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lunedì 30 gennaio 2012
Balduzzi convoca Federfarma, sciopero rinviato.
Slitta a data da destinarsi lo sciopero nazionale delle farmacie che Federfarma aveva indetto per domani. La decisione è stata ufficializzata ieri sera dopo una riunione del consiglio di presidenza del sindacato e vuole rappresentare un messaggio di disponibilità a fronte degli inviti al dialogo arrivati negli ultimissimi giorni dalle istituzioni. Due in particolare: la convocazione del ministro Balduzzi per un incontro al dicastero, domani alle 19, e quindi l'audizione davanti alla Commissione industria del Senato (che sta esaminando il decreto sulle liberalizzazioni), fissata per venerdì.
Per capire quante siano oggi le chance di arrivare a una proposta di riordino che mitighi i passaggi più indigesti del decreto sarà decisivo soprattutto l'incontro con Balduzzi. Non a caso, Federfarma ha già fissato per il giorno successivo una conferenza stampa che servirà ad aggiornare il calendario della protesta in base agli sviluppi. La linea del sindacato, in ogni caso, rimane quella sancita dal manifesto di ottobre, anche se è evidente che ora sul piatto non ci sono più i principi (dalla pianta organica alla liberalizzazione della fascia C) ma i numeri: a quale altezza fissare l'asticella del quorum e soprattutto a quale cifra fermare la conta delle farmacie di nuova istituzione di cui ha bisogno il paese. Si gioca qui il confronto, con gli altri provvedimenti del decreto nel ruolo di pedoni da giocare in base allo sviluppo della partita. Vale certamente per le aperture in stazioni e centri commerciali: in Federfarma, infatti, c'è anche chi non direbbe no a un quorum a 3.500 (più il 50% per la seconda sede) purché si elimini il comma 3 sulle aperture nelle strutture a grande affluenza.
Fonte: Farmacista33
Bene il quorum a 3.500 (più il 50 % per la seconda sede) che va rispettato anche per le aperture nelle strutture a grande affluenza, bene la fascia C solo in Farmacia, bene la liberalizzazione degli orari oltre i turni e gli orari stabiliti dalle autorità competenti. No agli sconti su tutti i farmaci ed in caso contario abolire lo sconto di legge permettendo all' industria di applicare condizioni migliorative di vendita a suo piacimento (purtroppo sarà il mercato del pesce). Si all' ampliamento del periodo concesso agli eredi per vendere la Farmacia in mancanza di un avente diritto in possesso dei requisiti di legge questo per evitare che la Farmacia finisca nelle mani dei soliti sfruttatori ed approfittatori. Ben vengano anche norme che favoriscono la diffusione del farmaco generico affiancate però da seri impegni nel finanziare la ricerca, bene a far rientrare in Farmacia tutto quello che le è stato tolto farmaci innovativi ecc.. Bene il contributo ai farmacisti che operano in sedi minori e disagiate ma abolizione dello 0,90 a carico delle Farmacie a favore dell' ENPAF passando come tutti ad un regime contributivo parametrato al reddito. Infine visto che ci si mette le mani, per evitare truffe e ruberie varie, si dovrebbe incentivare ed accelerare il passaggio alla prescrizione elettronica.
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