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domenica 25 marzo 2012

Pianta organica e comma 17, da Federfarma diffida alle Regioni

Non si esaurisce nello sciopero del 29 marzo la controffensiva lanciata da Federfarma per replicare al parere del ministero della Salute su pianta organica e comma 17. La priorità è preservare le farmacie del territorio dalla solerzia di quelle Regioni che, pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto convertito, volessero passare all'immediata applicazione. A questo scopo, venerdì il sindacato ha trasmesso a tutte le amministrazioni regionali una diffida motivata, nella quale si intima di non dare «seguito alcuno alle interpretazioni ministeriali» perché ogni iniziativa in contrasto con l'effettiva ratio delle norme sarà combattuta «con tutti gli strumenti di legge a disposizione». La tesi di Federfarma, in sostanza, è che il parere della Salute risulta «manifestamente errato, irragionevole e illegittimo». Per quanto concerne la pianta organica, in particolare, i consulenti legali di Federfarma ricordano che il decreto non altera le disposizioni previste in materia dalla 475/68 e dalla 362/91: ne consegue che non solo non viene meno la nozione di «sede» ma rimane anche la necessità di perimetrare gli ambiti delle nuove farmacie, al contrario di quanto riterrebbe il Ministero. Sul comma 17 (direzione della farmacia ai 65 anni di età) la diffida richiama le interpretazioni offerte a loro tempo dai servizi studi di Senato e Camera, che limitavano l'applicabilità della norma alle sostituzioni e alle società di gestione e comunque la ricollocavano nella cornice degli accordi convenzionali. «Il parere del Ministero» è il commento di Alfonso Misasi, segretario nazionale di Federfarma «sembra pervaso da un accanimento nei confronti delle farmacie che va ben al di là dello spirito del decreto. Questa diffida e lo sciopero del 29 marzo servono a dare la massima diffusione al nostro sconcerto e ad avvertire l'opinione pubblica dei rischi che si profilano per il servizio».
Tra gli addetti ai lavori, intanto, il dibattito infuria. «Le indicazioni del Ministero saranno anche opinabili» è la riflessione di Antonio Castorina, presidente del Sinafo (Sindacato nazionale farmacisti ospedalieri) e fino al 2011 direttore del servizio farmaceutico della Regione Sicilia «ma a me l'interpretazione pare corretta. Giusto quindi dire che la pianta organica sparisce, perché con le "zone" i comuni si limiteranno a indicare l'area dove dovrà essere ubicata la farmacia. Che cosa significherà in concreto? Credo che per i funzionari municipali diventerà comodo prendere a riferimento le zone censuarie, di certo non appena le amministrazioni si renderanno conto di quanto tempo si risparmia a individuare solo la zona evitando le grane delle perimetrazioni tutte si adegueranno rapidamente. E in fondo la ratio del provvedimento è proprio questa: accelerare l'apertura delle nuove farmacie eliminando procedure che finora erano causa di interminabili grattacapi».
Fonte: farmacista33

Federfarma....veramente una barzelletta troppo divertente.

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