Milano - Con la fine di gennaio e l'inizio di febbraio entra nel momento di massima criticita' la stagione influenzale ed un'attenzione particolare deve essere posta nei pazienti che vengono ricoverati per forme severe di influenza. Oltre l'accertamento della presenza del virus A/H1N1, e' bene controllare le sovra infezioni batteriche con un esame batteriologico. E' questo il suggerimento che AMCLI, Associazione Microbiologi Clinici Italiani, avanza alla comunita' medico scientifica italiana e ai medici che nelle prossime 4 settimane si troveranno a gestire il picco dell'influenza invernale. Mentre i virus influenzali che stanno circolando in Nord America sono i ceppi virali A/H3N2, in Europa, Italia compresa, il 70% delle infezioni in corso e' dovuto al ceppo A/H1N1 pandemico, quello che l'anno scorso ha infettato oltre 60 milioni di persone. Il virus A/H1N1 ha una maggior capacita' di replicare nelle basse vie respiratorie rispetto ai virus A/H3N2 e questo in parte spiega il numero consistente di infezioni che portano ad insufficienza respiratoria. Secondo AMCLI, l'insorgenza di mutanti a maggior capacita' infettante, cosa che avviene tanto piu' frequentemente tanto piu' il virus si replica, costituisce una incognita del prossimo futuro e, vista la scarsa accettazione della vaccinazione da parte della popolazione italiana, questo aspetto sara' facilitato poiche' saranno tante le persone "indifese" che ospiteranno il virus e lo lasceranno crescere.
Un ulteriore elemento di attenzione - secondo AMCLI - risiede nell'indicazione secondo cui l'influenza da virus A/H1N1 2009 porta con se una particolarmente alta frequenza di sovra infezioni batteriche (in particolar modo Streptococchi di gruppo A, Pneumococchi e Meningococchi). La determinazione di una specifica specie batterica sovra infettante e del giusto antibiotico per risolverla, piuttosto che una copertura antibiotica generica, sono fondamentali per una rapida guarigione del paziente.
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