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martedì 29 giugno 2010

FARMACISTA IN CORSIA, VIA A SPERIMENTAZIONE

(AGI) - Roma, 29 giu. - Il farmacista arriva in corsia e affianca il medico per una gestione piu' 'attenta' del farmaco.Dal 1 luglio, partira' la sperimentazione sul campo. Dieci farmacisti sono pronti a entrare in corsia in alcuni nosocomi come l'Ospedale San Vincenzo di Taormina (Me),Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, all'Istituto Oncologico Veneto di Padova, alle Molinette di Torino e agli Ospedali Riuniti di Ancona. La sperimentazione, prima nel suo genere in Italia, si concludera' a marzo 2011 con una giornata di presentazione del documento di indirizzo che illustrera' il modello di riferimento per avviare l'introduzione del Farmacista di Dipartimento nelle Strutture sanitarie italiane. Risparmiare il 40% della spesa per medicinali e ausili terapeutici (dai cerotti ai pacemaker) negli ospedali italiani e' un obiettivo ambizioso che si puo' raggiungere con l'impiego dei farmacisti di dipartimento in corsia a stretto contatto con il medico. I farmacisti cosi', permettono una gestione piu' oculata del farmaco nei nosocomi italiani, abbattendo inoltre del 30% le possibilita' di errori come gli scambi delle medicine tra un paziente e l'altro. Dati sorprendenti ma reali, che si basano su risultati gia' registrati in alcuni ospedali italiani.
Percio' il Ministero della Salute, dipartimento della Qualita', in collaborazione con la Societa' Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la European Association of Hospital Pharmacists (EAHP), ha avviato il progetto 'Farmacista di Dipartimento'. La prima fase, dedicata alla formazione, si e' svolta a Roma, presso il Ministero e si e' appena conclusa. "Apprezziamo molto - afferma Pietro Finocchiaro Segretario nazionale SIFO e Direttore del Servizio Farmacia dell'ARNAS ospedale Civico Benfratelli di Palermo - la lungimiranza del Ministero della Salute nel portare avanti questo programma, investendo risorse in un progetto cosi' innovativo, a dimostrazione di quanto si creda nel valore aggiunto che la figura del farmacista di dipartimento apporti nelle Aziende Sanitarie in termini sia di sicurezza per i pazienti sia di razionalizzazione della spesa farmaceutica." Secondo il dott Filippo Palumbo, Capo Dipartimento della Qualita' del Ministero della Salute, "La fase di formazione del Programma 'Il Farmacista di Dipartimento quale strumento per la prevenzione degli errori in terapia e l'implementazione delle politiche di Governo clinico in ambito oncologico', promosso dal Ministero della salute in collaborazione con SIFO e FOFI - ha avuto la finalita' di dotare i farmacisti delle competenze necessarie per poter svolgere l'attivita' di farmacista di dipartimento ai fini della sicurezza dei pazienti in ambito oncologico/oncoematologico e contribuire all'elaborazione di un modello di farmacista di dipartimento che possa essere adottato in realta' diverse e in ambiti diversi da quello oncologico, anche assicurando il contributo nella prevenzione degli errori in terapia farmacologica e quindi nel miglioramento della qualita' delle cure. Il corso ha fornito anche gli strumenti necessari a migliorare gli aspetti professionali correlati alla comunicazione per assicurare una rapida ed efficace integrazione con le diverse figure del dipartimento. Le lezioni sono state tenute da relatori nazionali ed internazionali, esperti del tema della sicurezza dei pazienti, fra cui tutto l'Ufficio III Direzione generale della programmazione sanitaria, referenti SIFO e FOFI". Per Laura Fabrizio, Presidente SIFO - "In molte realta' internazionali, quali gli Stati Uniti, la figura del farmacista in corsia e' gia' da anni una realta' consolidata ma il modello assistenziale ed organizzativo della sanita' pubblica del nostro paese e' molto differente. E' necessario, quindi -ha aggiunto- individuare un modello condiviso, applicabile nella realta' italiana, facendo tesoro anche di alcune esperienze significative che gia' si sono sviluppate in Italia. Il Programma Ministeriale prevede di testare il modello in ambito oncologico. In seguito, il nostro compito sara' quello di implementare questa figura in altre strutture italiane e in altri processi, ad esempio in Medicina, Nefrologia, Pediatria, Terapia intensiva, etc. Duplice lo scopo: ridurre gli errori di terapia e migliorare la qualita' delle prestazioni in un'ottica di governo clinico". Secondo Marco Venturini,segretario nazionale dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM),"In oncologia ma anche nelle altre branche mediche l'appropriatezza nella scelta del medicinale per ogni paziente sta assumendo un ruolo sempre maggiore: trattamenti mirati, dosaggi targetizzati, monitoraggio dell'efficacia e del rapporto benefici-costi sono tutte tematiche sempre di piu' all'ordine del giorno e che per alcuni medicinali molto costosi come quelli oncologici assumono un'importanza fondamentale. Tutto cio' in un quadro come l'attuale caratterizzato da un'obbligatoria ricerca delle lacune organizzative della sanita', dove il primo passo e' investire sul personale per una sanita' piu' efficiente e vicina ai bisogni dei malati. Per questi motivi la figura del farmacista di dipartimento, inserito nei reparti di oncologia ed onco-ematologia, cosi' come sta emergendo da recenti esperimenti sul campo, puo' produrre risultati concreti in termini di risparmi e di riduzione degli errori, essendo inoltre un utilissimo ausilio all'oncologo clinico per un lavoro sempre piu' caratterizzato dall'interdisciplinarieta'.
In questo quadro ben venga la collaborazione con i farmacisti ospedalieri e con la SIFO che da anni ormai conduce una intensa e precisa sperimentazione sul campo che ha prodotto risultati tangibili a disposizione delle Istituzioni".

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