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martedì 29 maggio 2012

Farmaci: ok parere EMA a nuovo farmaco per diabete di tipo 2

Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company hanno annunciato di aver ricevuto dalla Commissione per i Medicinali dell'Ema parere positivo all'approvazione di un nuovo farmaco che presenta un'ulteriore opzione terapeutica per i pazienti adulti affetti da diabete di tipo 2 e che necessitano di un migliore controllo glicemico. Il farmaco, linagliptin/ metformina cloridrato (HCl), da somministrare in un'unica compressa, spiega in una nota l'azienda farmaceutica, "ha dimostrato negli studi clinici i propri benefici offrendo un'ulteriore opzione con un efficace controllo glicemico e un profilo favorevole in termini di tollerabilità". "Il parere positivo del CHMP su linagliptin/ metformina cloridrato (HCl) costituisce un altro importante traguardo regolatorio per l'alleanza mondiale fra Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company in diabetologia", ha dichiarato Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheimm, sottolineando che "in tutta Europa molte persone affette da diabete di tipo 2 devono assumere più farmaci per gestire in modo adeguato il diabete". (ANSA).
Fonte: Federfarma

giovedì 5 aprile 2012

Diabete: speranza dal bisturi per 400mila malati e obesi gravi

(AGI) - Milano, 5 apr. - Nuove speranze per i circa 400mila italiani colpiti da diabete e obesita' grave. Due studi, pubblicati dal New England Journal of Medicine, dimostrano che in questa categoria di persone la chirurgia bariatrica (o chirurgia dell'obesita'), destinata alla riduzione del peso, e' in grado di sconfiggere anche il diabete, risultando piu' efficace degli stessi farmaci. "Da molti anni si discute sull'efficacia della chirurgia bariatrica, dimostratasi risolutiva nella cura delle grandi forme di obesita', anche come cura per il diabete", spiega Antonio Pontiroli, direttore della cattedra di medicina interna all'Universita' degli studi di Milano e presidente dell'undicesimo Congresso Nazionale Diabete-Obesita'. "Sino ad oggi - continua - si sapeva che la chirurgia bariatrica e' in grado di far scomparire il diabete, entro 2 anni dall'operazione, nell'82% delle persone molto obese e che nel 62% dei casi il diabete non ricompare dopo i 2 anni dall'intervento". Tanto e' vero che "le principali linee guida internazionali e italiane gia' includono l'intervento chirurgico tra le raccomandazioni di cura per le persone adulte con diabete tipo 2 e obesita' grave, ossia con indice di massa corporea superiore o uguale a 35". Questi nuovi studi risultano particolarmente importanti, perche' "per la prima volta confrontano, alla pari, gli effetti del bisturi con quelli dei farmaci, cosa sinora mai fatta".

mercoledì 21 marzo 2012

Farmaci: pronta la bio-insulina, dal girasole cura per diabete

E' prossima alla commercializzazione l'insulina per il trattamento del diabete ottenuta dal girasole attraverso una modificazione genetica. Lo afferma Rosella Franconi, biotecnologa dell'Enea, nel libro 'Perche' gli Ogm', in cui si trovano dichiarazioni di ricercatori, giuristi, teologi e anche del ministro Corrado Clini (all'epoca direttore generale al dicastero dell'Ambiente) che di recente ha riacceso il dibattito per le sue opinioni in merito. La cura Ogm contro il diabete è, spiega Franconi, "un biosimilare dell'insulina da semi di girasole. L'azienda è la SemBioSys genetics Inc. del Canada". Questa dei bio farmaci, secondo l'esperta, è una svolta in cui il nostro Paese dovrebbe entrare "sforzandosi" di cambiare sistema di ricerca. Soprattutto per due motivi: le tecnologie 'verdi' non sono portatrici di patogeni e fanno economia di scala a basso costo. Oltre all'insulina da girasole, nel volume Franconi parla anche, per esempio, delle virtù della carota Ogm per il trattamento della malattia di Gaucher o della lemna per il trattamento dell'epatite C (tutti prossimi alla commercializzazione). In uso veterinario, da segnalare, il vaccino contro la malattia di Newcastle dei polli ottenuto dal tabacco Ogm. Per il ministro Clini gli Ogm rappresentano "uno strumento importante per affrontare le sfide" del pianeta, tra cui la "sicurezza alimentare, la lotta alla desertificazione", "la protezione della salute" per farmaci e vaccini. (ANSA).
Fonte: Federfarma

