I titolari che hanno più di 65 anni non devono cedere la direzione della farmacia perché la norma prevista dal comma 17 dell'articolo 11 si applica esclusivamente alle sostituzioni e alle società di gestione. L'indicazione arriva direttamente da Federfarma e si basa sulla lettura della "Sintesi" preparata nel corso dei lavori parlamentari dal Servizio studi del Senato per riassumere gli emendamenti proposti dalla commissione Industria e poi approvati dall'aula. A proposito del comma sull'età pensionabile, il documento precisa che «l'interpretazione più convincente della norma è quella che impedisce al direttore socio di società di farmacisti di cui all'articolo 7 della legge 362/1991 e al direttore sostituto del titolare, nei casi tassativamente previsti dall'articolo 11 della legge 475/1968, di mantenere la direzione della farmacia dopo il conseguimento del requisito di età pensionabile». In particolare, la casistica prevista da quest'ultima normativa comprende le sostituzioni per infermità, per gravi motivi di famiglia, per gravidanza, parto e allattamento, per adozione di minori e affidamento familiare, per servizio militare, per chiamata a funzioni pubbliche elettive o incarichi sindacali elettivi e per ferie.
Il comma 17, è quindi la conclusione cui arriva Federfarma in una nota diffusa ieri alle farmacie associate, «non si applica alla conduzione imprenditoriale, economica e professionale del titolare di farmacia privata», che quindi non è obbligato a farsi da parte « al raggiungimento dell'età pensionabile». Resta un ultima evenienza lasciata "scoperta" dal legislatore: quella di una società di gestione di farmacia la cui direzione non può essere affidata a nessuno dei soci, come invece vorrebbe la legge, perché tutti hanno superato i 65 anni. Come uscirne non è ancora chiaro, ma si tratta di un'evenienza che dovrebbe riguardare un numero limitatissimo di casi. «Per le farmacie rurali» sottolinea Roberto Brubissa, segretario del Sunifar «è un'importante precisazione».
Fonte: Farmacista33
Mi sembra logico e d intuibile, comunque una gran confusione e servirebbe maggiore chiarezza per capire cosa realmente intende il legislatore.
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