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giovedì 12 luglio 2007

GOLF E DOPING - STEROIDI. IL PERICOLO ESISTE

E’ facile ricondurre l’enorme aumento di distanza nel golf professionistico all’attrezzatura super tecnologica, alla preparazione ottimale dei campi e agli allenamenti sempre più sofisticati degli atleti. Ma è possibile che i golfisti possano aiutarsi in un’altra maniera?
Medici e allenatori dicono che la diffusione degli steroidi nello sport ad alto livello sia diventata epidemica ��" una vera e propria corsa per poter gareggiare alle Olimpiadi, dal ciclismo al wrestling. La capacità di combinare metodi d’allenamento e sostanze che migliorano le performance ��" e l’abilità di ridurre i rischi per la salute o di eludere i test ��" sono cresciuti in modo esponenziale. Da un lato, la vecchia credenza che gli steroidi nel golf non siano utili, in quanto avere i muscoli gonfi grazie all’aiuto di farmaci non serve quando ci si trova di fronte a un putt di un metro e mezzo, potrebbe non essere più tanto attuale. “I maratoneti hanno preso steroidi per 40-50 anni per aumentare il carico di lavoro durante gli allenamenti,” racconta Charles Yesalis, professore di salute pubblica presso il Penn State, nonché uno dei maggiori esperti di anabolizzanti. “Vi sembrano degli animali da culturismo? È ridicolo pensare che gli steroidi possano in qualche modo rendere un golfista incapace di concentrarsi a sufficienza per giocare in modo soddisfacente”.

Dopo sei mesi di ricerca, Golf World non ha trovato nemmeno un caso documentato di abuso di steroidi sui tour maggiori. Nonostante ciò, il dilagante uso di anabolizzanti negli altri sport e l’insistenza da parte della classe medica sulla capacità degli steroidi di aumentare le performance portano molti a credere che queste sostanze siano prossime a entrare nel golf professionistico, probabilmente a cominciare dai giovani dilettanti e dai pro che devono emergere. Dunque è il momento giusto perché gli organi esecutivi stabiliscano regole più chiare e introducano test antidroga.

“L’idea comune che nel golf non si usino steroidi è incredibilmente ingenua,” dice Yesalis. “Gli steroidi funzionano. Girano troppi soldi nel mondo dello sport e, se usati nella maniera giusta, gli steroidi non causano problemi seri all’atleta. Si può dire quasi con certezza che i benefici sono maggiori dei rischi. Per quale ragione un atleta di qualsiasi sport - compreso il golf - dovrebbe rinunciarvi?”.

Molti golfisti però sono scettici riguardo queste dichiarazioni. “Potrebbero esserci degli steroidi in giro, è vero,” dice Peter Jacobsen, che gioca nel Champions Tour. “Ma se fossi un giocatore di primo piano, rifletterei molto prima di assumere sostanze che potrebbero influire sulla mia carriera o sulla mia capacità di giocare da qui a 10 o 20 anni. I giocatori di baseball o di football vengono pagati per ciò che hanno fatto in passato e per quello che potrebbero fare in futuro. Se io dovessi giocare male, invece, non prendo soldi”. Harrison Frazar, che gioca sul tour dal 1998, dice: “Non mi sorprenderei se scoprissi che qualche giocatore ne fa uso, anche se non credo sia molto diffuso, ma se lo fosse se ne parlerebbe molto di più negli spogliatoi e tra i giocatori.”

“Non ho mai sentito parlare di steroidi nel golf, ma credo che nessuno sport ne sia immune,” dice Gary Wadler, professore di medicina presso la New York University e membro della World Antidoping Agency. “La componente della forza viene sicuramente potenziata con la loro somministrazione. Se un golfista può trarre beneficio da un aumento di forza, gli steroidi possono servire”.

