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giovedì 16 febbraio 2012
Decreto sviluppo, le convergenze bipartisan irritano giovani e collaboratori
Farmacisti sull'orlo della lotta di classe per le voci di convergenze bipartisan sul decreto Sviluppo che riecheggiano dalla commissione Industria del Senato. Le esplorazioni continuano a muoversi sull'asse quorum-concorsi (asticella a 3.500 abitanti per farmacia o giù di lì e in cambio riserva sulle nuove sedi per i farmacisti di parafarmacia) e così ad arrabbiarsi per la piega presa dai lavori parlamentari sono ora i collaboratori di farmacia e i giovani laureati, quelli che saltano in giro per l'Italia da un concorso all'altro nella speranza di vincere l'agognata sede. Per ora non ci sono sigle ad amplificare la loro rabbia, ma girando per forum e newsgroup del web il malcontento è evidente: il decreto prometteva un concorso che mettesse in prima fila le giovani generazioni, tra compromessi e riserve per riassorbire le "para" è diffuso il timore che a loro rimarranno solo le briciole.
Sono sensazioni che serpeggiano anche se sull'articolo 11 le distanze tra Pdl e Pd rimangono consistenti. A dimostrarlo c'è la decisione di ieri del presidente della Commissione, Cesare Cursi, di spostare il capitolo in fondo alla scaletta dei lavori, cioè lunedì o martedì, quasi si volesse tenere per ultimo il piatto più pesante. Ma ci sono anche segnali che autorizzano i collaboratori al pessimismo. E' il caso dei due emendamenti "quasi gemelli", numero 11.26 e 11.27, targati rispettivamente Pd e Pdl. Entrambi propongono aperture snellite senza pianta organica in base a distanza e quorum e per il concorso, una riserva di 1.500 sedi da destinare ai titolari di parafarmacia (con meccanismi vari di contorno, diversi tra le due proposte) e una seconda riserva della stessa entità per i rurali sussidiati. Alle altre categorie rimarrebbero le sedi restanti, tenendo però conto del fatto che in entrambi i commi non c'è più alcun riferimento all'esclusione dal concorso (per soli titoli) dei titolari urbani o rurali non sussidiati.
Fonte: Farmacista33
Come volevasi dimostrare, le regole c'erano bastava applicarle puntualmente, qualche piccola modifica agli statuti dei nostri organismi rappresentativi, ora non si capisce se ci troviamo al mercato del pesce, dell'ortofrutta o al giovaneparacornernonsopiùchecosache!? :-)))))
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