Nel giorno dell'incoronazione di Vladimir Putin (per la terza volta) a capo supremo della Russia, è stato reso noto che il governo cittadino della capitale intende ridurre del 90 per cento, di qui a tre anni, il numero dei negozi autorizzati a vendere alcolici, triplicando inoltre le pene per chi beve alcolici - compresa la birra - in luogo aperto al pubblico. Il doppio giro di vite sulle modalità di vendita e consumo di alcolici rientra nel quadro di una campagna di lotta all'alcolismo lanciata dall'ex presidente Dmitrij Medvedev nell'agosto 2009 e condotta finora abbastanza in sordina; in pratica i vincoli finora posti alla vendita di alcol sono relativi all'orario (proibita la vendita fra le 10 di sera e le 10 del mattino) e al prezzo, che ha un minimo di legge di circa 3 euro per la bottiglia classica da mezzo litro. Se queste nuove misure annunciate dovessero essere effettivamente realizzate, le possibilità di acquistare bevande alcoliche a Mosca (ma certamente la cosa si estenderebbe ben presto a tutto il resto del paese) diminuirebbero drasticamente.
Il che riporta alla mente in modo assai preoccupante la famigerata "legge secca" fatta approvare a suo tempo dal presidente sovietico Michail Gorbaciov: una legge che avrebbe dovuto combattere la piaga storica dell'alcolismo rendendo difficile e costoso produrre, vendere e consumare vino e vodka, ma finì solo per rendere Gorbaciov odioso alla maggior parte dei maschi russi, contribuendo non poco, in ultima analisi, al crollo del Partito comunista e alla dissoluzione dell'Urss (forse non a caso l'"uomo forte" che con un largo consenso di massa prese il potere dalle mani di Gorbaciov fu il noto alcolista Boris Eltsin...). Un ulteriore pessimo auspicio per il nuovo mandato di Putin, quindi: vedremo se l'amato leader - che personalmente non beve se non birra, ma che pochi anni or sono sorrise benevolmente quando un nuovo brand di vodka popolare a basso prezzo fu battezzato col suo cognome (grazie al doppio senso legato alla radice "put-", che rimanda a "viaggio") - riterrà di continuare su questa strada o ne cercherà di diverse.
Certo è che il problema dell'alcolismo, al di là delle battute e delle interpretazioni "politiche", in Russia è particolarmente drammatico. Le statistiche sono terribili: il 76 per cento dei russi adulti (e la quasi totalità dei maschi) bevono regolarmente alcol, al punto che il consumo pro capite (cioè neonati inclusi) annuale è di ben 17 litri di alcol puro, pari a oltre 42 litri di vodka, oltre il doppio della quantità massima che l'Organizzazione mondiale della sanità ritiene tollerabile. L'età media alla quale inizia il consumo regolare di alcol è di soli 14 anni, e si calcola che l'alcol provochi ogni anno ben 75.000 morti in modo diretto (cirrosi e intossicazioni da alcol) e molti di più in modo indiretto attraverso malattie e incidenti collegati all'eccessivo consumo.
Fonte: CUFRAD
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mercoledì 9 maggio 2012
giovedì 16 febbraio 2012
Fda approva Zioptandel per il glaucoma
( Comunicato Stampa - 15/02/2012 )
La Food and Drug Administration (Fda) ha approvato Zioptan (tafluprost) di Merck & Co per il trattamento del glaucoma in persone con pressione intraoculare elevata o ipertensione oculare. La farmaceutica statunitense punta a rendere disponible il farmaco ai pazienti Usa entro marzo 2012, al prezzo di 97 dollari per una fornitura di 30 giorni.
Fonte: AboutPharma
La Food and Drug Administration (Fda) ha approvato Zioptan (tafluprost) di Merck & Co per il trattamento del glaucoma in persone con pressione intraoculare elevata o ipertensione oculare. La farmaceutica statunitense punta a rendere disponible il farmaco ai pazienti Usa entro marzo 2012, al prezzo di 97 dollari per una fornitura di 30 giorni.
