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venerdì 24 febbraio 2012
LA DEPRESSIONE POST PARTUM COLPISCE ANCHE I PAPA'
(AGI) - New York, 24 feb. - Mentre il fenomeno della depressione materna connessa alle prime fasi di crescita del bambino e' assai nota, vi e' al contrario una profonda scarsita' di informazioni sui sintomi depressivi dei padri e sulle loro conseguenze sui figli. Un primo studio al riguardo e' stato condotto da un team della NYU School ed e' stato pubblicato sul Journal Maternal and Child Health. Michael Weitzman, docente di Pediatria e di Medicina Ambientale ha identificato, e lo aveva gia' dimostrato in una precedente ricerca, la presenza in un campione ampio e rappresentativo a livello nazionale, di un aumento dei tassi dei problemi di salute mentale dei bambini i cui padri avevano mostrato sintomi depressivi. Dalla ricerca era emerso che il 6 per cento dei bambini con una madre o un padre con sintomi depressivi presentavano problemi di natura comportamentale. "Mentre il ritrovamento di un aumento dei tassi di problemi di salute mentale tra i bambini i cui padri avevano avuto sintomi depressivi non e' stato cosi' sorprendente - ha notato Weitzman - lo e' stato il fatto che nessuno studio su larga scala avesse indagato tale questione, cosi' come lo e' stato il fatto che un bambino su quattro con problemi di questo tipo avesse una madre e un padre con sintomi di depressione "."I risultati riportati nella ricerca - ha continuato lo scienziato - illustrano i fattori che aiutano a identificare i padri che potrebbero trarre beneficio dallo screening per la depressione clinica; pensiamo che i dati siano ora particolarmente rilevanti, data l'attuale crisi finanziaria e il contemporaneo aumento della disoccupazione negli Stati Uniti". Lo studio mette infatti in rilievo che a maggior rischio di depressione sono i padri che vivono in poverta' (1,5 volte piu' comune rispetto al resto della popolazione), coloro che vivono con un bambino che presenta bisogni di assistenza sanitaria (1,4 volte piu' comune); quelli che convivono con una madre con sintomi depressivi (5,75 volte piu' comune); ma soprattutto coloro che sono maggiormente esposti a disoccupazione (6,50 volte piu' comune).
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