mercoledì 14 marzo 2012

Diabete: scoperto legame con batterio per quello di tipo 2

(AGI) - New York, 14 mar. - Scoperta associazione tra una specie di batteri (H. pylori) e i livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c), un importante biomarker dei livelli di glucosio nel sangue e del diabete. La ricerca ha messo in evidenza che l'associazione era piu' forte nei soggetti obesi con un indice di massa corporeo piu' elevato (BMI), suggerendo che i batteri possono giocare un ruolo nello sviluppo del diabete negli adulti. Lo studio e' stato pubblicato on line sul Journal of Infectious Disease. L'infezione da H. pylori dello stomaco puo' essere acquisita gia' durante la prima infanzia, diventando progressivamente sempre piu' persistente, provocando ulcere gastriche e duodenali. Pertanto tali batteri sono stati solitamente associati ad un aumento del rischio di cancro gastrico, ma circa la relazione con il diabete di tipo II le evidenze sino a ora non erano univoche. Per comprendere meglio tale rapporto, Yu Chen e Martin Blaser, entrambi ricercatori presso la New York University School of Medicine, hanno analizzato parte dei dati dei partecipanti di due indagini nazionali sulla Salute e sulla Nutrizione (NHANES III e NHANES 1999-2000). Secondo gli autori: "H. pylori e' stato costantemente correlato al livello di HbA1c negli adulti, un biomarker valido e affidabile per i livelli ematici di glucosio a lungo termine. Inoltre, l'associazione si dimostrata piu92 forte nei soggetti con un alto indice di massa corporea rispetto a quelli con un valore inferiore". I ricercatori hanno ipotizzato che H. pylori puo' influenzare i livelli di due ormoni dello stomaco che aiutano a regolare il glucosio nel sangue, e suggeriscono che potrebbe essere utile l'eradicazione del batterio attraverso antibiotici in alcuni individui obesi piu' anziani. Ulteriori ricerche saranno necessarie per valutare gli effetti sulla salute della eliminazione dell'infezione tra i diversi gruppi di eta' e in relazione allo stato di obesita', hanno infine notato gli autori. (AGI) -

venerdì 10 febbraio 2012

DIABETE: TIPO 2, AUTOMONITORAGGIO NUOVA 'TERAPIA'

(AGI) - Barcellona, 10 feb. - Essere "medici" di se stessi puo' rappresentare una nuova terapia per il diabete di tipo 2. Avere una maggiore consapevolezza della malattia e seguire quindi un automonitoraggio della glicemia (SMBG) permette ai medici di focalizzarsi sulle caratteristiche individuali dei valori glicemici facilitando di conseguenza l'intervento terapeutico adeguato e minimizzando e ritardando il rischio di complicanze (malattie cardiovascolari, vascolari periferiche). Di un approccio individualizzato e strutturato per la gestione del diabete di tipo 2 se ne e' parlato a Barcellona nell'ambito della quinta Conferenza internazionale sulle tecnologie avanzate e sui trattamenti per il diabete (ATTD). Da una iniziativa di Roche Diagnostics in collaborazione con un team di diabetologi italiani e' nato lo studio PRISMA. Un progetto innovativo, non farmacologico, che basandosi su un nuovo approccio alla gestione della terapia da parte del paziente, e' riuscito a dimostrare un significativo miglioramento dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c). Per 12 mesi sono state controllate 1.024 persone diabetiche di tipo 2 non trattate con insulina e sono stati coinvolti 39 centri diabetologici italiani (sia universitari che ospedalieri). Due i gruppi: uno (501 pazienti) con automonitoraggio strutturato della glicemia SMBG (4 volte al giorno per 3 giorni alla settimana - tramite dispositivo Accu-Chek Aviva) e uno (523 pazienti) discrezionale quindi con un monitoraggio non costante. I risultati dimostrano che il primo gruppo ha ottenuto una riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) dello 0,39 % rispetto al secondo gruppo (-0,27). La differenza di 0,12 "su base puramente aritmetrica - ha affermato il professor Emanuele Bosi, direttore del dipartimento di Medicina interna all'ospedale San Raffaele di Milano nonche' curatore del progetto - si puo' tradurre in una riduzione di complicanze cardiovascolari dal 2,2 al 3,8%, malattie coronariche dall'1,6 al 2,7%, malattie coronariche fatali dall'1,9 al 3,4%, infarto del miocardio dall'1,9 al 3,4%, malattie vascolari periferiche dal 3,3 al 5,9%". Altra riduzione "inaspettata - ha aggiunto - e' stata quella dell'Indice di massa corporea".

