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lunedì 23 aprile 2012

Puglia, per la regione orari liberi ma solo fino ad un certo punto

Orari liberi sì ma solo fino alle 20.30. E il sabato. Perché nella notte e nei festivi, invece, vanno osservati i turni stabiliti dalla legge regionale. È la lettura data dalla Puglia al comma 8 della legge sulle liberalizzazioni, quello che autorizza le farmacie a superare turni e orari obbligatori. Per la Regione, in sostanza, quella nazionale è una norma di principio che non esclude provvedimenti di dettaglio da parte delle amministrazioni. E così, con una circolare di qualche settimana fa, il Servizio programmazione assistenza territoriale dell'assessorato alla Salute ha disegnato attorno alla liberalizzazione degli orari una linea di confine invalicabile. Mirata esplicitamente a tutelare le farmacie in servizio notturno, per evitare i fenomeni che invece stanno emergendo in altre regioni. Come? Semplice: per la Regione rimangono turni «obbligatori» quelli svolti nella fascia giornaliera 20.30-8.30 e quelli festivi. Quindi, «durante tali turni non è consentito alle farmacie esercitare la facoltà di aprire in orari diversi da quelli obbligatori». Nelle altre ore invece le aperture sono libere, quindi è possibile «estendere l'orario di apertura nell'intervallo pomeridiano» e «nell'intera giornata di sabato» (finora turnato) a patto però che i nuovi orari vengano conservati per almeno sei mesi e previa comunicazione all'Ordine competente.«La circolare è il frutto di una posizione condivisa con Federfarma e Ordini» spiega il presidente del sindacato titolari pugliese, Arnaldo Tempesta «e comunque è un documento transitorio in attesa di una proposta di legge regionale che abrogherà l'obbligatorietà delle ferie per renderle opzionali». «L'obiettivo era quello di salvaguardare i turni di notte» conferma Gabriele Rampino, presidente dell'Ordine di Brindisi «ora però il problema è quello di far fare un passo indietro alle farmacie pugliesi che avevano già esteso l'apertura nella fascia "protetta"».
Fonte: Farmacista33

Ma non si parlava di liberalizzazioni??? Dimenticavo le Farmacie devono solo subire. La domanda sorge spontanea, perchè in Italia i diritti acquisiti valgono per tutti ma non per i titolari di Farmacia? Io mi sono laureato studiando un sistema Farmacia regolamentato da leggi ritenute giuste e che applicate per oltre un secolo hanno funzionato egregiamente, l' ho accettato, mi sono impegnato, ho investito, alla fine dopo anni di lavoro ottengo dei risultati ed allora? Negli ultimi decenni arrivano in continuazione dei signor "nessuno" che cambiano le regole del sistema in continuazione, distruggendo anni di lavoro e togliendomi il futuro. Ma "CAZZO!"

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