello scandalo dei preti pedofili, come molti osservatori si attendevano.
Immediate le reazioni. A partire da Carlo Flamigni, ginecologo e componente del Comitato nazionale di bioetica per il quale la "violenza sul tema dell'aborto, anche da parte della Chiesa", rischia di rivelarsi un boomerang per la salute della donna, "aumentando la diffusione del 'fai da te' e degli abortifici clandestini". "Non si tratta di argomenti nuovi - dice Flamigni all'Adnkronos salute - ma certo c'è un'aggressività notevole, che di fatto rischia di aumentare i problemi per le donne che chiedono l'interruzione di gravidanza. Già la diffusione dell'obiezione di coscienza rende problematica l'Ivg" in alcune aree del Paese, evidenzia Flamigni. "Ora questo clima rischia di aumentare la diffusione del 'fai da te' e degli abortifici clandestini", avverte. "I primi si stanno diffondendo già nel Paese: non sono rari - assicura - i casi delle donne immigrate, soprattutto dell'Est, che vanno in farmacia e comprano le prostaglandine per interrompere gravidanze indesiderate, e poi finiscono al pronto soccorso".
E mentre la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) ribadisce che "la Ru486, così come l'intervento chirurgico è uno strumento che si affianca alla 194 e dal punto di vista scientifico non è nient'altro che una terapia medica", per Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), sarebbe necessario, da parte di tutti, abbassare i toni e combattere l'unico vero rischio: la clandestinità delle procedure" di assunzione della pillola.
Sul fronte politico Luca Volontè, deputato dell'Udc e capogruppo del Ppe al Consiglio di Europa si è schierato immediatamente con il Pontefice. "Oggi ha fatto benissimo il Papa a ricordare, nel Giovedì Santo dell'istituzione dell'Eucarestia, l'inaccettabile fenomeno dell'aborto - ha detto. I laici politici cristiani non possono dirsi tali se accettano o non si oppongono chiaramente all'aborto. Il 'gendercide' indiano e cinese e il disastro demografico europeo, dimostrano chiaramente gli effetti devastanti dell'abominevole 'politicamente corretto'".
lunedì 22 marzo 2010
Parere del Css sulla pillola RU486: ricovero obbligatorio
( la Repubblica Pag.25 - 19/03/2010 , Corriere della Sera Pag.29 - 19/03/2010 , Il Messaggero Pag.15 - 19/03/2010 , Il Mattino Pag.11 - 19/03/2010 , Il Sole 24 Ore Pag.21 - 19/03/2010 , la Repubblica Milano Pag.1 - 20/03/2010 )
"L'unica modalità di erogazione della pillola RU486 è il ricovero ordinario, e non il day hospital, fino alla verifica dell'espulsione completa" per garantire "la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194". E' il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità. A darne notizia è stato il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, che ha annunciato di avere già firmato la notifica agli assessorati per chiedere il rispetto delle modalità indicate, cui seguiranno a breve linee guida "per il monitoraggio e la valutazione" dell'uso della pillola abortiva.
Fonte: AboutPharma
"L'unica modalità di erogazione della pillola RU486 è il ricovero ordinario, e non il day hospital, fino alla verifica dell'espulsione completa" per garantire "la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194". E' il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità. A darne notizia è stato il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, che ha annunciato di avere già firmato la notifica agli assessorati per chiedere il rispetto delle modalità indicate, cui seguiranno a breve linee guida "per il monitoraggio e la valutazione" dell'uso della pillola abortiva.
Fonte: AboutPharma
lunedì 14 dicembre 2009
Pillola Ru486: le contromosse del Governo
( Il Sole 24 Ore Pag.29 - 11/12/2009 , la Repubblica Pag.32 - 11/12/2009 , Il Mattino Pag.10 - 11/12/2009 )
Dopo la pubblicazione in G.U. dell'autorizzazione della pillola abortiva Ru486 (mifepristone), il Governo annuncia controlli a tappeto per evitare un uso disomogeneo nelle corsie degli ospedali. Sono due i dossier sulla pillola ancora aperti al Ministero del Welfare: il primo, che potrebbe essere inviato ad Ue e ad Emea, riguarda la segnalazione di alcune scorrettezze nell'iter autorizzativo della pillola; il secondo è relativo al farmaco a base di prostaglandine, da somministrare insieme alla pillola abortiva, già in commercio nel nostro Paese, ma non autorizzato per questa indicazione.
