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venerdì 23 marzo 2012
Depressione: 80% di rischio in piu' per chi vive da solo
(AGI) - Washington, 23 mar. - Una nuova ricerca pubblicata su BMC Public Health dimostra che le persone che vivono da sole rischiano di ammalarsi di depressione l'80 per cento in piu' rispetto alle persone che vivono in qualsiasi tipo di gruppo sociale o familiare. Nelle donne, un terzo del rischio e' attribuibile a fattori socio-demografici, come la mancanza di istruzione o il basso reddito. Per gli uomini, i maggiori fattori di rischio sono attribuibili alla difficile congiuntura economica, alla mancanza di sostegno sul posto di lavoro o nella vita privata, e alla dipendenza da alcol. Se era noto che vivere da soli aumentasse i problemi di salute mentale negli anziani e nei genitori single, poco si sapeva circa gli effetti di isolamento delle persone in eta' lavorativa. Un team di ricerca finlandese, guidato da Laura Pulkki-Raback del Finnish Institute of Occupational Health, ha seguito per sette anni una popolazione di 3.500 persone in eta' lavorativa, confrontando i fattori di rischio psicosociali, socio-demografici, e quelli piu' propriamente sanitari, tra cui fumo, alcolismo, bassa attivita' fisica e uso di antidepressivi. ''Il nostro studio - ha detto la ricercatrice - dimostra che le persone che vivono sole hanno un rischio maggiore di sviluppare la depressione. Nel complesso non abbiamo riscontrato alcuna differenza nel rischio di incorrere nella depressione tra uomini o donne che vivono da soli. Condizioni abitative disagiate nelle donne, e mancanza di sostegno sociale in particolare per gli uomini, si sono rilevati i fattori principali di esposizione al rischio''. Se e' vero che lo studio identifica chiaramente alcuni dei fattori che aumentano il rischio di depressione per le persone che vivono da sole, e' altresi' vero che la meta' dell'aumento del rischio e' ancora inspiegabile. Secondo i ricercatori cio' potrebbe essere dovuto a sentimenti di alienazione dalla societa', mancanza di fiducia e difficolta' derivanti da eventi critici.
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