È qui che entra in gioco il golf come sport per gentiluomini, diverso da molti altri sport e “autogovernato” da giocatori per la maggioranza rispettosi delle regole e del fair play. Ma Randy Myers, che ha allenato fisicamente più di 100 giocatori del Tour negli ultimi 15 anni, dice: “Saremmo ingenui se pensassimo che gli steroidi non siano diffusi, almeno a certi livelli. Non bisogna sottovalutare la voglia di emergere di alcuni professionisti. Ci saranno sempre atleti per natura meno dotati, ma che vogliono disperatamente eliminare questo divario. Credo che la prossima generazione di golfisti andrà ad assottigliare questo gap perché saranno più diffusi gli steroidi”.

La distanza media con il drive sul Tour è aumentata di quasi 30 metri dal 1980, ma ciò è stato attribuito più ai progressi dell’attrezzatura che alla chimica. Stando ai numeri è facile capire perché un aiuto “chimico” potrebbe allettare un giocatore che ha provato tutto ciò che è convenzionale, ossia combinando l’allenamento con l’attrezzatura migliore. Da studi effettuati con un launch monitor, per ogni km/h di aumento della velocità della testa del bastone si guadagna poco più di un metro di volo di palla. Se il giocatore medio sul tour ha una velocità di circa 190 km/h con il driver, incrementandola del 10% potrebbe far volare la palla oltre 20 metri più lontano. Per una giocatrice del tour, con una media di circa 150 km/h ci sarebbe un aumento di 18 metri. “Non c’è dubbio che la potenza muscolare contribuisca nell’ottenere maggiore distanza, e questo non può che migliorare il gioco nella sua interezza,” dice Mike McGetrick, allenatore il coach di Juli Inkster, Meg Mallon, Wendy Ward e Brandt Jobe, oltre ad altri giocatori del Tour. “I giocatori più forti muscolarmente sono più solidi e hanno più resistenza.” Wadler crede che il potenziamento muscolare e l’aumento della massa portino dei benefici fondamentali. “È una legge fisica: con l’aumento della massa si ha un incremento dell’accelerazione. Le persone più robuste riescono a sviluppare una maggiore accelerazione, e a trasmettere tale energia all’impatto con la palla.”

Nick Price è stato l’ultimo giocatore tra i “meno lunghi” a essere numero 1 al mondo. Nel 1994, quando vinse il British Open e il Pga Championship, la sua media con il drive era di 250 metri. “Se avessi il 5% di velocità della testa del bastone in più, penso che giocherei ancora 30 tornei all’anno,” dice Price che nel 2005 aveva una media con il drive di 255 metri. “Affrontiamo la realtà. Oggi, se non si tira la palla a una distanza superiore ai 280 metri, non si può diventare il numero 1 al mondo. Se mi trovo a giocare con un ragazzo che tira a 255 metri, gli consiglio immediatamente di trovare il modo di aumentare la distanza. E se ha già massimizzato la sua potenza? Il messaggio è di provare qualcosa per ottenere la potenza di cui ha bisogno.” L’altro e più sottile vantaggio dell’uso di steroidi è la possibilità di recupero durante gli allenamenti o nella ripresa da un infortunio. “Questo è uno degli aspetti meno noti degli steroidi,” dice Wadler. “Se prendete degli anabolizzanti e poi andate a dormire, non diventerete di certo più forti. Per ottenere dei benefici bisogna lavorare in modo duro. Questi prodotti aiutano a lavorare di più e a recuperare più in fretta, anche da un infortunio.”

Quindi che cosa potrebbe fare un giocatore per diventare più forte, e come diventerebbe dopo aver assunto queste sostanze? Il menu di steroidi consigliato da Yesalis inizia con una crema di testosterone da usare in abbinamento al programma di lavoro che il golfista sta già applicando. “È molto semplice far aumentare il peso muscolare di un atleta di circa 4-7 kg., un incremento che notereste in qualsiasi persona,” dice Yesalis. “L’aumento della velocità della testa del bastone salirebbe fino al 10 percento. Le persone normali non comprendono che nello sport ad alto livello, la differenza dell’un percento può essere determinante.” Somministrata sotto la supervisione di esperti e in modo ciclico, la crema al testosterone di cui parla Yesalis non è più pericolosa di una prescrizione di corticosteroidi per un’allergia. “Non esistono farmaci sicuri al 100 percento, ma si usano piccole dosi di testosterone nella medicina ormai da 70 anni,” dice Yesalis. “L’uso di steroidi nello sport professionistico non è un pericolo per la salute pubblica, ma solo un problema etico.”