Fonte: AboutPharma
Dopo la pubblicazione in G.U. dell'autorizzazione della pillola abortiva Ru486 (mifepristone), il Governo annuncia controlli a tappeto per evitare un uso disomogeneo nelle corsie degli ospedali. Sono due i dossier sulla pillola ancora aperti al Ministero del Welfare: il primo, che potrebbe essere inviato ad Ue e ad Emea, riguarda la segnalazione di alcune scorrettezze nell'iter autorizzativo della pillola; il secondo è relativo al farmaco a base di prostaglandine, da somministrare insieme alla pillola abortiva, già in commercio nel nostro Paese, ma non autorizzato per questa indicazione.
Fonte: AboutPharma
giovedì 3 dicembre 2009
Ru486: Aifa conferma la delibera del 30 luglio
( Il Sole 24 Ore Pag.17 - 03/12/2009 , Il Messaggero Pag.11 - 03/12/2009 , la Repubblica Pag.13 - 03/12/2009 , Il Mattino Pag.13 - 03/12/2009 , Corriere della Sera Pag.12 - 03/12/2009 , Libero Pag.17 - 03/12/2009 )
Nessuna modifica di Aifa alla delibera di autorizzazione sulla pillola abortiva Ru486 (mifepristone) del 30 luglio scorso. In una seduta straordinaria l’agenzia ha ribadito che non è sua competenza decidere come dovrà essere dispensato il farmaco in ospedale, se in day hospital o con ricovero ordinario fino ad aborto avvenuto. Il Cda di Aifa ha rimesso al Governo e alle Regioni l’emanazione dei provvedimenti applicativi o specificativi della delibera. Immediata la replica del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ha dichiarato: ”Se non si riscontrerà l'effettiva, diffusa, pratica del ricovero ospedaliero ordinario, si evidenzierà una manifesta incompatibilità con la legge 194”. Il testo dovrebbe essere pubblicato in G.U. tra il 7 ed il 9 dicembre.
Fonte: AboutPharma
Nessuna modifica di Aifa alla delibera di autorizzazione sulla pillola abortiva Ru486 (mifepristone) del 30 luglio scorso. In una seduta straordinaria l’agenzia ha ribadito che non è sua competenza decidere come dovrà essere dispensato il farmaco in ospedale, se in day hospital o con ricovero ordinario fino ad aborto avvenuto. Il Cda di Aifa ha rimesso al Governo e alle Regioni l’emanazione dei provvedimenti applicativi o specificativi della delibera. Immediata la replica del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ha dichiarato: ”Se non si riscontrerà l'effettiva, diffusa, pratica del ricovero ospedaliero ordinario, si evidenzierà una manifesta incompatibilità con la legge 194”. Il testo dovrebbe essere pubblicato in G.U. tra il 7 ed il 9 dicembre.
Fonte: AboutPharma
mercoledì 2 dicembre 2009
RU486, ancora scontro Sacconi: seguire la 194 - Aifa: delibera coerente con richieste ministro
ANSA - ROMA - Non basta al ministro del Welfare Sacconi la delibera del Cda dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sulla RU486. Secondo l'Aifa, che si e' riunita per verificare la compatibilita' dell'autorizzazione della pillola abortiva con le richieste del ministro, la delibera del 30 luglio scorso che autorizza l'arrivo in Italia del farmaco 'e' pienamente coerente con l'esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero' come raccomandato dallo stesso Sacconi.
Insoddisfatto il titola del Welfare che ribadisce: "se non si riscontrera' la effettiva, diffusa, pratica del ricovero ospedaliero ordinario per le persone sottoposte ad aborto farmacologico, si evidenziera' una manifesta incompatibilità con la legge 194, di cui dovrebbero prendere atto Parlamento e Commissione europea per le decisioni conseguenti".
