Roma, 21 gen. (Adnkronos Salute) - L'influenza 2008 ha fatto capolino in Italia a metà dicembre, in anticipo di un mese rispetto alla scorsa stagione. Solo nell'ultima settimana analizzata, secondo la rete di sorveglianza Influnet coordinata dal ministero della Salute, ha colpito circa 300 mila persone. Ma il peggio deve ancora arrivare.
Per gli esperti, il più tradizionale tra i malanni di stagione non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. Il picco infatti è atteso tra 2 settimane, quando si prevede che l'influenza avrà messo a letto circa 1 milione e mezzo di connazionali. E non è detto che chi si è vaccinato, la scampi. In oltre il 40% degli over 65 - sottolineano gli addetti ai lavori in una conferenza stampa a Milano - la vaccinazione fallisce il suo scopo.
Ma come si comportano gli italiani con l'influenza? La risposta arriva da un'indagine condotta a gennaio di quest'anno, su ben 800 connazionali, dall'istituto di ricerche StrategyOne. "L'atteggiamento degli italiani - spiega Enrico Stecchi, responsabile della ricerca - è contraddittorio e irresponsabile, in particolare con riferimento al come curarsi. L'84% dichiara di rivolgersi al medico per guarire dall'influenza, ma anche, nel 64% dei casi, di farla passare con il riposo e i rimedi della nonna. Il 64% ritiene la vaccinazione il mezzo più efficace per evitarla, ma solo il 32% dice di essersi vaccinato. Inoltre, solo 4 italiani su 10 sanno che esistono farmaci antivirali specifici e, ancora oggi, 1 su 4 ritiene necessario curarsi con farmaci 'forti' come gli antibiotici", prosegue Stecchi.
Eppure "gli antivirali e non gli antibiotici devono essere utilizzati - sottolinea Giampiero Carosi, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) - gli antibiotici sono inutili perché non attivi contro i virus, e dannosi per la possibilità di indurre resistenza antimicrobica, minando così l'efficacia del farmaco in caso di bisogno. Gli antibiotici vanno usati solo su indicazione del medico, qualora ravvisi la possibilità di una complicanza batterica dell'influenza, di solito bronchiti o polmoniti batteriche".
"C'è grave sottovalutazione della malattia che porta a non vaccinarsi, alle complicanze, al non curarsi adeguatamente, trasmettendola agli altri - prosegue Sessa - E' positivo il fatto che oltre 8 italiani su 10 dichiarino di rivolgersi al medico quando influenzati, anche se i dati in nostro possesso dicono che ciò accade meno frequentemente, e comunque non all'insorgenza dei primi sintomi come febbre altra (oltre 38,5 gradi), mal di testa, dolori muscolari e mal di gola, come invece andrebbe fatto". "Se ai primi sintomi, e comunque entro 48 ore dal loro insorgere, chi è stato contagiato si rivolge al medico - aggiunge Sessa - è possibile prescrivere un farmaco antivirale specifico per l'influenza. Raccomandiamo l'uso degli antivirali - continua - a coloro che sono maggiormente a rischio di complicanze e alla non indifferente quota di persone che non risponde alla vaccinazione, efficace in media tra il 77% e il 91% nei bambini, tra il 70% e il 90% negli adulti e solo per il 58% dei casi negli anziani oltre i 65 anni. Inoltre gli antivirali possono essere consigliati dal medico a tutti coloro che per professione o altro debbano o vogliano guarire al più presto dall'influenza. Non tutti, infatti, hanno intenzione o si possono permettere di stare a casa una settimana".
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