Starnuti, prurito, arrossamento degli occhi, lacrimazione, respiro affannoso, asma. Le allergie non perdonano, e milioni di italiani lo sanno: ne soffre almeno il 10 per cento della popolazione (solo per quelle respiratorie), pari a sei milioni di persone che aspettano la primavera con rassegnato terrore. Quest’anno, poi, il tempo pazzo gioca un ruolo cruciale: gia’ a febbraio sono arrivati i primi caldi, le piante hanno impollinato, gli allergici hanno cominciato a starnutire. E ora, dopo l’ondata di maltempo, ci risiamo: arriva di nuovo un caldo anomalo, le piante si apprestano a sbocciare di nuovo, piu’ forte di prima, e per milioni di italiani e’ notte fonda. L’unica soluzione e’ un vaccino specifico, avverte l’allergologo Domenico Schiavino, direttore del Servizio di Allergologia del Policlinico universitario A. Gemelli di Roma.
Professore, molte persone stanno gia’ soffrendo di attacchi allergici: non e’ un po’ presto?
Quest’anno il tempo e’ stato particolarmente anomalo. Gli alberi, soprattutto cipresso, nocciolo, pino, hanno impollinato gia’ a febbraio, e lo stanno rifacendo recuperando il tempo perduto dopo quel mese di freddo e neve. A marzo in genere chi e’ allergico a questi tipi di pollini e’ gia’ uscito dal tunnel, quest’anno non e’ cosi’, ha sofferto a febbraio e soffre ora. Siamo in piena bagarre.
Cosa dobbiamo aspettarci con il caldo in arrivo?
Il prevedibile repentino aumento della temperatura, la presenza di vento e il clima secco saranno i segnali di 'allarme rosso' per la diffusione nell'aria dei granuli pollinici: dapprima delle erbacee, poi soprattutto le graminacee. Nel periodo estivo, invece, occhio a parietaria e alternaria: come i soggetti allergici hanno gia' sperimentato sulla propria pelle le spore di alternaria e il polline di parietaria sono abbondantemente presenti nell'atmosfera durante il periodo estivo.
Chi soffre di allergia cosa puo’ fare per ridurre gli effetti piu’ sgradevoli e invalidanti?
Ci sono gli antistaminici, naturalmente, ma sono solo sintomatici, non curano il problema. In questa fase dell'anno i soggetti allergici ai pollini possono ricorrere solo a terapie farmacologiche sintomatiche con antistaminici, antileucotrienici, cortisonici nasali e eventualmente cortisonici inalatori e broncodilatatori, ma l'unica terapia eziologica, cioe' l'unica terapia in grado di eliminare il problema alla 'radice', e di modificare la storia naturale della patologia, consiste nell'indurre uno stato di tolleranza nei confronti del polline.
Il vaccino, insomma. Come funziona, e chi lo puo’ utilizzare?
L’immunoterapia specifica, comunemente detta vaccino, e’ fondamentale per risolvere un problema, non dimentichiamolo, che se non trattato puo’ portare complicanze come l’asma bronchiale, la sinusite, poliposi nasali. Noi dopo un anno di osservazione forniamo il trattamento desensibilizzante, che va somministrato con un certo anticipo, diciamo all’inizio dell’anno, per essere efficace in primavera. Fino a pochi anni fa si faceva tramite punture, che potevano provocare reazioni, oggi invece si stanno diffondendo anche vaccini in gocce o compresse da assorbire sotto la lingua, che si possono assumere a casa. Il vaccino va iniziato prima della stagione pollinica e per avere risultati evidenti va protratto per 3-5 anni, ma la sospensione del trattamento va valutata caso per caso. Puo’ essere utilizzato da tutti, fermo restando che si puo’ essere allergici a piu’ tipologie di polline, anche sei o sette, e allora vaccinarsi e’ piu’ complicato.
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