Per Sacconi l'Aifa, pur riconoscendo la sua delibera 'pienamente coerente con l'esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero, non ha voluto chiarire in modo definitivo se sia necessario il ricovero o se sia sufficiente il day hospital.
Il Cda dell'Agenzia del Farmaco, nella sua delibera odierna, aveva rimesso 'al Ministro e alle autorità competenti l'emanazione dei provvedimenti applicativi o specificativi' della Delibera del 30 luglio scorso 'per garantire il pieno rispetto della legge 194/78' e per l'osservanza sul territorio delle modalità di somministrazione del farmaco in regime ospedaliero.
Il provvedimento, spiega l'Aifa in una nota, infatti, "oltre a definire il regime di dispensazione in esclusivo ambito ospedaliero specifica che in particolare deve essere garantito il ricovero in una delle strutture sanitarie individuate dall'art 8 della Legge 194/78 dal momento dell'assunzione del farmaco fino alla verifica dell'espulsione del prodotto del concepimento" e questo in sintonia con quanto richiamato dal Ministro sulla necessita' che l'aborto avvenga in ambito ospedaliero, in strutture sanitarie abilitate, con medici del servizio ostetrico ginecologico e sotto la sorveglianza del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo.
La conferma della delibera emanata a luglio ha acceso le polemiche, anche all'interno dell'Aifa: ''Ho sempre sostenuto che per garantire coerenza con la legge 194 fosse necessario almeno il 'ricovero ordinario' fino all'espulsione del feto. Questo passaggio, oggi, non e' stato recepito e io ho riconfermato il mio dissenso'', ha affermato Romano Colozzi, assessore alle Finanze della Lombardia e consigliere di di amministrazione dell'Aifa. Ed il dibattito e' anche politico. La ''presa di posizione dell'Aifa e' ineccepibile'', afferma Livia Turco (Pd), augurandosi che Sacconi ''non faccia ulteriori forzature''. La delibera e' ''sempre stata rispettosa della legge 194 ed e' per questo che oggi l'Aifa ha ritenuto di confermarla. Credo percio' che il ministro Sacconi possa stare tranquillo'', dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. Luca Volonte' (Udc), invece, parla di ''decisione ideologica'' ed invita il ministro a commissariare l'Aifa. E per il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ''Ponzio Pilato in confronto all'Aifa era un decisionista''. Prende posizione anche Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: ''Chi violera' la legge 194 andra' diritto in tribunale'', avverte, affermando che ''in giro manca coraggio, c'e' molto cinismo, ma ci sono leggi inviolabili''.
Insoddisfatto il titola del Welfare che ribadisce: "se non si riscontrera' la effettiva, diffusa, pratica del ricovero ospedaliero ordinario per le persone sottoposte ad aborto farmacologico, si evidenziera' una manifesta incompatibilità con la legge 194, di cui dovrebbero prendere atto Parlamento e Commissione europea per le decisioni conseguenti".
Per Sacconi l'Aifa, pur riconoscendo la sua delibera 'pienamente coerente con l'esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero, non ha voluto chiarire in modo definitivo se sia necessario il ricovero o se sia sufficiente il day hospital.
Il Cda dell'Agenzia del Farmaco, nella sua delibera odierna, aveva rimesso 'al Ministro e alle autorità competenti l'emanazione dei provvedimenti applicativi o specificativi' della Delibera del 30 luglio scorso 'per garantire il pieno rispetto della legge 194/78' e per l'osservanza sul territorio delle modalità di somministrazione del farmaco in regime ospedaliero.
Il provvedimento, spiega l'Aifa in una nota, infatti, "oltre a definire il regime di dispensazione in esclusivo ambito ospedaliero specifica che in particolare deve essere garantito il ricovero in una delle strutture sanitarie individuate dall'art 8 della Legge 194/78 dal momento dell'assunzione del farmaco fino alla verifica dell'espulsione del prodotto del concepimento" e questo in sintonia con quanto richiamato dal Ministro sulla necessita' che l'aborto avvenga in ambito ospedaliero, in strutture sanitarie abilitate, con medici del servizio ostetrico ginecologico e sotto la sorveglianza del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo.
