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domenica 8 gennaio 2012

Balduzzi, farmacie nei centri commerciali e più concorrenza sui farmaci


Il sistema del farmaco è «rigido, troppo rigido». Ad affermarlo, in un'intervista ad Avvenire, il ministro della Salute, Renato Balduzzi (foto) sottolineando come «nel programma del governo c'era e c'è il cammino che porta alle liberalizzazioni. Ma io questa parola, quando si ragiona di un settore delicato come quello del farmaco, preferisco non usarla. E limitarmi a parlare di un'esigenza di respiro, di apertura».
«Dobbiamo abbassare il quorum e dare più apertura al settore permettendo a nuovi professionisti di inserirsi sul mercato» aggiunge Balduzzi, riferendosi al criterio di distribuzione delle farmacie in base alla popolazione. Così aumentiamo la concorrenza e abbassiamo i prezzi a vantaggio dei cittadini». E si dice favorevole alla presenza delle farmacie nei centri commerciali: «anche questo dà respiro. E lo faremo. Il governo ha preso un impegno chiaro» ma precisa che nelle parafarmacie non potranno essere vendute pillole contraccettive. Il ministro invita i cittadini a contribuire al miglioramento del settore, prediligendo i farmaci generici e evitando «l'uso irrazionale del Pronto Soccorso». Quanto alle spese sanitarie fuori controllo, Balduzzi ammette che «sacche di inefficienza, spreco e illegalità sono fatti. Ma vedo un'inversione: nel 2010 l'aumento di spesa è stato contenuto» afferma il ministro. «Anche per le consulenze. Certo, c'è da fare e noi da più di un mese lavoriamo sui beni e servizi per identificare i costi standard. Entro il 30 giugno il dossier sarà chiuso».
Fonte: Farmacista33

Le proposte del Ministro Balduzzi per quanto riguarda abbassamento del quorum quindi, rapidità nell'espletamento dei concorsi, nuove sedi e nuove aperture, maggiore fruibilità del servizio su tutto il territorio e Farmacie anche nei grandi centri commerciali sempre nel rispetto della pianta organica, come detto in passato più volte non possono che trovarmi d'accordo. La fascia C fuori dalla Farmacia a questo punto diventa una cosa inutile e resta solo un pericoloso precedente unico nel suo genere che trasforma troppi farmaci in beni di consumo con tutti i rischi per la salute che ne possono conseguire.

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