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mercoledì 4 aprile 2012

Liberalizzazioni: parafarmacie alla Corte UE

Con la "notificazione della domanda di rinvio alla Corte di giustizia europea, la procedura pregiudiziale sui farmaci di fascia C è ufficialmente partita: la massima autorità giudiziaria dell'Unione europea dovrà dunque pronunciarsi, nei dovuti termini processuali, sulla norma italiana che vieta la vendita dei medicinali con prescrizione medica ma non a carico del Ssn nelle parafarmacie". Lo rende noto il Coordinamento nazionale Parafarmacie. A decorrere dal 3 aprile, precisa il Coordinamento, "le parti in causa possono presentare entro il termine perentorio di 60 giorni una memoria contenente le proprie osservazioni scritte a sostegno delle questioni sollevate". "La Corte di giustizia interpreta il diritto dell'Ue perché esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'Unione - spiega il presidente del Coordinamento, Giuseppe Sciosca - noi riteniamo che l'impossibilità, a tutt'oggi, di vendere i medicinali di fascia C sia una discriminazione grave a nostro danno. Così a novembre alcuni colleghi titolari di parafarmacia hanno depositato il ricorso al Tar della Lombardia, che ha ritenuto fondate tali disparità di trattamento e si è rivolto alla Corte europea per un parere. I prossimi mesi saranno decisivi". L'auspicio, conclude Scioscia, "é che la normativa italiana in materia venga adeguatamente rivista prima che la Corte intervenga a censurare l'evidente quanto ingiusta discriminazione a nostro danno". (ANSA).
Fonte: Federfarma


La risposta già si conosce, "aria fritta" e la sospensione del giudizio non vuol dire che sia legittima la vendita della fascia C fuori delle Farmacie come molti superficialmente credono.... L'Italia come l' Europa tutela la salute dei cittadini e la libertà d' impresa, solo che ogni stato è sovrano nel suo territorio e le norme in Italia non contrastano con questi vincoli, in quanto il legislatore italiano ha ritenuto giustamente tutelare maggiormente il diritto alla salute, evitando che aprendo eccessivamente al mercato e paragonando il farmaco ad un bene di consumo si vanifichi l' intenzione e la necessità di una equilibrata e capillare distribuzione del farmaco, cosa che le norme attualmente adottate nel nostro paese perseguono e permettono egregiamente . Questa secondo me sarà la risposta della Corte di Giustizia Europea, che non può entrare nel merito delle scelte nazionali singolarmente adottate da ciascuno stato per perseguire le varie finalità, rinviando quindi tutto al legislatore Italiano.

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