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venerdì 25 gennaio 2013

Farmacia e crisi, lo scenario non rassicura


Che l'economia italiana sia in sofferenza lo dicono i numeri. Secondo i dati ufficiali su natalità e mortalità delle imprese diffusi ieri da Unioncamere, infatti, "solo" 383.883 imprese nate nel 2012, il valore più basso degli ultimi otto anni e 7427 in meno rispetto al 2011, a fronte delle quali 364.972 aziende, pari a mille ogni giorno, sono quelle che hanno chiuso i battenti, 24mila in più rispetto all'anno precedente. Un dato molto significativo, che pur non riguardando direttamente le farmacie, che, come esercizio in concessione dallo stato, hanno passaggi in più per arrivare alle chiusure, possono ugualmente far riflettere. «I numeri non riguardano le farmacie» conferma Carlo Ghiani, presidente di Credifarma «che almeno per ora non chiudono. Indubbiamente qualcuna zoppica, qualcuna fallisce. E in più c'è il problema del credito bancario che è carente». Una situazione complessa dalla quale l'uscita non sembra imminente. «Fare previsioni è sempre più difficile» dice Ghiani «soprattutto a lunga scadenza. È, se possibile, il "bubbone" Monte dei Paschi» aggiunge «ha reso la situazione del sistema bancario, già parecchio difficile, ulteriormente inquinata».

«Di sicuro l'intero comparto sente i primi segni di sofferenza» concorda Roberto Grubissa, presidente di Sunifar «e ci sono i primi insoluti. Ma per saperne di più e in modo più preciso bisognerà aspettare metà anno, quando si faranno i primi bilanci dell'anno trascorso e i colleghi acquisiranno maggiore consapevolezza. Un fatto è certo» aggiunge Grubissa «anche noi siamo molto esposti e i primi casi di chiusure ci sono, ecco perché diventa sempre più necessario essere competenti in fatto di gestione della farmacia. Fino ad ora abbiamo un po' latitato» conclude.

Fonte: Farmacista33

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