Soffrono di dolore cronico ma 7 volte su 10 hanno difficolta' ad individuare sul territorio i centri di cura specializzati e non conoscono la legge 38 del Marzo 2010 sull'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Solo nella meta' dei casi si rivolgono a un clinico - di solito il medico di famiglia (57,9%), raramente il terapista del dolore (5,8%) - e reputano non adeguati i farmaci prescritti, rappresentati per il 38,5% dai cosiddetti Fans (farmaci anti-infiammatori, analgesici, antipiretici) e soltanto per il 3,1% dagli oppioidi forti (come ad esempio la morfina). E' questo, in sintesi, il ritratto degli italiani che emerge da una ricerca effettuata dall'Associazione pazienti vivere senza dolore, nel corso della campagna itinerante Cu.p.i.do. (Cura e previeni il Dolore ) presentato ieri a Milano. Il tour, promosso nel 2011, ha toccato 14 citta' italiane coinvolgendo 1.830 cittadini. Analizzando in dettaglio i risultati dell'indagine, si evince che il dolore cronico affligge il 67,3% delle persone che hanno partecipato ma soltanto il 50,9% dichiara di essere seguito da un medico e il 52,3% non ha alcuna terapia in corso. L'origine della sofferenza e' di natura non oncologica per il 93,4% del campione mentre nel 45,2% dei casi e' dovuta all'artrosi. Gli antinfiammatori non steroidei sono i farmaci analgesici piu' impiegati ma alleviano i sintomi solo nel 16,9% dei casi. (ANSA).
Fonte: Fedrfarma
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