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martedì 4 novembre 2008
EPATITE: IN ITALIA 100MILA PORTATORI NASCOSTI
E' allarme in Italia per il "Big Killer" del fegato, l'epatite B. Ci sono nel nostro paese 100.000 portatori attivi del virus B, di cui il 40% immigrati, e moltissime sono le nuove infezioni attraverso la trasmissione di sangue e liquidi corporei causate da rapporti sessuali, droga iniettata, manovre mediche, ma anche da piercing e tatuaggi, tanto che gli esperti consigliano a chi si sottopone a queste pratiche e non e' vaccinato di fare il test. I dati sono stati diffusi dal professor Pietro Lampertico, gastroenterologo dell'universita' di Milano, nel corso di una conferenza stampa al 59esimo Annual meeting of the american association for the study of liver disease, che si sta svolgendo a San Francisco. "In Italia circa 700.000 persone hanno l'epatite B cronica - ha spiegato Lampertico, - di queste 300.000 sono immigrati provenienti da Africa, Asia ed Estremo Oriente ed occorre tener presente che per queste popolazioni la positivita' all'epatite B e' di uno a 10. Il virus B e' 100 volte piu' infettivo di quello dell'Aids. Questa malattia non da' sintomi se non quando e' grave per cui molti hanno il virus ma non lo sanno. Possiamo quindi immaginare che tra pazienti non identificati e quelli che sono convinti di non trasmettere la malattia ci siano 100.000 portatori di virus attivi e nascosti che contribuiscono alle nuove infezioni, che in Europa sono un milione ogni anno. Nel nostro Paese quasi tutte le nuove infezioni acute sono dovute a immigrati. Se non trattata l'epatite B porta a cirrosi e cancro del fegato rappresentando cosi' la decima causa di morte nel mondo con 400 milioni di persone con un'infezione cronica. In Italia si stima che ogni giorno 57 persone muoiano per conseguenze dell'epatite B". "Si stima che ogni anno in Italia per conseguenze dell'epatite cronica B muoiano fino a 3.000 persone. Fortunatamente - sottolinea Lampertico - una legge del 1991 ha reso obbligatoria la vaccinazione contro l'epatite B per i neonati ed i bambini di 12 anni per cui ad oggi nel nostro Paese tutti i giovani sotto i 27 anni sono protetti. Cosi' non e' per la fascia di popolazione dai 28 anni in su per cui e' importante la diagnosi precoce dei casi nascosti, dei comportamenti a rischio e la conoscenza dei contatti e dei familiari. Un ruolo importante in questo deve essere svolto dal medico di famiglia. Un altro problema e' il trattamento - dice il gastroenterologo - per cui solo 20.000 italiani fanno una terapia, ma molte di piu' potrebbero trarre beneficio da trattamenti efficaci per arrestare l'evoluzione della malattia, quando oggi basta una pillola al giorno, senza effetti collaterali e con risultati eccellenti in termini di efficacia a lungo termine". A proposito di trattamento dell'epatite cronica B, a San Francisco sono stati presentati i risultati dello studio ETV-901 che dimostra l'efficacia dell'entecavir nel ridurre i danni a carico del fegato. "E' efficace - ha sottolineato il professor Yun-Fan Liaw dell'Unita' di ricerca sul fegato della Chang Gung University & Memorial Hospital di Taiwan - non sviluppa resistenza virale ed ora ha dimostrato, dopo sei anni di somministrazione, di essere in grado di ridurre i danni a carico del fegato nel 96% dei pazienti. Questo farmaco e' un potente inibitore del virus B e possiede un alta barriera alla resistenza". "E' una molecola di nuova generazione - ha aggiunto Lampertico - e antivirale orale ad alta barriera genetica. Questi nuovi dati confermano che un trattamento a lungo termine con un antiretrovirale potente e che non causa insorgenza di resistenze e' potenzialmente in grado di arrestare il danno epatico e puo' perfino migliorare la fibrosi epatica". (AGI) - San Francisco, 3 nov. -
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