Fonte: AboutPharma
lunedì 6 febbraio 2012
Diabete. A New York campagna “shock” contro lo zucchero
L’eccessivo uso di zucchero può avere gli stessi effetti della dipendenza da alcool o altre sostanze: problemi a cuore e fegato, disfunzioni metaboliche. Per combatterlo? Utili le misure pensate contro il tabacco. Ecco l’allarme dalle pagine di Nature e la campagna di Bloomberg.06 FEB - Non è solo una molecola che fa ingrassare o venire le carie se assunta in quantità eccessive. Anzi, lo zucchero, secondo l’Oms può essere causa non solo di obesità e diabete, ma anche di disfunzioni della pressione sanguigna, alterazioni ormonali e problemi al fegato, esattamente come una dipendenza dall’alcool. Ed oggi una nuova ricerca arriva a sostegno di questa tesi: in un commento pubblicato su Nature, alcuni ricercatori dell’Università della California di San Francisco denunciano come l’uso eccessivo di zucchero per qualcuno sfiori l’abuso, tanto che bisognerebbe controllarne la diffusione come per l’alcool e il tabacco, per il bene della salute pubblica.
Sarebbe la causa di 35 milioni di morti l’anno, per via del suo contributo in malattie come diabete, cancro e patologie cardiache e il suo consumo sembra essere triplicato negli ultimi 50 anni. Ma secondo i ricercatori della UCSF questo non sarebbe che la punta dell’iceberg rispetto ai danni di cui lo zucchero è responsabile, se assunto in dosi eccessive. La tossicità di questa molecola per grandi quantità spiegherebbe circa il 40% delle sindromi metaboliche delle persone non obese. “Finché tratteremo questa sostanza come una semplice fonte calorica non abbiamo alcuna possibilità di risolvere il problema”, ha detto secco Robert Lustig, docente di pediatria al UCSF Children’s Hospital. “Esistono buone fonti caloriche e cattive fonti caloriche, proprio come ci sono grassi buoni e grassi cattivi. Ma lo zucchero è tossico a prescindere dal suo apporto calorico”.
Un allarme che potrebbe sembrare esagerato, ma che invece secondo i ricercatori riguarda un problema che nessuno ha ancora avuto il coraggio di affrontare. “C’è una distanza enorme tra quello che sappiamo e quello che facciamo nella nostra società”, ha spiegato Laura Schmidt, docente di politiche sulla salute alla UCSF ed esperta di dipendenza dall’alcool e da altre sostanze. “Nessuno dice che bisogna proibire lo zucchero, chiaramente, né chiediamo che i governi facciano imposizioni pesanti sui cittadini. Ma dobbiamo trovare un modo accettabile per far sì che il nostro consumo di questa sostanza diminuisca leggermente ma inesorabilmente, magari cercando di spingere i consumatori ad evitare alimenti e bevande in cui è particolarmente concentrato. In sostanza quello che chiediamo è che si trovi il modo di rendere cibi più salutari pratici ed economici quanto quelli pieni di zucchero”.
“Per spostare l’ago della bilancia, bisogna agire sull’opinione pubblica, far capire a tutti che l’eccezionale dose di zuccheri che consumiamo sono un problema per la nostra salute”, ha poi aggiunto la ricercatrice, che insieme agli altri scienziati del team propone già alcune soluzioni. Molte delle campagne mediatiche condotte per diminuire il consumo di alcool e tabacco potrebbero infatti essere utili, secondo gli esperti. Si potrebbero pensare tasse speciali, o anche aumentare i controlli sulle licenze dei bar e delle macchinette automatiche che vendono alimenti ricchi di zuccheri.
Un appello che potrebbe non cadere nel vuoto, visto che già alcune istituzioni avevano fatto della lotta alla cattiva alimentazione una priorità. Prima fra tutte sicuramente l’amministrazione Bloomberg, che da più di dieci anni gestisce il comune di New York City. Il sindaco ha infatti fatto partire proprio qualche giorno fa l’ennesima campagna shock contro cibi grassi e bevande gassate: alcuni dei cartelloni recitano “le porzioni nei fast food aumentano, e così pure il diabete di tipo 2 – che può portare all’amputazione degli arti”, il riferimento – macabro, c’è da dirlo – è al famoso piede diabetico, una delle complicazioni più gravi della patologia, che nelle forme peggiori può portare ad ulcere che non guariscono e dunque all’amputazione.
Ma questa non è sicuramente la prima delle iniziative di Michael Bloomberg in questo senso. Il sindaco statunitense ha infatti ingaggiato già dallo scorso anno una dura battaglia contro le bevande zuccherate, con tanto di campagna mediatica imponente: al grido di “don’t drink yourself fat” (“non bere fino a diventare ciccione”), l’amministrazione invitava i newyorkesi a bere acqua o latte a basso contenuto di grassi, piuttosto che le bevande gassate.
