NEWS
*
mercoledì 24 ottobre 2007
LO SOSTENGONO I VESCOVI ITALIANI: "ABORTO E EUTANASIA NEGANO FUTURO DELL'ITALIA"
(AGI) - CdV - ''I figli sono una grande ricchezza per ogni Paese: dal loro numero e dall'amore e dalle attenzioni che ricevono dalla famiglia e dalle istituzioni emerge quanto un Paese creda nel futuro. Chi non e' aperto alla vita, non ha speranza''. Lo affermano i vescovi italiani nel messaggio per la Giornata della Vita. ''La civilta' di un popolo - scrivono - si misura dalla sua capacita' di servire la vita, dai suoi esordi all'epilogo'. ''I primi a essere chiamati in causa - ricorda il Messaggio - sono i genitori: il dramma dell'aborto non sara' mai contenuto e sconfitto se non si promuove la responsabilita' nella maternita' e nella paternita'. Responsabilita' significa considerare i figli non come cose, da mettere al mondo per gratificare i desideri dei genitori; ed e' importante che, crescendo, siano incoraggiati a 'spiccare il volo', a divenire autonomi, grati ai genitori proprio per essere stati educati alla liberta' e alla responsabilita', capaci di prendere in mano la propria vita''. Sullo stesso piano i vescovi italiani collocano l'avanzare di una mentalita' favorevole all'eutanasia: 'stupisce che tante energie e tanto dibattito siano spesi sulla possibilita' di sopprimere una vita afflitta dal dolore, e si parli e si faccia ben poco a riguardo delle cure palliative, vera soluzione rispettosa della dignita' della persona, che ha diritto ad avviarsi alla morte senza soffrire e senza essere lasciata sola, amata come ai suoi inizi, aperta alla prospettiva della vita che non ha fine'. 'Gli anziani - sottolinea il testo - sono la memoria e le radici: dalla cura con cui viene loro fatta compagnia si misura quanto un Paese rispetti se stesso'. ''Una vita e' sempre e comunque degna in quanto tale'', sottolinea il Merssaggio ricordando che ''cio' vale anche per chi e' gravemente ammalato, per chi e' anziano o a poco a poco perde lucidita' e capacita' fisiche: nessuno puo' arrogarsi il diritto di decidere quando una vita non merita piu' di essere vissuta. Deve, invece, crescere la capacita' di accoglienza da parte delle famiglie stesse''. ''Per questo - scrivono i vescovi - diciamo grazie a tutti coloro che scelgono liberamente di servire la vita. Grazie ai genitori responsabili e altruisti, capaci di un amore non possessivo; ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, agli educatori e agli insegnanti, ai tanti adulti, non ultimi i nonni, che collaborano con i genitori nella crescita dei figli; ai responsabili delle istituzioni, che comprendono la fondamentale missione dei genitori e, anziche' abbandonarli a se stessi o addirittura mortificarli, li aiutano e li incoraggiano; a chi, ginecologo, ostetrica, infermiere, profonde il suo impegno per far nascere bambini; ai volontari che si prodigano per rimuovere le cause che indurrebbero le donne al terribile passo dell'aborto, contribuendo cosi' alla nascita di bambini che forse, altrimenti, non vedrebbero la luce; alle famiglie che riescono a tenere con se' in casa gli anziani, alle persone di ogni nazionalita' che li assistono con un supplemento di generosita' e dedizione. Grazie - conclude la Cei - voi che servite la vita siete la parte seria e responsabile di un Paese che vuole rispettare la sua storia e credere nel futuro''. (AGI)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento