Secondo Fofi, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, nell’articolo 11 del Decreto liberalizzazioni approvato ieri alla Camera dei Deputati, c’è un’errore formale molto importante, o meglio: una contraddizione, che lo renderebbe assolutamente impresentabile. Il Presidente di Fofi, Andrea Mandelli, interrogato in merito, spiega il concetto: ”Da una parte, per esempio, si dice che viene abolita la pianta organica, dall’altra pero’ si sottolinea che, per assicurare l’uniformita’ del servizio farmaceutico, il comune deve individuare ambiti geografici per l’apertura delle nuove farmacie. In pratica, si torna a una regolazione sia pure, nelle intenzioni del Ministero, semplificata’. Si e’, quindi, ”di fronte all’ennesimo intervento scoordinato su un servizio e un’organizzazione che avrebbero invece avuto bisogno di una riforma meditata e soprattutto capace di una visione complessiva delle necessita’ della popolazione e delle risorse disponibili per soddisfarle. Si e’ preferito ignorare il cittadino, operare una confusa apertura al mercato e poi cercare di rimediare alle evidenti incongruenze”. Le incongruenze e le contraddizioni, secondo Fofi, non si fermerebbero qui, ma sarebbero ancora più palesi per quanto riguarda il limite di 65 anni di età nella direzione della farmacia. Ancora il Presidente ci aiuta a capire il punto di vista della Federazione: “E’ evidente che e’ dovere di tutti noi assicurare ai giovani una progressione di carriera all’altezza della loro preparazione ed esperienza, ma non e’ pensabile che un rapporto fiduciario cosi’ importante come quello tra titolare e direttore della farmacia possa instaurarsi nello spazio di un mattino. Senza contare che per le farmacie piu’ piccole ed economicamente piu’ deboli non e’ detto che sia sopportabile il carico della figura del direttore oppure che, nel caso delle rurali, sia anche possibile, sempre in tempi brevi, trovare un farmacista disposto ad assumere l’incarico. E in questi casi che si fa? Si chiude la farmacia e si lasciano i cittadini senza medicinali?”. Il decreto approvato ieri, con 365 voti a favore, non smette di far discutere, ed il clima sembra non rasserenarsi.
Fonte: quellichelafarmacia.it
E la barzelletta continua....il solito teatrino penoso, si rincorrono decisioni altrui!
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