giovedì 9 febbraio 2012

Ce: Galvus in monoterapia per diabete di tipo 2

( Comunicato Stampa - 07/02/2012 )

La Commissione europea ha approvato l'uso di Galvus (vildagliptin) di Novartis "nei pazienti con diabete di tipo 2 che non possono assumere metformina", l'attuale standard di cura. L'autorizzazione si basa su dati provenienti da studi clinici condotti su oltre 3.000 pazienti, che hanno valutato il farmaco come monoterapia. In questi studi, il trattamento fornito miglioramenti significativi nel controllo glicemico e si è dimostrato ben tollerato. Galvus è già stato approvato in Ue come un add-on a metformina, sulfaniluree e tiazolidinedioni e nel corso dell'ultimo trimestre, ha anche ricevuto ok per per l'uso in pazienti affetti da diabete di tipo 2 e di moderata o grave insufficienza renale.Fonte: AboutPharma

lunedì 6 febbraio 2012

Diabete. A New York campagna “shock” contro lo zucchero

L’eccessivo uso di zucchero può avere gli stessi effetti della dipendenza da alcool o altre sostanze: problemi a cuore e fegato, disfunzioni metaboliche. Per combatterlo? Utili le misure pensate contro il tabacco. Ecco l’allarme dalle pagine di Nature e la campagna di Bloomberg.06 FEB - Non è solo una molecola che fa ingrassare o venire le carie se assunta in quantità eccessive. Anzi, lo zucchero, secondo l’Oms può essere causa non solo di obesità e diabete, ma anche di disfunzioni della pressione sanguigna, alterazioni ormonali e problemi al fegato, esattamente come una dipendenza dall’alcool. Ed oggi una nuova ricerca arriva a sostegno di questa tesi: in un commento pubblicato su Nature, alcuni ricercatori dell’Università della California di San Francisco denunciano come l’uso eccessivo di zucchero per qualcuno sfiori l’abuso, tanto che bisognerebbe controllarne la diffusione come per l’alcool e il tabacco, per il bene della salute pubblica.

Sarebbe la causa di 35 milioni di morti l’anno, per via del suo contributo in malattie come diabete, cancro e patologie cardiache e il suo consumo sembra essere triplicato negli ultimi 50 anni. Ma secondo i ricercatori della UCSF questo non sarebbe che la punta dell’iceberg rispetto ai danni di cui lo zucchero è responsabile, se assunto in dosi eccessive. La tossicità di questa molecola per grandi quantità spiegherebbe circa il 40% delle sindromi metaboliche delle persone non obese. “Finché tratteremo questa sostanza come una semplice fonte calorica non abbiamo alcuna possibilità di risolvere il problema”, ha detto secco Robert Lustig, docente di pediatria al UCSF Children’s Hospital. “Esistono buone fonti caloriche e cattive fonti caloriche, proprio come ci sono grassi buoni e grassi cattivi. Ma lo zucchero è tossico a prescindere dal suo apporto calorico”.

