Secondo un'analisi della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre), su 44 centri di procreazione assistita in sei paesi europei, di tutte le coppie che in Europa si rivolgono all'estero per trattamenti di procreazione medicalmente assistita, un terzo parte dall'Italia. I motivi che spingono a rivolgersi all'estero vanno cercate nell'esigenza di eseguire trattamenti non consentiti in Italia, come la donazione di seme, di ovociti e la diagnosi per-impianto. La restante parte, dicono gli esperti durante il 26° Meeting annuale Eshre, va all'estero per sottoporsi a trattamenti che si eseguono anche in Italia, scegliendo il centro sulla base di informazioni avute dal medico di base o raccolte da internet. E, sottolineano, a parte l'aiuto per la scelta del centro a cui rivolgersi, nella maggior parte dei casi le coppie non ricevono alcun tipo di aiuto pratico, come il monitoraggio ela prescrizione di farmaci, da parte del medico locale.
Fonte: Farmacista33
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lunedì 28 giugno 2010
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