Il costo dei prodotti non è un problema. Sempre secondo Yesalis, 20mila pasticche di Winstrol, i farmaci che assunse il centometrista Ben Johnson prima della sua vittoria annullata ai giochi olimpici di Seul nel 1988, possono essere acquistate online per 500-600 dollari. Le creme al testosterone si possono acquistare via internet con una carta di credito e un indirizzo di posta. Farmaci più particolari come gli ormoni della crescita ��" che stimolano la crescita muscolare, riducono il grasso nel corpo e prevengono il crollo cellulare durante l’allenamento ��" sono liberamente disponibili in Cina a un costo di 2000 dollari per ciclo.

“Credo che il golf sia uno degli sport più in ritardo per quanto concerne il fitness,” dice Myers, che ha allenato Gary Player, Bruce Fleisher e altri giocatori. “Quando si parla di steroidi la maggior parte dei giocatori non ne conosce l’utilità. È ciò che succede adesso anche con i supporti vitaminici, le proteine e la creatina.”

Gli atleti propensi a prendere farmaci (e con le dovute possibilità economiche) possono contattare esperti che creano steroidi che sfuggono ai test antidoping. La sprinter americana Kelli White ha superato più di una dozzina di test alle Olimpiadi nonostante facesse uso dello steroide THG, una sostanza che l’ha aiutata a trasformarsi da una mediocre atleta del college nella campionessa del mondo. E fu bandita dalle competizioni solo nel 2004 quando ammise di aver preso il THG. Secondo i dati della World Antidoping Agency, nel 2004 i campioni presi a circa 170.000 atleti di sport olimpici e non sono risultati positivi a 11 sostanze che migliorano le prestazioni, incluso gli anabolizzanti. Quasi 3.000 campioni hanno evidenziavato la presenza di sostanze illecite, una percentuale del 1,72%. Se ci sono persone che fanno uso di steroidi nel golf - e ogni dottore, giocatore o allenatore intervistato per questo articolo è convinto che alcuni giocatori lo facciano - sono facilmente individuabili. “Le persone che li prendono sviluppano un aspetto particolare, e non assomigliano a Laura Davies, e neanche a Natalie Gulbis,” dice Bill Mallon, ex giocatore del tour e ora chirurgo ortopedico. Mallon, inoltre, è stato consulente della Usga per far entrare il golf alle Olimpiadi del 2012 ��" il che, se fosse accaduto, avrebbe obbligato anche il nostro sport ad adottare delle misure antidoping conformi agli standard IOC. “Tiger Woods è il miglior atleta in circolazione, e non sembra uno che faccia uso di steroidi. Mi sembra semplicemente in grande forma. Non so se qualche donna sia solita usare steroidi, ma sicuramente hanno degli effetti molto più forti su una donna che su un uomo.”

Secondo Yesalis, l’evidenza è biologica e statistica. “Per vedere se un atleta fa uso di steroidi, osservo quei cambiamenti fisici troppo repentini per venire solo dall’allenamento,” dice Yesalis, che ha scritto Anabolic Steroids in Sports and Exercise, testo di riferimento per la materia. “Paragonatelo ad altri cambiamenti nel fisico di altri atleti dello stesso sport e osservate i cambiamenti anche nella performance. Non esiste un atleta in nessuno sport ad alto livello che emerga solo con il semplice allenamento. Pensare che qualcuno abbia trovato un metodo di allenamento innovativo, che nessun altro ha mai provato, è pazzesco. Alcuni successi sportivi non sono spiegabili se non con l’uso di farmaci dopanti.”

