Tra le 3.500 e le 4mila farmacie, comprese però le 1.800 che si trascinano vacanti di concorso in concorso perché ubicate in centri troppo piccoli per essere appetibili. Oscillano tra queste due cifre le stime che circolano in questi giorni sugli effetti del quorum a 3.300, così come recita il nuovo articolo 11 del decreto Liberalizzazioni, licenziato giovedì sera dal Senato. Più "generosi" i calcoli che arrivano dal Cirff (Centro interdipartimentale ricerca farmacoeconomia e farmaco-utilizzazione) dell'università Federico II Napoli: il nuovo rapporto farmacie-abitanti determinerebbe in totale 21mila sedi, il che significa 4.133 nuove aperture, tolte le 1.145 soprannumerarie che verrebbero riassorbite, ma comprese le 1.823 vacanti dei piccolissimi comuni. Più "tirata", invece, la stima che arriva dal Msfi (Movimento spontaneo farmacisti italiani) e dal gruppo di studio capitanato dal presidente di Federfarma Oristano, Pasquale Sechi, secondo il quale le nuove aperture non supererebbero le 3.500 unità.
Quanto alla distribuzione tra le Regioni, chi avrà più aperture è la Lombardia: a seconda della fonte, qui si concentreranno tra le 750 e le 860 nuove sedi; seguono Piemonte (da 579 a 616), Lazio (da 320 a 372), Campania (da 260 a 320) e Veneto (da 238 a 316).
«Anche se in Senato il quorum è stato modificato lievemente» è infine il commento di Eugenio Leopardi, presidente dell'Utifar «il decreto rimane confuso e penalizzante per tutti. Rimaniamo convinti che la visione più lungimirante sarebbe stata proprio quella dell'Utifar, con la proposta di superare la Pianta organica e restare con il solo criterio della distanza, perché con il decreto ci ritroveremo con un numero maggiore di farmacie e di parafarmacie. Si distrugge insomma un servizio senza alcun beneficio per il cittadino». Critiche anche al concorso per soli titoli: «Ci sarà un appiattimento nei punteggi» è la previsione di Leopardi «secondo i nostri calcoli, su diecimila candidati circa 4mila avranno gli stessi punti e quindi verrà premiato chi ha meno anni».
Fonte. Farmacista33
Superare la "pianta organica" e perchè mai abbandonare uno strumento che funziona, basta applicarlo seguendo le regole nei tempi previsti. Quello da eliminare sono le parafarmacie che hanno fallito l'obiettivo per cui erano state istituite e cioè, fare sconti, calmierare il mercato, creare lavoro, tutti target mancati a causa della loro antieconomicità e sono servite solo a creare confusione ed alibi alla GDO apportando solo sottoccupazione e disorientamento negli utenti. Il farmacista trova la sua dignità solo in Farmacia, pertanto ben vengano più Farmacie compatibilmente con le necessità e la sostenibilità del sistema.
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