È questo l'auspicio di Stefano Zamagni, Ordinario di Economia politica all'Università di Bologna, espresso nel corso del 1° Convegno Nazionale sul farmacista del territorio conclusosi ieri a Bologna. Il futuro professionale del Farmacista risiede nella capacità di diventare protagonista nella gestione del 2° welfare.
Non usa giri di parole Stefano Zamagni, Ordinario di Economia Politica, all'Università di Bologna: la farmacia deve diventare impresa civile. Solo così, infatti, potrà garantirsi un ruolo strategico nel futuro delle politiche sanitarie nazionali. Il contesto è la tavola rotonda "Il futuro della Farmacia in Italia: moderno presidio sanitario o drugstore?" tenutasi nel corso del 1° Convegno nazionale dei Farmacisti Italiani appena conclusosi a Bologna.
"L'impresa civile - ha dichiarato Zamagni - si distingue da quella di tipo capitalistico e da quella sociale perché, pur mantenendo l'attenzione al profitto come quelle del primo tipo, è portatrice di conoscenze, competenze e servizi di pubblica utilità. Questa dimensione in un'ottica di sviluppo del 2° welfare permette alla farmacia pianificare un futuro di valore". La scommessa è proprio quella di andare oltre il modello di farmacia dei servizi, nato 15 anni fa proprio in Emilia Romagna. Zamagni ha evidenziato come la nascita e lo sviluppo del 2° Welfare, il servizio di assistenza che va oltre i Lea e risponde alla crescente richiesta di benessere da parte della collettività, possa rappresentare una grande opportunità di crescita sia dell"impresa che del ruolo sociale della professione. Unanime la posizione dei protagonisti al dibattito che ha fatto seguito agli interventi introduttivi (Andrea Mandelli, Fofi, Annarosa Racca, Federfarma, Venanzio Gizzi, Assofarm, Sergio Daniotti, Anifa, Paolo Tagliavini Federfarma Servizi e Giuseppe Ronsisvalle Presidente Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Farmacia) sulla necessità di proseguire sulla strada intrapresa e far evolvere il modello della farmacia dei servizi che oggi non basta più.
Fonte: Federfarma
Come ho sempre sostenuto, la Farmacia deve restare Farmacia "PROFESSIONE-IMPRESA-FARMACO-SALUTE", più sostenibile, più responsabile, con uno spiccato senso del dovere, di reciprocità, più vicina alle necesità della gente, conquistarne la fiducia, insomma valorizzare la sua "mission" sul territorio al quale deve corrispondere con un atteggiamento "umano".
Fuori dal sistema gli approfittatori, e gli speculatori.
I signori sopra decritti che sono da anni fra i responsabili dell'attuale deriva del sistema Farmacia in Italia, spero abbiano capito e la smettano con le idiozie....nuova remunerazione, farmacia dei servizi....ma ci vuole una laurea per erogare servizi!
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