Più servizi del territorio, cure domiciliari, assistenza vicino al domicilio del paziente, prevenzione attiva. E meno ospedali che si devono trasformare in strutture molto specializzate, riservate solo ai casi più gravi. E' questa la 'ricetta' per contenere la spesa sanitaria - in 'inarrestabile ' ascesa per l'invecchiamento della popolazione e l'innovazione tecnologica - secondo gli esperti di sanità che hanno partecipato al seminario 'Strategie di contenimento della spesa sanitaria nell'Europa unita e in Italia', svoltosi venerdì a Roma all'università Luiss Guido Carli. Gli specialisti hanno concordato sulla valutazione positiva del sistema italiano che però, come quello degli altri Paesi industrializzati, ha conosciuto negli ultimi anni un vorticoso aumento della spesa. Un esborso difficile da contrarre, perché legato a fenomeni 'positivi' che vanno sostenuti - aumento dell'età media e incremento della tecnologia, più efficace, ma più cara - ma che necessita di strategie a lungo termine per poter essere sostenuto. Secondo Andrea Monorchio, docente di Economia pubblica della Luiss, è fondamentale puntare sull'educazione sanitaria, prevedendo corsi persino nelle scuole dell'obbligo, sulla prevenzione, sull'aumento delle cure territoriali e su una politica dei farmaci che promuova l'uso del generico e riduca i costi di distribuzione, per esempio con la distribuzione diretta da parte delle Asl per i malati cronici. "Un sistema così complesso come quello sanitario - ha spiegato Riccardo Fatarella, docente di Organizzazione sanitaria all'università La Sapienza di Roma - non può essere governato solo a forza di tagli e contenimenti. Con questi metodi, in realtà, non si razionalizza e non si contiene sul serio una spesa che, comunque vadano le cose, crescerà". Necessario, invece, un ripensamento che punti sul territorio e su una riqualificazione degli ospedali, "che vanno ridotti e iper specializzati", ha aggiunto Fatarella, sottolineando, in accordo con gli altri esperti, come nella sanità italiana ci sia "poca 'grande' politica, nel senso di disegno di strategia, per far uscire il sistema sanitario dalle difficoltà in cui si trova. Mentre c'è troppa 'piccola' politica, nel senso di attenzione spasmodica alla gestione quotidiana che invece non viene lasciata ai tecnici: direttori generali, medici, infermieri e altri. Occorre rimettere al centro la gestione tecnica delle aziende e lasciare invece alla politica le strategie generali del sistema. In altri Paesi le strategie si fanno, da noi ci sono troppe chiacchiere".
Fonte: DoctorNews
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