Manca ancora il dettaglio degli interventi ma il testo della lettera inviata dal premier Silvio Berlusconi all'Ue, conferma l'ipotesi di misure a carico delle farmacie comunali, con la possibilità di vendita ai privati. Nel capitolo sull'«apertura dei mercati in chiave concorrenziale» si legge, infatti, che il governo si impegna a varare delle misure per rafforzare «i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali» introducendo «a livello nazionale sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali» interventi attesi «entro 12 mesi». Nessun cenno, invece, a possibili interventi in materia di liberalizzazione delle professioni. «A parte timide aperture, la lettera contiene enunciazioni di principio prive di sostanza ed inefficaci a dimostrare una decisa volontà di porre la parola fine ai privilegi» sottolinea il Movimento nazionale liberi farmacisti in una nota. «In particolare» continua la nota «non vi è alcun accenno all'intenzione di riformare le professioni chiuse ed eliminare il sistema delle licenze contingentate con riferimento alle professioni di notaio e farmacista». Ecco perché «la lettera» secondo Mnlf, è «solo un espediente per prender tempo, arginare il pressing Ue e continuare a tutelare il proprio elettorato di riferimento in vista delle prossime elezioni».
Fonte: farmacista33
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