La realtà è diversa da quanto affermato nel Libro verde - sostiene il sindacato dei medici dirigenti - e a fronte di una spesa sanitaria contenuta a livelli inferiori rispetto alla spesa dei restanti paesi Ocse si registra un progressivo incremento di efficienza e qualità del sistema
I dati riportati nel 'Libro verde sulla spesa pubblica' elaborato dal ministero dell'Economia, presentato venerdì dal ministro Tommaso Padoa Schioppa, nei quali si evidenziano le inefficienze e gli sprechi degli ospedali, "sono superficiali e contrastano con quanto recentemente riferito dal rapporto del ministero della Salute e dall'analisi dell'Agenzia dei servizi sanitari regionali". Lo afferma, in una nota, l'Anaao Assomed, "condannando il facile ricorso ai soliti luoghi comuni tra buoni (territorio) e cattivi (ospedale) e rivendica per gli ospedali la loro insostituibile funzione di pilastro del Servizio sanitario nazionale".
La realtà è diversa da quanto affermato nel Libro verde - sostiene il sindacato dei medici dirigenti - e a fronte di una spesa sanitaria contenuta a livelli inferiori rispetto alla spesa dei restanti paesi Ocse (8,9 per cento dell'Italia contro il 10,7 per cento della Germania e l'11,1 per cento della Francia), si registra un progressivo incremento di efficienza e qualità del sistema. "Non si può essere un giorno il secondo Ssn migliore al mondo - sottolinea l'Anaao - e il giorno dopo la maggiore fonte di spesa e di inefficienza, secondo le convenienze politiche del momento. Gli indicatori di performance che riguardano l'assistenza ospedaliera dimostrano un incremento di numero e una maggiore appropriatezza delle prestazioni ospedaliere e che parte dei maggiori costi sono legati a condizioni strutturali della spesa quali il maggiore ricorso alla tecnologia e il progressivo invecchiamento della popolazione".
E ancora, precisa l'Anaao, "le forti differenze di spesa e le sacche di inefficienza a macchia di leopardo sono dovute ai mali storici del nostro Paese quali differenze tra Regioni del nord e del sud, che un federalismo aggressivo e una politica sanitaria incapace hanno ulteriormente aggravato fino a minacciare l'esigibilità stessa del diritto alla salute. E' ormai chiaro - conclude la nota - che provvedimenti generalizzati, quali l'indiscriminato taglio dei posti letto o i radicali tagli su alcune voci di spesa corrente, se non accompagnati da una profonda revisione organizzativa e da una riqualificazione della rete ospedaliera, non sono in grado di produrre un reale contenimento della spesa".
Fonte: DoctorNews
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domenica 9 settembre 2007
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