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sabato 9 novembre 2013

Flavonoidi e chemioprevenzione: una costante evoluzione



Il cancro, nelle sue varie forme, è una delle prima cause di morte nel mondo industrializzato; enormi somme di denaro ogni anno vengono investite nella R&D di nuove molecole farmacologiche, per lo sviluppo di nuove terapie, le quali tuttavia sono spesso caratterizzate da pesanti effetti collaterali e conseguente impoverimento della qualità della vita dei malati. Per questo motivo la comunità scientifica si indirizza oggi sempre più verso la ricerca di farmaci chemopreventivi, incardinandola oggi su tre punti nodali: sicurezza, efficacia ed economicità. E, in quest'ottica, non esiste niente di meglio di una molecola naturale, magari utilizzata da secoli nell'alimentazione. Chiari esempi ne sono la curcumina, la genisteina, la quercetina e, non ultimo, l'EGCG. L'ellagitannino più famoso del the verde infatti possiede numerosissime proprietà, tra cui antiossidante e antinfiammatoria (pathway di NF-kB ed inibizione di inNOS e MIP-3á); è attiva nel controllo del picco glicemico e nel controllo del peso, mostra ottime capacità neuroprotettive (indicazioni cliniche maggiori: Alzheimer, neuropatia diabetica e radioterapia). Anche in oncologia l'EGCG non sfigura, mostrando proprietà non solo pro-apoptotiche (Bax) ma anche chemopreventive: in particolare, è attiva su pathway di proliferazione cellulare (AP-1 e proto-oncogene cFOS, pathway MEK/ERK, varie MAP kinasi), su proteine chiave nel controllo del ciclo cellulare (p21, p27, p28, p53, cicline D1 ed E), su fattori neo-angiogenici (VEGF) e su vari altri fattori di crescita tissutali (EGFR, PDGF, FGF)(1). Una nuova evidenza in tal senso è portata da un recente lavoro(2) su una aggressiva forma di colangiocarcinoma, neoplasia maligna dell'albero biliare ritenuta incurabile e rapidamente letale; pur essendo una malattia rara in occidente (1-2 casi per 100.000), è particolarmente diffusa nei paesi asiatici e la sua incidenza epidemiologica è in costante incremento in tutto il mondo. Data la sua incurabilità, è particolarmente evidente come una forma di prevenzione sia desiderabile: questo studio conferma non solo l'attività chemiopreventiva dell'EGCG (e che esso è in tal senso più efficace della quercetina, il flavonoide più presente nella dieta umana), ma al contempo ne delucida nuovi meccanismi d'azione. Infatti ne dimostra l'attività sull'intero pathway di signaling JAK/STAT, una complessa cascata intracellulare di traduzione del segnale coinvolta in numerosissimi meccanismi pro-infiammatori; inoltre, ne palesa l'attività soppressiva sull'up-regolazione indotta da citochine della proteina ICAM-1, che svolge un ruolo essenziale non solo nella migrazione e nella diapedesi delle cellule immunitarie, ma anche nei meccanismi della metastatizzazione e della progressione tumorale. 

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