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martedì 8 dicembre 2009

CONTENTI E IN AMBIENTE EQUO PREVIENE LE MALATTIE

(AGI) Roma, 8 dic. - Un luogo di lavoro 'giusto' allunga la vita. Potrebbe essere questo lo slogan del convegno organizzato giovedi' prossimo a Roma da un gruppo di medici dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore: un nuovo studio nordeuropeo dimostra, cifre alla mano, che se si e' impiegati in un'azienda con bassa giustizia lavorativa e' piu' probabile avere un infarto e soffrire di malattie cardiovascolari, di ulcera, di colite. In poche parole: se ci sentiamo vittime di un capo male-organizzato, arrogante e che ce l'ha sempre con noi andiamo incontro a disturbi fisici anche gravi, mentre se abbiamo la percezione di lavorare in un posto in cui siamo rispettati, sappiamo quali sono gli obiettivi dei vertici aziendali e siamo circondati da colleghi corretti e sereni, ne guadagneremo anche in salute. "Occorre insistere sul concetto di 'lavoro umano'", ha spiegato Nicola Magnavita, esperto di medicina del lavoro e tra gli organizzatori del convegno, "e abbandonare lo stereotipo tipicamente italiano di un modello di lavoro che ci fa sentire, sempre e comunque, sottomessi e precari. Lo stress da lavoro ha un peso non indifferente sulla nostra vita, ci rende meno produttivi e ci fa ammalare di piu'. Ma e' tutta una questione di percezione dell'ambiente e del clima lavorativo: lavorare sereni in un posto che percepiamo equo e giusto non solo ci aiuta a stare bene in salute, ma ci sostiene nel superare le disgrazie e gli eventi sfavorevoli che la vita puo' riservarci". Tre i livelli di 'ingiustizia lavorativa' analizzati dagli esperti del nord Europa: procedurale (le procedure non sono chiare e non seguono criteri di merito), interpersonale (si e' trattati senza riguardo e rispetto sia dal punto di vita professionale sia umano) e informativa (si ricevono informazioni parziali o distorte sugli obiettivi lavorativi). Lo studio che sara' presentato a Roma e' stato eseguito su 60.000 lavoratori nordeuropei durante gli ultimi dieci anni.

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