Per tornare al discorso che il golf è uno sport di gentiluomini, in cui persone d’onore sono capaci di autoregolamentarsi, Yesalis e Myers sono scettici. “Non credo che atleti di uno sport siano migliori di altri da un punto di vista etico,” dice Yesalis. “Bisogna distinguere ciò che avviene in allenamento e ciò che accade in campo. Il gioco viene costruito in campo pratica attraverso l’allenamento, ed è un dato di fatto che con l’aiuto di steroidi un giocatore può praticare più a lungo e più duramente.” Myers fa un’affermazione ancora più sintetica. “La vera domanda è se l’uso di steroidi deve essere considerato come barare,” si chiede. “Gli steroidi funzionano solamente se ci si allena come dei matti.”

Nel golf, il pericolo di indagini per detenzione è praticamente nullo. Nessun tour professionistico ��" tanto meno la Usga ��" ha regole specifiche contro l’uso di sostanze che possano migliorare le prestazioni. Pga ed Lpga hanno stabilito delle norme per proibire agli atleti di fare uso o di vendere sostanze illegali ��" un modo per evitare che i giocatori facessero uso di droghe “ricreative” come la cocaina e la marijuana ��" ma nessun tour ha ancora previsto un test per evidenziare o meno l’uso di questi stupefacenti. David Fay, direttore della Usga, non solo non rilascia commenti sulla posizione di quest’organo sugli steroidi, ma non vuole nemmeno dire se l’argomento sia mai stato preso in considerazione durante i loro meeting. Alcuni giocatori sono convinti che comunque le sostanze dopanti non dovrebbero essere bandite del tutto, ma i tour dovrebbero sottoporre i giocatori ai test ogni settimana. “Ho parlato di questo argomento ai responsabili del tour per oltre un anno, e che bisogna prendere delle decisioni al più presto,” dice Price, il quale è molto critico per quanto concerne l’aumento della potenza nel golf professionistico. “Non c’è dubbio che questo equivalga a barare. Dovremmo fare qualcosa attraverso i test. Il golf non dovrà mai diventare come altri sport, condannati per le voci che girano. Dobbiamo dimostrare che siamo realmente puliti.”

David Toms dice che la questione riguardante i test antidoping non è mai stata portata davanti al Pga Tour Policy Board nei due anni e mezzo in cui lui è stato membro di quel comitato, il che gli fa pensare che i giocatori non considerano l’argomento. Nonostante ciò è favorevole a test a sorteggio, se necessario. “Non sono sicuro che esista qualcosa da prendere che possa migliorare le proprie prestazioni, ma gli anabolizzanti sono sostanze che noi non potremmo mai tollerare,” dice Toms, al 107° posto nella classifica della distanza con il drive nel 2005. “Se esiste tanta speculazione su questo argomento e ci venisse chiesto di prendere provvedimenti solo per dimostrare che non esiste un problema reale, allora sarei favorevole a tutti i test. E non avrei nessun problema a sottopormi io stesso all’antidoping, come del resto credo non lo abbia nessuno dei miei colleghi.” Frazar sarebbe favorevole a test a campione con una precisazione, cioè che i test sul Tour facciano distinzione tra gli steroidi prescritti per motivi di salute e quelli per migliorare la performance. “In questo momento credo di essere un consumatore di steroidi… per la mia asma. Sarei positivo al test?”

