E ora avanti tutta sulla Convenzione con il Ssn, per assicurare ai titolari un quadro operativo chiaro, discutere di riforma della remunerazione e gettare le fondamenta della farmacia dei servizi. È questa la rotta che l'assemblea generale di Federfarma, riunita ieri a Roma per fare il punto sul decreto liberalizzazioni e sugli scenari a venire, ha tracciato per i mesi a venire. Resta l'amarezza per un provvedimento che non assicura quel riordino su cui lo stesso sindacato conveniva da tempo, rimane la preoccupazione per alcuni passaggi (come il limite d'età per la direzione della farmacia) che verranno anche sottoposti a verifiche sulla legittimità costituzionale, ma in ogni caso la parola d'ordine che arriva dalla mozione finale (approvata a larga maggioranza) è guardare avanti ed essere pragmatici. «Sappiamo che la nascita di nuovi presidi legati all'abbassamento del quorum comporterà mediamente una diminuzione dei fatturati» spiega a Farmacista33 la presidente di Federfarma, Annarosa Racca «perché la spesa farmaceutica convenzionata non cresce nel tempo, anzi arretra. Sarà allora importante avviare un confronto con gli altri partner della filiera, a partire dalla distribuzione intermedia, per costruire progetti condivisi». E poi va avviato un pressing sulle Regioni perché si apra la trattativa per la nuova Convenzione: «Le farmacie» ricorda Racca «c'è bisogno che la farmacia recuperi operatività, quindi vanno messe in cantiere con urgenza sia il contratto di settore, nell'ambito del quale dovrà essere varata la riforma della remunerazione, sia la farmacia dei servizi». Intanto dall'assemblea di ieri i rappresentanti di alcune regioni del centro Italia hanno lanciato un grido d'allarme: nei primi due mesi dell'anno i fatturati hanno fatto registrare cali a due cifre, attorno al 10%. Da questa emergenza dovrà partire il piano di salvataggio della farmacia italiana.
Fonte: Farmacista33
Pericolosissimo si arranca nel buio e non si vogliono convincere che questo decreto ha ormai equiparato la nostra professione ad una mera attività commerciale e se i prezzi saranno liberi anche gli orari dovranno essere liberi oltre i turni e gli orari indicati. Le cose andavano gestite diversamente e perlomeno una decina di anni fa.
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