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domenica 18 marzo 2012

Pubblichiamo la lettera del dottor Alberto Ambreck

E’ vero, sono un farmacista idiota, che nel lontano maggio 2008 non recepì il messaggio negativo rappresentato dalla elezione dell’attuale Consiglio di Presidenza Federfarma presieduto daRacca; le ulteriori riconferme del settembre 2010 e del luglio 2011 riproposero violentemente il dilemma: vendere o meno la farmacia. L’aver seguito il cuore, l’orgoglio della professione e non il cervello, mi costerà la “pensione” attualmente rappresentata dal valore della farmacia. Sono un idiota, perchè anche nel 2010 ho investito fondi significativi nella mia azienda, in funzione dei decreti attuativi sui nuovi servizi in farmacia, credendo in una farmacia sempre più inserita nel sociale, responsabile di un servizio farmaceutico sempre più moderno.
Sono sempre un idiota per non essere riuscito a convincere i colleghi, amici e non, che solo la “distanza” avrebbe tutelato l’azienda farmacia; sono un idiota per non aver bombardato” Federfarma di Siri e compagnucci quando accettavano, senza ombra alcuna di protesta, la legge 405 con la conseguente perdita di esclusiva nella gestione del farmaco e relativa perdita dell’innovazione farmacologica che non passa più dalle farmacie aperte sul territorio; sono un idiota per non aver “bombardato” Federfarma attuale quando ha accettato che il servizio sanitario nazionale ci imponesse delle condizioni economiche che consentono un utile a valle delle tasse pari al 5 per mille, o se preferite dello 0,5% .
Perché non si è spiegato alle forze politiche e ai nostri amministratori pubblici che l’esclusiva di cessione del farmaco e il prezzo fisso giustificavano anche se parzialmente l’irrisoria remunerazione del SSN? La lettura dei bilanci delle farmacie comunali avrebbe confermato le nostre affermazioni. Chi ha accettato senza nulla eccepire i vari decreti Storace/Bersani, i corner e le parafarmacie? Chi ha voluto il farmacista nei corner e nelle parafarmacie azzerando il trinomio sul quale vive il servizio farmaceutico, cioè farmaco-farmacista-farmacia? Il 97% degli italiani ritiene l’attuale il miglior servizio sanitario, l’84% degli italiani ritiene il trinomio indispensabile per la propria salute. Appunto!
E in ultimo, chi ha accettato l’uscita dalla farmacia della ricetta medica con la possibilità per le parafarmacie di distribuire farmaci veterinari con obbligo di ricetta, e la possibilità di preparare e vendere fuori dalla farmacia le preparazioni galeniche? E’ noto il prossimo obiettivo: la fascia C.
Visti i risultati disastrosi dell’attuale politica Federfarma, sarà difficile per molti di noi continuare a versare contributi di migliaia di euro annuali per sostenere un bilancio di oltre 6 milioni di euro. Non possiamo più accettare argomentazioni tipo il “contesto politico era durissimo” ed affermazioni come “diteci dove abbiamo sbagliato”. E ve lo chiedete ?
Quando vedo trasmissioni come Ballarò, Le iene e Striscia la notizia non posso fare a meno di ricordare un vecchio proverbio abruzzese “chi si fa agnello lupo lo mangia”. Non posso quindi che arrivare a una conclusione: sicuramente sono stato un idiota, e con me molti altri (e il fatto non mi gratifica) ma Federfarma cosa è stata?
La prima definizione che mi arriva spontanea è “la corazzata Potemkin della farmacia Italiana”. Vero Fantozzi?
P.S.: dignità e decenza dovrebbero portare al rispetto dell’istituto delle dimissioni, ma questo non sarà ed allora sorge spontanea una domanda: il nuovo sistema di remunerazione della professione e il rinnovo della convenzione, ultimi strumenti per la sopravvivenza del servizio farmaceutico, li facciamo gestire da chi ha distrutto il sistema farmacia?

Fonte: quellichelafarmacia

Non posso che trovarmi totalmente d'accordo con il collega Ambreck, le stesse cose le ho gridate in passato anch'io ma come ho detto più volte la mamma degli stupidi è sempre incinta.

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