Roma, 23 gen. (Adnkronos Salute) - Minerali, oligominerali, frizzanti o del rubinetto: tutte le acque potabili sono uguali. E le pubblicità che sottolineano la presenza minima di sodio nel loro prodotto o che assurgono una determinata acqua al ruolo di 'spazzina' del corpo sono solo prese in giro". Ne è convinto Vittorio Andreucci, ordinario di Nefrologia dell'università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione italiana del rene (Fir), intervenuto oggi a Roma a un incontro sulle malattie renali in Italia.
"Il contenuto di sodio nelle varie acque presenti in commercio - ha evidenziato l'esperto - è sempre e comunque basso, tanto basso da non mettere le persone sane a rischio di nessuna malattia. E la regola generale è quella di bere seguendo il senso spontaneo della sete, non esagerando ma fermandosi al litro e mezzo o due ogni giorno. In presenza di patologie renali, però, il discorso cambia: se si soffre di calcoli - è il consiglio - occorre aumentare la quantità di liquidi che si introduce giornalmente, mentre con insufficienza renale è bene diminuirla. Tutto il contrario di quanto veniva consigliato qualche decina di anni fa dai medici".
Se i reni non sono a posto, occhio anche al sale: "spesso si tende a sostituire quello 'classico' con quello venduto in farmacia - sottolinea Andreucci - col risultato che ci si sente 'autorizzati' ad abusarne proprio perchè non l'abbiamo comprato al supermercato, ma in un presidio sanitario. E' un errore. Ma è anche vero che, per introdurre la giusta dose di cloruro di sodio, occorrerebbe anche che le industrie alimentari dimezzassero la presenza di sale nei loro prodotti: dal pane, ai cibi in scatola, ai formaggi. E in Italia non si sta facendo ancora nulla in questo senso. E' buona regola comunque essere parsimoniosi nell'uso del sale in cucina, senza temere conseguenze negative per il 'gusto': in una o due settimane ci si abitua".
Attenzione anche all'alcol, "che inibisce l'ormone antidiuretico e ci stimola a urinare più spesso del solito: se si va a cena e si intende bere un pò di vino, meglio sempre accompagnarlo con abbondante acqua". E occhio, infine, all'abuso di farmaci da banco, come gli analgesici contro il mal di testa o gli antidolorifici: "sono tutti medicinali che vengono eliminati attraverso i reni e che quindi li 'stressano'. Il consiglio è di usare questi prodotti solo quando realmente necessario".
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