"Le imprese del sistema Federterme hanno retto meglio di altri settori produttivi al morso della crisi economica e hanno mantenuto il loro impegno in investimenti di ammodernamento ed innovazione tecnologica". Così il presidente di Federterme Costanzo Jannotti Pecci che ieri ha aperto i lavori dell`Assemblea annuale a Roma. E nonostante la crisi il sistema tiene: 16.000 addetti totali, 60.000 con l`indotto, nei territori termali di 170 comuni, in 20 regioni, ricorda il leader dell`associazione confindustriale. I conti: ricavi in crescita per il settore, nel 2008 a quota 774 milioni di euro (+ 3% rispetto al 2007) e per le cure termali con un incremento del 2,5% su base annua e un controvalore di 419 milioni di euro.
Terme "rosa" - Anticipando una tendenza che stenta ancora ad affermarsi in altri settori, nelle terme italiane il tasso di impiego femminile supera quello del resto dell`economia. Un dato che emerge da un’indagine condotta da Federterme: nelle attività termali il tasso di femminilizzazione è del 58%, per dirigenti ed impiegati, rispetto al 52% del resto dell`economia, mentre per le qualifiche operai ed assimilati sale addirittura al 64% contro il 33% delle altre imprese.
Garantire la prevenzione - Cure e prevenzione a 360° e non solo benessere, sottolineano gli stati generali di Federterme. Il ruolo terapeutico e di prevenzione delle acqua curative italiane è stato riconosciuto nuovamente dall`intesa raggiunta tra Stato e Regioni, il 24 ottobre scorso. Nel “Patto per la salute” è stato confermato il ruolo delle cure termali all’interno dei livelli essenziali di assistenza (LEA). Le proposte di Federterme al governo sono ora quelle di riservare una quota del Fondo sanitario nazionale a partire dal 2010 per il finanziamento delle cure con oneri a carico del sistema sanitario e di un tavolo di lavoro con il ministero "al quale trovare le risposte più adatte utili garantire un sistema di welfare che funziona", ha sollecitato Jannotti Pecci.
Proposte ricevute dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini che ha ricordato il ruolo centrale del termalismo, l`impegno del governo nel riconoscere l`assistenza all`interno dei Lea, gli stanziamenti di 5,5 e 5,9 milioni di euro nel 2008 e 2009, anticipando l`intenzione di "riservare una maggiore attenzione verso la prevenzione e la riabilitazione rispetto al trattamento delle fasi acute".
Sulla stessa linea il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli. "Condividiamo tutti l`obiettivo del Governo di contenere la spesa sanitaria delle regioni - ha detto Galli intervenendo all`Assemblea - ma bisogna ricordare che alcuni tipi di cure possono produrre anche notevoli risparmi". Le cure termali sono un esempio, continua Galli, "come viene riconosciuto nel Libro Bianco del ministro Sacconi". Obiettivo sul quale concorda il vice presidente del CNEL, Vittorio Fini, per "il contributo assicurato alla crescita della competitività del sistema attraverso un accresciuto ruolo dei servizi”.
Fonte: Salute24
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mercoledì 28 ottobre 2009
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