"Fatta eccezione per la Liguria, che presentava lo squilibrio più contenuto, è difficile pensare che il percorso di attuazione dei Piani" di rientro dal deficit sanitario delle Regioni in rosso "possa concludersi con lo scadere del triennio". A evidenziarlo è stato il presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro, che è stato ascoltato a Roma in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali. "Gli aggiustamenti sono più lenti del previsto - ha detto Lazzaro - e se si guarda alle Regioni con Piani di rientro non si può non osservare come, rispetto agli obiettivi programmatici, la correzione operata sia per il momento limitata. Nella maggioranza delle Regioni, la riduzione dei costi dell'assistenza diretta si è rivelata particolarmente limitata. Gli oneri per il personale non mostrano variazioni di rilievo; cresce la spesa farmaceutica ospedaliera, assorbendo i limitati risparmi provenienti dalla gestione". Nell'assistenza convenzionaFonteta, "ai buoni risultati in termini di farmaceutica, si contrappongono difficoltà di contenimento degli oneri per la specialistica e un troppo lento contenimento (rispetto al programmato) dell'assistenza ospedaliera accreditata. Emergono inoltre nuove criticità: è il caso ben noto della Calabria. Ma anche quello della Puglia, che manifesta crescenti difficoltà a mantenere la spesa entro gli obiettivi prefissati. Non può non preoccupare, infine, che per la copertura dei disavanzi sanitari delle Regioni con Piano di rientro si sia previsto di utilizzare le risorse del Fas, destinate agli interventi nelle aree sottoutilizzate", ha concluso il presidente della Corte dei Conti.
Fonte: F.O.F.I.
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