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lunedì 6 agosto 2007

GB: ALLARME AFTA, INDAGATO UN LABORATORIO

AGI) - Londra - Le indagini per stabilire l'origine del nuovo focolaio di afta epizootica nel Regno Unito si stanno concentrando sul laboratorio di un'azienda franco-statunitense, la Merial, impegnata nello sviluppo e produzione di vaccini per la terribile malattia che per un errore avrebbe potuto diffondere il virus. Il centro di ricerca a Pirbright nel Surrey e' stato sigillato e le autorita' veterinarie stanno ispezionando i locali per verificare se il ceppo (01-BFS67) di afta, responsabile della morte di 60 bovini in una fattoria tra Guildford e Aldershot a 8 chilometri di distanza, sia lo stesso su cui si lavorava alla Merial fino allo scorso mese. Un tipo di afta, secondo il ministero dell'Agricoltura britannico di cui non si aveva traccia nel Regno Unito dalla grande epidemia del 1967. Gli ispettori inviati dal governo stanno verificando anche l'adiacente laboratorio dell'Istituto nazionale per la salute animale dove si lavorava a un simile vaccino. Il direttore, Martin Shirley ha negato qualsiasi responsabilita' affermando che non si e' verificata "alcuna falla nelle procedure di sicurezza" e che il ceppo del virus 'incriminato' non viene stato usato "da settimane" dai suoi ricercatori. David Biland, il responsabili della Merial nel Regno Unito, di proprieta' dell'americana Merck e della francese Sanofi-Aventis, hanno dichiarato di "rispettare i piu' alti standard di sicurezza internazionali" e di aver sospeso a titolo precauzionale la produzioni di vaccini nel laboratorio di Pirbright. La societa', specializzata nei prodotti veterinari, nel solo 2006 ha fatturato 2,2 miliardi di dollari. Gli allevatori britannici sono intanto sul piede di guerra. Temono che si possa ripetere l'epidemia del 2001 che causo' danni per 12 miliardi di euro e costrinse le autorita' ad abbattere oltre 6 milioni di capi di bestiame. L'Unione Europea ha intanto sospeso le importazioni di animali vivi dalla Gran Bretagna e di ogni prodotto caseario dall'area colpita dall'infezione. Ulteriori misure saranno decise mercoledi' dopo un vertice a Bruxelles delle autorita' veterinarie europee. Se l'infezione dovesse propagarsi l'impatto sull'agricoltura britannica rischia di essere molto pesante. Ogni giorno la Gran Bretagna esporta bestiame per un valore pari a 22 milioni di euro. (AGI)

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