Campagne che hanno visto molti detrattori, soprattutto tra gli industriali che sostengono i fast food, ma anche tra chi pensa che si voglia andare verso un “proibizionismo dello zucchero” e per chi non condivide la scelta di campagne pubblicitarie che possono risultare anche molto aggressive su temi che invece sono delicati, come quello della salute pubblica. Nonostante questo, probabilmente progetti di questo tipo vanno nella stessa direzione delle richieste fatte dai ricercatori della UCSF.
Fonte: quotidianosanita
Sarebbe la causa di 35 milioni di morti l’anno, per via del suo contributo in malattie come diabete, cancro e patologie cardiache e il suo consumo sembra essere triplicato negli ultimi 50 anni. Ma secondo i ricercatori della UCSF questo non sarebbe che la punta dell’iceberg rispetto ai danni di cui lo zucchero è responsabile, se assunto in dosi eccessive. La tossicità di questa molecola per grandi quantità spiegherebbe circa il 40% delle sindromi metaboliche delle persone non obese. “Finché tratteremo questa sostanza come una semplice fonte calorica non abbiamo alcuna possibilità di risolvere il problema”, ha detto secco Robert Lustig, docente di pediatria al UCSF Children’s Hospital. “Esistono buone fonti caloriche e cattive fonti caloriche, proprio come ci sono grassi buoni e grassi cattivi. Ma lo zucchero è tossico a prescindere dal suo apporto calorico”.
Un allarme che potrebbe sembrare esagerato, ma che invece secondo i ricercatori riguarda un problema che nessuno ha ancora avuto il coraggio di affrontare. “C’è una distanza enorme tra quello che sappiamo e quello che facciamo nella nostra società”, ha spiegato Laura Schmidt, docente di politiche sulla salute alla UCSF ed esperta di dipendenza dall’alcool e da altre sostanze. “Nessuno dice che bisogna proibire lo zucchero, chiaramente, né chiediamo che i governi facciano imposizioni pesanti sui cittadini. Ma dobbiamo trovare un modo accettabile per far sì che il nostro consumo di questa sostanza diminuisca leggermente ma inesorabilmente, magari cercando di spingere i consumatori ad evitare alimenti e bevande in cui è particolarmente concentrato. In sostanza quello che chiediamo è che si trovi il modo di rendere cibi più salutari pratici ed economici quanto quelli pieni di zucchero”.
“Per spostare l’ago della bilancia, bisogna agire sull’opinione pubblica, far capire a tutti che l’eccezionale dose di zuccheri che consumiamo sono un problema per la nostra salute”, ha poi aggiunto la ricercatrice, che insieme agli altri scienziati del team propone già alcune soluzioni. Molte delle campagne mediatiche condotte per diminuire il consumo di alcool e tabacco potrebbero infatti essere utili, secondo gli esperti. Si potrebbero pensare tasse speciali, o anche aumentare i controlli sulle licenze dei bar e delle macchinette automatiche che vendono alimenti ricchi di zuccheri.
Un appello che potrebbe non cadere nel vuoto, visto che già alcune istituzioni avevano fatto della lotta alla cattiva alimentazione una priorità. Prima fra tutte sicuramente l’amministrazione Bloomberg, che da più di dieci anni gestisce il comune di New York City. Il sindaco ha infatti fatto partire proprio qualche giorno fa l’ennesima campagna shock contro cibi grassi e bevande gassate: alcuni dei cartelloni recitano “le porzioni nei fast food aumentano, e così pure il diabete di tipo 2 – che può portare all’amputazione degli arti”, il riferimento – macabro, c’è da dirlo – è al famoso piede diabetico, una delle complicazioni più gravi della patologia, che nelle forme peggiori può portare ad ulcere che non guariscono e dunque all’amputazione.
Ma questa non è sicuramente la prima delle iniziative di Michael Bloomberg in questo senso. Il sindaco statunitense ha infatti ingaggiato già dallo scorso anno una dura battaglia contro le bevande zuccherate, con tanto di campagna mediatica imponente: al grido di “don’t drink yourself fat” (“non bere fino a diventare ciccione”), l’amministrazione invitava i newyorkesi a bere acqua o latte a basso contenuto di grassi, piuttosto che le bevande gassate.
Campagne che hanno visto molti detrattori, soprattutto tra gli industriali che sostengono i fast food, ma anche tra chi pensa che si voglia andare verso un “proibizionismo dello zucchero” e per chi non condivide la scelta di campagne pubblicitarie che possono risultare anche molto aggressive su temi che invece sono delicati, come quello della salute pubblica. Nonostante questo, probabilmente progetti di questo tipo vanno nella stessa direzione delle richieste fatte dai ricercatori della UCSF.
