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sabato 17 dicembre 2011

UTIFAR: Nuovo Collegamento, breve risposta all' editoriale del n. 8 di Dicembre 2011

Caro Presidente

Mi permetto di rispondere brevemente al suo editoriale.

La colpa dell' attuale disastro e della guerra fratricida in corso, non è dei Farmacisti in genere, del Governo di turno ma di quel gruppetto di colleghi che per vari lustri hanno bloccato la nostra professione fra cui mi perdoni c'è anche Lei. Per prima cosa modifichiamo gli statuti di Associazioni, Ordini, ecc. due mandati ed a casa per un equo ricambio e per permettere a forze nuove di esprimere le proprie risorse, energie ed idee. Scusi il mio pessimismo, ma è ormai troppo tardi per qualsiasi cosa ed anche le "pezze" messe in questi giorni non ci leveranno mai di dosso la pessima figura fatta dalla Farmacia Italiana e come per il Governo centrale anche nella nostra professione stiamo assistendo al solito penoso teatrino.

Un caro saluto

Dr. Francesco Viti de Angelis


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Scambio di risposte via e-mail:

Caro collega,
se permetti continuo a darti del tu e mi farebbe piacere che lo facessi anche tu, non per effetto di una colleganza, ma di una vecchia amicizia che io conservo ancora anche se poco praticata. Mi dispiace che mi accomuni a coloro che hanno bloccato la categoria, io quando ho predisposto lo statuto di Fenagifar, ho stabilito un mandato di due anni non rinnovabile, che i miei successori hanno portato a tre anni, proprio per dare a tutti la possibilità di misurarsi in incarichi politici. Sto preparando il nuovo statuto di Utifar e anche li' metterò un numero massimo di mandati. L'unica cosa che mi si può rimproverare e' quella di non aver dato spallate a chi era radicato sulla poltrona, ma quando ho tentato di rinnovare il consiglio di Federfarma Roma, i colleghi hanno creduto al mio avversario che sosteneva che al cambio della Presidenza sarebbero crollate tutte le iniziative messe in piedi (cartolarizzazione, credifarma, pagamenti).
Per quanto riguarda il da farsi io, nonostante il cognome, sono meno pessimista di te, ma abbiamo i tempi stretti. Oggi, dopo aver tirato troppo la corda, dobbiamo aprirci ad una liberalizzazione, che pero' non deve rappresentare la fine di un sistema che funziona. Su questo mi impegnerò e impegnerò l'Utifar e le poche risorse che abbiamo. Se vuoi darci una mano e' ben accetta.
Un caro saluto.
Eugenio



Caro Presidente

Darci del tu o del lei cambia poco e non interessa a nessuno, la realtà è che di tempo non ce n'è più, siamo fuori tempo massimo, basta guardarsi intorno per capire che la frittata è fatta e tutte le iniziative servono solo a salvare la faccia per continuare.
Caro Presidente, quello che è mancato è il coraggio.
Ti ringrazio per l' invito, oggi non m' interessa più dare una mano, tutti oggi chiedono una mano, come sempre d'altronde, ma le persone capaci e di buon senso la lezione l' hanno imparata.
Il solito teatrino.

A presto.

Dr. Francesco Viti de Angelis



Caro collega, allora, considerata la sua poca elasticità, la prego di non accumunarmi ad altri responsabili di categoria, con cui non ho mai condiviso alcun percorso politico. Io da tre anni ho assunto la responsabilità di Utifar e sto cercando di riportare ad una sua dignità un'associazione che ha più di 50 anni di storia nel mondo farmacia. Dire che la frittata e' fatta e' una polemica poco costruttiva, che non porta a nulla. Osannarsi e' solo una forma di presunzione che non condivido, ma appartiene invece a molti titolari di farmacia. Ritiro pertanto il mio invito ad una collaborazione comune. La saluto cordialmente, le auguro buone feste e mi farebbe piacere sapere chi ci legge per conoscenza.
Eugenio Leopardi



Caro Presidente

Non mi parli di elasticità è fuori luogo e mi sembra più un problema suo. Ciascuno del suo percorso, politico e non, si assume le proprie responsabilità particolarmente se si ricoprono ruoli importanti e credo che gli altri siano liberi serenamente di giudicare. In quanto al suo impegno all'Utifar posso augurarle solo di riuscire nel suo percorso anche se ritengo più importante per tutti la sopravvivenza dell'istituto Farmacia la cui evoluzione va governata e non subita come fatto fin'ora e questa "mission" dovrebbe essere una delle funzioni più importanti dei nostri rappresentanti e delle organizzazioni di categoria oggetto della mia critica, senza volersi osannare, non capisco come e non condivido il suo giudizio.
La ringrazio per l'attenzione ed auguro buone feste anche a lei.

Francesco Viti de Angelis

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