Un allarme che potrebbe sembrare esagerato, ma che invece secondo i ricercatori riguarda un problema che nessuno ha ancora avuto il coraggio di affrontare. “C’è una distanza enorme tra quello che sappiamo e quello che facciamo nella nostra società”, ha spiegato Laura Schmidt, docente di politiche sulla salute alla UCSF ed esperta di dipendenza dall’alcool e da altre sostanze. “Nessuno dice che bisogna proibire lo zucchero, chiaramente, né chiediamo che i governi facciano imposizioni pesanti sui cittadini. Ma dobbiamo trovare un modo accettabile per far sì che il nostro consumo di questa sostanza diminuisca leggermente ma inesorabilmente, magari cercando di spingere i consumatori ad evitare alimenti e bevande in cui è particolarmente concentrato. In sostanza quello che chiediamo è che si trovi il modo di rendere cibi più salutari pratici ed economici quanto quelli pieni di zucchero”.
“Per spostare l’ago della bilancia, bisogna agire sull’opinione pubblica, far capire a tutti che l’eccezionale dose di zuccheri che consumiamo sono un problema per la nostra salute”, ha poi aggiunto la ricercatrice, che insieme agli altri scienziati del team propone già alcune soluzioni. Molte delle campagne mediatiche condotte per diminuire il consumo di alcool e tabacco potrebbero infatti essere utili, secondo gli esperti. Si potrebbero pensare tasse speciali, o anche aumentare i controlli sulle licenze dei bar e delle macchinette automatiche che vendono alimenti ricchi di zuccheri.

Un appello che potrebbe non cadere nel vuoto, visto che già alcune istituzioni avevano fatto della lotta alla cattiva alimentazione una priorità. Prima fra tutte sicuramente l’amministrazione Bloomberg, che da più di dieci anni gestisce il comune di New York City. Il sindaco ha infatti fatto partire proprio qualche giorno fa l’ennesima campagna shock contro cibi grassi e bevande gassate: alcuni dei cartelloni recitano “le porzioni nei fast food aumentano, e così pure il diabete di tipo 2 – che può portare all’amputazione degli arti”, il riferimento – macabro, c’è da dirlo – è al famoso piede diabetico, una delle complicazioni più gravi della patologia, che nelle forme peggiori può portare ad ulcere che non guariscono e dunque all’amputazione.
Ma questa non è sicuramente la prima delle iniziative di Michael Bloomberg in questo senso. Il sindaco statunitense ha infatti ingaggiato già dallo scorso anno una dura battaglia contro le bevande zuccherate, con tanto di campagna mediatica imponente: al grido di “don’t drink yourself fat” (“non bere fino a diventare ciccione”), l’amministrazione invitava i newyorkesi a bere acqua o latte a basso contenuto di grassi, piuttosto che le bevande gassate.
Campagne che hanno visto molti detrattori, soprattutto tra gli industriali che sostengono i fast food, ma anche tra chi pensa che si voglia andare verso un “proibizionismo dello zucchero” e per chi non condivide la scelta di campagne pubblicitarie che possono risultare anche molto aggressive su temi che invece sono delicati, come quello della salute pubblica. Nonostante questo, probabilmente progetti di questo tipo vanno nella stessa direzione delle richieste fatte dai ricercatori della UCSF.
Fonte: quotidianosanita

domenica 9 ottobre 2011

Lazio: rinviato l'accordo sui presidi per diabetici

Rimane appeso alle cifre il rinnovo dell'accordo sulla distribuzione dei presidi per diabetici tra Regione e Federfarma Lazio, che resta, almeno per il momento, senza firma. Questo l'esito dell'incontro che venerdì ha visto sindacato e Amministrazione confrontarsi sui contenuti per una nuova intesa e sulle pendenze dei titolari, che vantano nei confronti delle Asl laziali circa 400 milioni di crediti tra integrativa e Dpc. Se le parti non hanno firmato (tutto rinviato al secondo round, fissato per venerdì prossimo), almeno si sono chiarite e hanno misurato gli spazi per una reciproca convergenza. «Visto dal lato delle farmacie» spiega Franco Caprino, da oltre trent' anni presidente di Federfarma Lazio, «quello appena scaduto è uno dei migliori accordi che ci siano nel Paese, perché riconosce alle farmacie una remunerazione di 0,81 euro a striscetta. Visto, invece, con gli occhi della Regione, che è sottoposta a Piano di rientro ed è alle prese con bilanci fuori controllo, l'accordo non è più sostenibile ed esporrebbe a critiche pesantissime chi lo rinnovasse. Questi sono, in sostanza, i punti di partenza e ora si tratta di vedere dove ci si può incontrare. In ogni caso, abbiamo capito che la Regione vorrebbe confermare l'intesa».
Intanto, in attesa dell'appuntamento di venerdì, tiene la tregua proclamata la settimana scorsa, dopo la protesta dei titolari laziali, che alla scadenza dell'ennesima proroga della vecchia intesa avevano interrotto di punto in bianco la dispensazione dei kit per glicemia. «Come concordato con l'amministrazione» prosegue Caprino «da qui fino alla firma, le farmacie continuano a dispensare alle vecchie condizioni».
Fonte: Farmacista33