Fonte: quotidianosanita
martedì 27 settembre 2011
Su malattie croniche nel 2012 linee guida Onu. India e Cina su biosimilari
( The New York Times online - 18/09/2011 , The Wall Street Journal online - 19/09/2011 , The Wall Street Journal Europe Pag.12 - 19/09/2011 , Corriere della Sera Pag.61 - 23/09/2011 )
Dopo decenni di lotta all'Hiv-Aids, attese entro il 2012 le linee guida delle Nazioni Unite (Onu) per arginare il proliferare delle malattie croniche (non trasmissibili o noncommunicable desease). Secondo il report di World of economic forum e Harvard school of public health, la mancata attuazione di politiche contro fumo e l'eccessiva assunzione di sale, grassi e zuccheri, potrebbe costare all'economia globale, nei prossimi 20 anni, 30.000 mld di dollari, 46,7 se si considerano anche le malattie mentali. Le patologie croniche del sistema cardiaco e respiratorio, cancro e diabete, causano circa 36 milioni di morti l'anno, circa il 63% dei decessi a livello mondiale, di cui oltre l'80% nei Paesi in via di sviluppo e in quelli a rapida cresicta come Cina e India. Proprio quest'ultimi, che producono l'80% dei generici, si preparano a conquistare il mercato dei biosimilari per la cura di cancro e diabete nei Paesi poveri.
Fonte: AboutPharma
Dopo decenni di lotta all'Hiv-Aids, attese entro il 2012 le linee guida delle Nazioni Unite (Onu) per arginare il proliferare delle malattie croniche (non trasmissibili o noncommunicable desease). Secondo il report di World of economic forum e Harvard school of public health, la mancata attuazione di politiche contro fumo e l'eccessiva assunzione di sale, grassi e zuccheri, potrebbe costare all'economia globale, nei prossimi 20 anni, 30.000 mld di dollari, 46,7 se si considerano anche le malattie mentali. Le patologie croniche del sistema cardiaco e respiratorio, cancro e diabete, causano circa 36 milioni di morti l'anno, circa il 63% dei decessi a livello mondiale, di cui oltre l'80% nei Paesi in via di sviluppo e in quelli a rapida cresicta come Cina e India. Proprio quest'ultimi, che producono l'80% dei generici, si preparano a conquistare il mercato dei biosimilari per la cura di cancro e diabete nei Paesi poveri.
Fonte: AboutPharma
giovedì 22 settembre 2011
Antiaritmico Multaq in revisione Ema e Fda
( The Wall Street Journal online - 22/09/2011 )
Le agenzie del farmaco, europea (Ema) e statunitense (Fda), stanno riesaminando i dati di sicurezza per rischi cardiovascolari associati a Multaq (dronedarone) antiaritmico di Sanofi. Il farmaco, sviluppato per trattare la fibrillazione atriale non permanente, in uno studio ha raddoppiato il rischio di morte nei pazienti con grave insufficienza cardiaca, rispetto al placebo. Sanofi ricorda che 440.000 pazienti nel mondo sono stati trattati con Multaq riducendo i ricoveri ospedalieri. Gli analisti ipotizzavano per Multaq vendite da 1 mld di dollari/anno; nel 1° semestre 2011 ne ha totalizzato 179 mln.
Fonte. AboutPharma
Le agenzie del farmaco, europea (Ema) e statunitense (Fda), stanno riesaminando i dati di sicurezza per rischi cardiovascolari associati a Multaq (dronedarone) antiaritmico di Sanofi. Il farmaco, sviluppato per trattare la fibrillazione atriale non permanente, in uno studio ha raddoppiato il rischio di morte nei pazienti con grave insufficienza cardiaca, rispetto al placebo. Sanofi ricorda che 440.000 pazienti nel mondo sono stati trattati con Multaq riducendo i ricoveri ospedalieri. Gli analisti ipotizzavano per Multaq vendite da 1 mld di dollari/anno; nel 1° semestre 2011 ne ha totalizzato 179 mln.