La conferma della delibera emanata a luglio ha acceso le polemiche, anche all'interno dell'Aifa: ''Ho sempre sostenuto che per garantire coerenza con la legge 194 fosse necessario almeno il 'ricovero ordinario' fino all'espulsione del feto. Questo passaggio, oggi, non e' stato recepito e io ho riconfermato il mio dissenso'', ha affermato Romano Colozzi, assessore alle Finanze della Lombardia e consigliere di di amministrazione dell'Aifa. Ed il dibattito e' anche politico. La ''presa di posizione dell'Aifa e' ineccepibile'', afferma Livia Turco (Pd), augurandosi che Sacconi ''non faccia ulteriori forzature''. La delibera e' ''sempre stata rispettosa della legge 194 ed e' per questo che oggi l'Aifa ha ritenuto di confermarla. Credo percio' che il ministro Sacconi possa stare tranquillo'', dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. Luca Volonte' (Udc), invece, parla di ''decisione ideologica'' ed invita il ministro a commissariare l'Aifa. E per il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ''Ponzio Pilato in confronto all'Aifa era un decisionista''. Prende posizione anche Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: ''Chi violera' la legge 194 andra' diritto in tribunale'', avverte, affermando che ''in giro manca coraggio, c'e' molto cinismo, ma ci sono leggi inviolabili''.
giovedì 26 novembre 2009
Pillola Ru486: la Commissione Sanità chiede lo stop
( Corriere della Sera Pag.12 - 24/11/2009 , Il Sole 24 Ore - 25/11/2009 , Il Messaggero Pag.11 - 25/11/2009 , la Repubblica - 25/11/2009 , Libero Pag.22 - 26/11/2009 , Il Sole 24 Ore Pag.16 - 26/11/2009 )
Nella bozza conclusiva dell’indagine sulla pillola abortiva Ru486 (mifepristone), la Commissione Sanità del Senato chiede di sospendere la procedura di immissione in commercio che non avrebbe previsto la verifica della compatibilità con la legge 194 sull’aborto. Secondo i Senatori sarebbe necessario acquisire il parere del Ministero ed eventualmente riavviare la procedura dall’inizio.
Fonte: AboutPharma
Nella bozza conclusiva dell’indagine sulla pillola abortiva Ru486 (mifepristone), la Commissione Sanità del Senato chiede di sospendere la procedura di immissione in commercio che non avrebbe previsto la verifica della compatibilità con la legge 194 sull’aborto. Secondo i Senatori sarebbe necessario acquisire il parere del Ministero ed eventualmente riavviare la procedura dall’inizio.
Fonte: AboutPharma
lunedì 2 novembre 2009
ABORTO AUMENTA RISCHIO MALATTIE PSICOLOGICHE
(AGI) - Wellington, 2 nov. - Interrompere la gravidanza puo' essere un evento stressante per le donne, fino a provocare problemi mentali. Nelle donne che hanno subito piu' stress, infatti, il rischio di problemi di salute mentale aumenta di molto, fino a raggiungere l'80 per cento in piu' rispetto al normale. E' il risultato di un nuovo studio condotto dall'Universita' di Otago (Nuova Zelanda), che ha analizzato la storia clinica di piu' di 500 donne. "Nelle donne che erano state esposte, almeno una volta durante la loro vita, a un evento di aborto, la frequenza di problemi e malattie mentali e' da 1,4 a 1,8 volte maggiore rispetto a quelle che non hanno subito un simile evento", scrivono gli autori in un articolo pubblicato sul British Journal of Psychiatry. "La nostra scoperta solleva la questione se sia opportuno effettuare l'aborto solo per evitare eventuali problemi mentali dati da una gravidanza indesiderata". Per gli autori, non ci sono infatti prove che una gravidanza indesiderata possa aumentare il rischio di depressione o altri problemi, mentre l'aborto potrebbe rappresentare un problema per le donne piu' sensibili alle esperienze stressanti. "C'e' spesso battaglia tra i movimenti 'per la vita' e quelli 'per la liberta' di scelta' sulle conseguenze dell'aborto", concludono gli autori. "I nostri risultati non supportano a pieno nessuna delle due fazioni".
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