giovedì 21 aprile 2011

Alla Sanità italiana il diabete costa 1 mln di euro l'ora

( la Repubblica Pag.51 - 19/04/2011 )

Un diabetico costa 2.600 euro l'anno alla Sanità italiana. I circa 5 milioni di diabetici costano 1 mln di euro l'ora. Lo rileva il rapporto Diabete del Consorzio Mario Negri Sud. La quota degli antidiabetici incide per il 7% sui 9,22 mld di euro spesi annualmente; ricoveri e cure ambulatoriali per il 68%, mentre il restante 25% è assorbito dai trattamenti per le complicanze del diabete.
Fonte: AboutPharma

mercoledì 23 giugno 2010

DIABETE: 10 CHILI IN PIU' A 50 ANNI TRIPLICANO I RISCHI

(AGI) - Washington, 23 giu. - Bastano dieci chili in piu' di peso quando si raggiungono i 50 anni per triplicare il rischio di contrarre il diabete di tipo 2. Lo ha dimostrato una ricerca statunitense pubblicata dal Journal of the American Medical Society. Lo studio e' stato condotto dall'universita' di Seattle, e ha dimostrato che l'effetto negativo si manifesta qualunque sia il peso di partenza. Per coloro che sono gia' obesi al raggiungimento della mezza eta' aggiungere ulteriori chili aumenta il rischio addirittura di cinque volte rispetto a chi non e' obeso e non ingrassa. L'aumento di peso favorisce anche l'insorgenza del diabete di tipo 1, sottolineano gli autori: ''Il risultato di questa ricerca conferma che e' fondamentale mantenere un peso corporeo ottimale quando si raggiunge la mezza eta' - ha spiegato Mary Biggs, che ha coordinato lo studio - e suggerisce che il controllo della massa corporea rimane importante per evitare il diabete fino almeno ai 65 anni''.

giovedì 6 maggio 2010

Storico farmaco antidiabete rimborsato finalmente dal SSN

L'acarbose (inibitore dell'enzima alfa-glicosidasi), 'storico' antidiabete sul mercato dagli anni '90, è stato inserito anche in Italia nella fascia A e sarà rimborsato totalmente dal Servizio sanitario nazionale.
'Una svolta - hanno spiegato ieri a Milano gli esperti - che arriva in ritardo di 15 anni rispetto ad altri Paesi'. In Cina, ad esempio, lo rimborsano anche quando utilizzato nella prevenzione del diabete, così come in in Portogallo. In Italia, invece, per anni molti pazienti non hanno potuto usufruirne perché costretti a pagarlo di tasca propria. 'L'impatto sulle casse pubbliche è praticamente zero' osserva Lorenzo Mantovani, farmacoeconomista dell'Università Federico II di Napoli: 'il risparmio garantito in termini di riduzione di complicanze e ricoveri annulla la spesa affrontata dal SSN per il farmaco stesso'.
Fonte: Federfarma

lunedì 12 aprile 2010

Diabete controllato con il Blackberry

( Il Sole 24 Ore Pag.28 - 09/04/2010 )

Telecom Italia lancia Line@MedicaDiabete, servizio che consente ai diabetici di controllare glicemia, colesterolo e trigliceridi in tempo reale e in qualsiasi circostanza. Il sistema, collegandosi via bluetooth a uno smartphone Blackberry, consente la visualizzazione delle misurazioni sul display del telefonino. Il paziente può quindi consultare il proprio diario glicemico e condividerlo con l'équipe medica di riferimento.

