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sabato 8 settembre 2007
L'IMPEGNO DELL'ISS CONTRO IL VIRUS CHIKUNGUNYA - ZANZARA TIGRE: ARGINATO FOCOLAIO EPIDEMICO.
(AGI) - Roma - "Abbiamo capito come si sta muovendo il focolaio edipedimico dovuto al virus Chikungunya, trasmesso dalla puntura della zanzara tigre, e questo ci permette di intervenire prontamente". Lo ha detto all'AGI il Professor Giovanni Rezza, responsabile del Reparto Epidemico del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanita'. Quando fu identificato il primo focolaio epidemico - prosegue -, le persone colpite erano ormai tante e quindi e' stato piu' difficile debellare questi nuclei anche quando si e' incominciato ad intervenire pesantemente. Adesso la Asl di Ravenna e la Regione, in stretto coordinamento con noi riescono a identificare prontamente i nuovi focolai che finora sono stati un paio, uno verso Cervia, l'altro verso la periferia di Cesena riuscendo di fatto a circoscrivere il problema immediatamente, questo grazie al fatto che ora e' possibile individuare subito il focolaio sospetto basandosi sulla comparsa di sintomi ormai noti". "In questo caso - aggiunge il prof. Rezza - si puo' intervenire immediatamente con delle opere di disinfestazione mirate, insomma con misure molto aggressive. Cioe' praticamente invece di disinfestare, riducendo di fatto il numero delle zanzare, solo nelle zone pubbliche, si interviene casa per casa e cosi' si riesce praticamente ad abbattere la densita' di questi animali veicoli di infezione, e a circoscrivere i focolai". Per il responsabile del Reparto Epidemico del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanita' la trasmissione di un virus avviene attraverso un "circolo chiuso", se vi e' un alto numero di persone infette come e' accaduto ad agosto - spiega - "e' piu' facile che una zanzara punga qualcuna di queste persone gia' portatrici del virus e lo trasmettano ad altre sane attraverso la classica puntura. Ora, invece, con la diminuzione del numero di persone infette e la diminuzione del numero di zanzare, anche attraverso gli interventi programmati, si puo' circoscrivere il rischio di nuovi "contatti". "Si tratta di tenere duro ancora per un mese. La Asl, la Regione devono continuare a fare il lavoro che stanno facendo con grande prontezza. Tenere duro ancora per un mese - insiste Rezza - e a quel punto si potra' dire di aver arginato questo focolaio epidemico. L'aver capito come si 'muoveva' questa sorgente epidemica ha permesso di intervenire prontamente riuscendo di fatto ad arginare il problema". Con l'avvicinarsi della stagione fredda, poi, la densita' di zanzare diminuira' e circoscrivere adesso il problema vorra' dire di aver circoscritto di fatto il focolaio ed avere delle speranze per il futuro. Il prof. Giovanni Reza sottolinea inoltre che "da adesso in poi nulla sara' piu' come prima, nel senso che da questa piccola epidemia, di una malattia relativamente benigna, che si manifesta con un febbrone, con delle eruzioni cutanee e dei dolori articolari che possono essere anche forti ma che evolvono nella maggioranza dei casi in modo benigno e' suonato una sorta di campanello d'allarme. Non possiamo ancora dire di aver vinto, per ora si stanno circoscrivendo i focolai non possiamo impedire che ne compaiano di nuovi, pero' si possono circoscrivere. Le autorita' di sanita' pubblica hanno fatto una grossa esperienza su come tenere sotto controllo il fenomeno e il modo di intervenire pesantemente". Questa esperienza - conclude Rezza - ci ha insegnato che da adesso in poi dobbiamo pensare in modo "globale", mai si era diffusa una malattia tropicale in un Paese a clima temperato, in un Paese industrializzato. Questo ci dimostra che cio' e' possibile e che quindi bisogna pensare "globalmente". (AGI)
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