Costruire un sistema completo di test antidoping come quelli creati per altri sport è molto complicato per vari motivi, tra i quali decidere quali sostanze proibire, ma gli esperti si domandano come mai gli organi responsabili non abbiano almeno avviato le basi. “Di questi tempi ogni sport dovrebbe avere delle regole specifiche a riguardo,” dice Wadler, che fa parte del comitato della World Antidoping Agency, che formula l’elenco delle sostanze proibite. “Il fair play è importante, ma ancora più fondamentale è la salute degli atleti. Non avere regole è un’assurdità.” Tim Finchem, commissario del PGA Tour, dice che le regole di comportamento sul Tour sono sempre state un deterrente, ma non esiterebbe a includere un programma di test a campione se ci fosse evidenza di questo problema tra i giocatori. “Non credo che sia da ingenui credere che i nostri giocatori seguano le regole,” dice Finchem. “Ci sono dei medici convinti che con l’assunzione di steroidi un giocatore potrebbe tirare la palla più lontano, ma potremmo discutere su questo. E sugli effetti collaterali che potrebbe subire il giocatore più avanti negli anni. Non vado oltre. Noi abbiamo delle regole, e pretendiamo che i nostri giocatori le rispettino. Se avessimo il sospetto che qualcuno faccia uso di sostanze stupefacenti, non esiteremmo a creare delle norme in merito, come è già accaduto in passato per atteggiamenti poco professionali.” “Negli altri sport c’è così tanto interesse per quanto concerne il doping” dice Finchem. “Nei golfisti ora c’è maggior attenzione per l’aspetto atletico, e molta attenzione viene rivolta all’incremento della distanza. È solo una speculazione. Noi ci fidiamo dei nostri atleti, che sono attenti a rispettare le regole. Anche quando alcune di queste sono bizzarre.” E se non le rispettassero? “Ci comporteremmo in modo severo, così da farle rispettare.”


Betabloccanti: un caso strano
Il momento in cui il golf professionistico è stato vicino a un “incidente” per l’assunzione di sostanze illegali è stato nel 2000 quando Craig Parry accusò alcuni giocatori di fare uso di betabloccanti, un medicinale che rallenta i battiti cardiaci, in modo da ottenere vantaggi nella competizione. Questi farmaci vengono prescritti per combattere la pressione alta, l’aritmia cardiaca e il glaucoma, oltre ad altre malattie, e funzionano bloccando gli effetti degli ormoni dello stress sul cuore. “Sono stati molto usati nel tiro a segno e nel tiro con l’arco,” spiega Gary Wadler, membro del comitato sulle sostanze proibite della World Antidoping Agency. Queste droghe sono state bandite anche nei tuffi, nella ginnastica, nel salto dal trampolino con gli sci e in altri sport.
Nick Price prendeva i betabloccanti durante gli anni ’80 per curare la pressione alta, e dice che lo calmavano molto soprattutto sul putting green ��" ma era sul resto del percorso che il problema era più presente. “Si resta nello stesso stato emotivo per tutto il giorno,” dice Price che ne ha fatto uso dal 1984 al 1989. “Non si è mai troppo giù né troppo su. Siete solo…“blah””. Nel 1989 Price cambiò cura, e il suo gioco migliorò improvvisamente. “Sicuramente mi rendeva più calmo sul putt, ma non mi permetteva di tirare né il drive né i ferri alla distanza che volevo. Per giocare bene a golf serve un po’ di adrenalina.” Dice. “Quando mi guardo indietro e vedo gli effetti che quelle sostanze hanno avuto su di me, mi rendo conto che è stato uno dei periodi peggiori della mia vita. Se potessi tornare indietro, non le prenderei più.”


Come funziona in Italia
La federgolf affronta la questione doping adeguandosi alle norme del Coni in materia, sia per quanto concerne le sostanze proibite sia per i test di controllo. Sono stati introdotti, quindi, dei test a campione che la Commissione medica e antidoping della federazione esegue in alcune gare e campionati di rilievo nazionale. Al contempo esiste un’esenzione ai fini terapeutici per coloro che devono assumere sostanze proibite ma per esigenze mediche. Consultando il sito della federazione italiana (www.federgolf.it alla voce doping) golf si trova una sezione interamente dedicata alla materia che riporta, oltre ai nomi dei componenti la Commissione Antidoping della Fig, anche le norme sportive antidoping, la circolari emanate e i controlli effettuati nel 2005 e quest’anno mentre per la regolamentazione antidoping dell’attività sportiva in generale vedi www.coni.it/antidoping
Matthew Rudy

Fonte - Il Mondo del Golf

dicembre 2006 - gennaio 2007

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