Fonte: AboutPharma

giovedì 1 aprile 2010

Diabete: 3,2 malati di 'diabesita''

(ANSA) - MILANO, 1 APR - In Italia 3,2 milioni di persone soffrono di 'diabesita'', combinazione di diabete e obesita'. Un numero che proviene dai 4 milioni di diabetici italiani che si vanno a sommare agli altrettanti 4 milioni di obesi nel Paese. La Societa' italiana di obesita' (Sio) ha stimato che 4 italiani su 10 (dai 18 anni in su) sono in sovrappeso e 1 su 10 e' obeso, mentre un terzo dei bambini (dai 4 ai 17 anni) e' in sovrappeso e il 4% di questi obeso.

venerdì 13 novembre 2009

ALLARME DIABETE, IN ITALIA 3, 5 MILIONI DI MALATI

(AGI) - Monza, 13 nov. - Basta contare fino a dieci e una persona al mondo muore a causa del diabete. Oggi circa 285 milioni di persone hanno il diabete: un numero destinato a crescere tanto che le stime prevedono oltre 438 milioni di diabetici nel 2030, con incrementi vicini al 100% in alcune aree come l'Africa. Solo in Italia si contano tre milioni e mezzo di malati "ufficiali", piu' almeno un altro milione che non sa di essere diabetico. La Giornata Mondiale del Diabete, che si celebra il 14 novembre, e' l'occasione per ribadire che la persona con diabete puo' condurre una vita normale e attiva se impara a gestire la malattia. Il regolare monitoraggio del glucosio nel sangue, la gestione della malattia in stretta collaborazione con il proprio medico, e un corretto stile di vita sono la chiave per tenere sotto controllo la malattia. In questo senso la novita' piu' rilevante e' Accu Chek Mobile, lo strumento innovativo messo a punto da Roche Diagnostics che consente al paziente di tenere sotto controllo i valori ed eventualmente modificare lo stile di vita in base ai risultati ottenuti. Accu-Chek Mobile e' una rivoluzione nella misurazione della glicemia: e' il primo misuratore senza strisce, con 50 test su nastro all'interno dello strumento e nulla da smaltire dopo ogni test. Anche il pungidito Accu-Chek Fastclix e' integrato ed e' dotato di un caricatore contenente 6 lancette. Piu' di un terzo delle persone affette da diabete considera la misurazione della glicemia troppo complicata quando si e' lontano da casa: spesso il fatto di dover pensare a tutto il necessario da portare con se' per effettuare la misurazione costituisce un problema. Il nuovo sistema Accu-Chek Mobile supera gli ostacoli legati alla misurazione frequente della glicemia. La persona con diabete non deve piu' preoccuparsi di dover maneggiare e smaltire ogni volta le singole strisce reattive e le lancette gia' utilizzate: Accu-Chek Mobile le immagazzina al suo interno. Dopo ogni test, il nastro scorre automaticamente e si prepara per l'effettuazione di una nuova misurazione: lo strumento e' praticamente sempre pronto all'uso. Il nastro utilizzato viene infatti conservato all'interno dello strumento in una cassetta, che puo' essere facilmente smaltita dopo l'utilizzo dei 50 test. il "debutto" del nuovo strumento avverra' domani e sara' gratis: Roche Diagnostics a fianco di Diabete Italia offrira' in circa 300 piazze italiane per lo screening gratuito della glicemia.

giovedì 29 ottobre 2009

DIABETE: SI PUO' RITARDARE CON LA DIETA

(AGI) - Chicago - Le persone ad alto rischio di sviluppare il diabete che vengono incoraggiate a seguire una dieta e a svolgere attivita' fisica possono evitare di sviluppare la malattia, secondo ricercatori americani. "Milioni di persone potrebbero ritardare il diabete per anni e forse prevenire del tutto la malattia se perdessero un po' di peso con la dieta e aumentassero l'attivita' fisica", ha dichiarato il Dr. Griffin Rodgers, direttore del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Disease.