Fonte. AboutPharma
Fda approva Prolia di Amgen nell'osteoporosi da cancro
( The Wall Street Journal online - 20/09/2011 )
Food and Drug Administration ha approvato due nuove indicazioni per Prolia (denosumab) di Amgen che diventa il primo trattamento per osteoporosi da cancro. L'estensione permette l'uso di Prolia nelle donne in trattamento per tumore al seno e negli uomini in trattamento per cancro della prostata non metastatico. Prolia a giugno 2010 è stato lanciato per le donne in post-menopausa con osteoporosi. La biotech Amgen ha riportato per il 2° trimestre 2011 ricavi in calo del 2,7% a causa delle maggiori spese, aumentate del 4,1%. Le vendite di Prolia sono state pari a 44 mln di dollari, migliori del previsto.
Fonte: AboutPharma
Food and Drug Administration ha approvato due nuove indicazioni per Prolia (denosumab) di Amgen che diventa il primo trattamento per osteoporosi da cancro. L'estensione permette l'uso di Prolia nelle donne in trattamento per tumore al seno e negli uomini in trattamento per cancro della prostata non metastatico. Prolia a giugno 2010 è stato lanciato per le donne in post-menopausa con osteoporosi. La biotech Amgen ha riportato per il 2° trimestre 2011 ricavi in calo del 2,7% a causa delle maggiori spese, aumentate del 4,1%. Le vendite di Prolia sono state pari a 44 mln di dollari, migliori del previsto.
Fonte: AboutPharma
lunedì 19 settembre 2011
Le malattie croniche costano troppo: nel 2012 linee guida Onu
( The New York Times online - 18/09/2011 , The Wall Street Journal online - 19/09/2011 , The Wall Street Journal Europe Pag.12 - 19/09/2011 )
Dopo decenni di lotta all'Hiv-Aids, attese entro il 2012 le linee guida delle Nazioni Unite (Onu) per arginare il proliferare delle malattie croniche (non trasmissibili o noncommunicable desease). Secondo il report di World of economic forum e Harvard school of public health, la mancata attuazione di politiche contro fumo e l'eccessiva assunzione di sale, grassi e zuccheri, potrebbe costare all'economia globale, nei prossimi 20 anni, 30 trilioni di dollari, 46,7 se si considerano anche le malattie mentali. Le patologie croniche del sistema cardiaco e respiratorio, cancro e diabete, causano circa 36 milioni di morti l'anno, circa il 63% dei decessi a livello mondiale, di cui oltre l'80% nei Paesi in via di sviluppo e in quelli a rapida cresicta come Cina e India. Proprio quest'ultimi, che producono l'80% dei generici, si preparano a conquistare il mercato dei biosimilari per la cura di cancro e diabete nei Paesi poveri.
Fonte: AboutPharma
Dopo decenni di lotta all'Hiv-Aids, attese entro il 2012 le linee guida delle Nazioni Unite (Onu) per arginare il proliferare delle malattie croniche (non trasmissibili o noncommunicable desease). Secondo il report di World of economic forum e Harvard school of public health, la mancata attuazione di politiche contro fumo e l'eccessiva assunzione di sale, grassi e zuccheri, potrebbe costare all'economia globale, nei prossimi 20 anni, 30 trilioni di dollari, 46,7 se si considerano anche le malattie mentali. Le patologie croniche del sistema cardiaco e respiratorio, cancro e diabete, causano circa 36 milioni di morti l'anno, circa il 63% dei decessi a livello mondiale, di cui oltre l'80% nei Paesi in via di sviluppo e in quelli a rapida cresicta come Cina e India. Proprio quest'ultimi, che producono l'80% dei generici, si preparano a conquistare il mercato dei biosimilari per la cura di cancro e diabete nei Paesi poveri.
Fonte: AboutPharma
Grecia: Roche sospende fornitura di farmaci agli ospedali
( The Wall Street Journal online - 17/09/2011 , la Repubblica Pag.17 - 18/09/2011 , Les Echos online - 18/09/2011 , Corriere della Sera Pag.15 - 18/09/2011 , The Wall Street Journal Europe Pag.20 - 19/09/2011 )
Roche ha sospeso la fornitura di medicinali a diversi ospedali greci: alcuni non pagano da 4 anni. L'azienda elvetica potrebbe prendere misure simili anche in Spagna, Portogallo e Italia, dove attende il pagamento da parte di alcuni ospedali pubblici. In Grecia Roche proseguirà a rifornire le farmacie.
Fonte: AboutPharma
Roche ha sospeso la fornitura di medicinali a diversi ospedali greci: alcuni non pagano da 4 anni. L'azienda elvetica potrebbe prendere misure simili anche in Spagna, Portogallo e Italia, dove attende il pagamento da parte di alcuni ospedali pubblici. In Grecia Roche proseguirà a rifornire le farmacie.
Fonte: AboutPharma
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