Che cos'è
Chi non conosce qualcuno che ha sofferto di un forte dolore per colpa dei denti del giudizio? O ne ha patito in prima persona? I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti a spuntare, sempre se spuntano; in genere, essi bucano la mucosa tra i 17 e i 25 anni, ma è tutt'altro che raro che, per mancanza di spazio, essi rimangano nascosti sotto la gengiva (ossia che non erompano), o che erompano solo in parte: si parla allora di denti del giudizio inclusi, totalmente o parzialmente. Tuttavia, il fatto che non crescano non esclude la possibilità che diano problemi, soprattutto quando bucano la gengiva e poi si fermano. Spesso, al contrario, fanno male, anche molto male e causano gonfiore e sanguinamento gengivale, difficoltà ad aprire la bocca e a masticare, alitosi e alterazione del gusto, fino alla comparsa di cefalea e di dolore a orecchio o occhio. Può instaurarsi un processo infiammatorio della gengiva noto come pericoronite, possono formarsi carie, periodontiti, cisti e ascessi e si possono avere problemi ai denti vicini. Com'è il dolore da dente del giudizio? È un dolore percepito all'angolo della mandibola (ossia dove è localizzato il dente), che può spingersi fino all'occhio o all'orecchio; è un dolore acuto, che inizialmente si ripresenta a intervalli di mesi o anni, con episodi che aumentano tuttavia d'intensità e di frequenza fino a quando l'asportazione diviene necessaria. Comunemente, inizialmente il dolore è trafittivo e lancinante ma col tempo diviene sordo e pulsante; all'inizio è evocato da uno stimolo (impatto del cibo sulla gengiva gonfia), ma tende a divenire spontaneo e costante; il caldo peggiora il dolore, il freddo lo allevia. Il risultato è che chi soffre di dolore da dente del giudizio non riesce a mangiare bene né a dormire, con una forte compromissione della qualità di vita nel suo complesso. Di conseguenza, il dente del giudizio incluso viene estratto. E poi? Nell'immediato post-operatorio, dal momento che l'avulsione del dente del giudizio è un vero e proprio intervento chirurgico, è normale che si manifestino alcuni sintomi/segni, che sono comunque transitori e tendenti alla risoluzione nel giro di alcuni giorni. I più comuni sono rappresentati da sanguinamento dalla sede di estrazione, da gonfiore locale e della guancia, eventualmente associato a ematoma, difficoltà ad aprire la bocca e a mangiare. Ma è il dolore quello che spaventa di più e fa più soffrire: esso raggiunge di norma il suo picco dopo poche ore dall'intervento per poi decrescere nei giorni che seguono.
Opzioni farmacologiche
Sia prima sia dopo l'estrazione del dente del giudizio, sono a disposizione del paziente numerose molecole in grado di alleviare il dolore, alcune di automedicazione altre da utilizzare previa prescrizione medica. Paracetamolo e FANS (ibuprofene), sebbene con meccanismi d'azione diversi, rappresentano i farmaci di prima scelta per il controllo del dolore di intensità lieve-moderata, efficaci sia prima sia dopo la chirurgia. Anche nimesulide, un FANS con obbligo di ricetta medica, è efficace, controlla il dolore, la tumefazione e la difficoltà ad aprire la bocca. Quando il dolore lamentato dal paziente è molto intenso e non adeguatamente alleviato da paracetamolo o FANS, è possibile fare ricorso alla combinazione paracetamolo/codeina o a tramadolo, molecole efficaci nel controllo del dolore severo, sia pre- sia post-operatorio.
Interventi non farmacologici
Alcuni suggerimenti, se correttamente seguiti, aiutano ad alleviare il dolore e il fastidio delpost-intervento e a ridurre il rischio di complicanze - poco frequenti, ma possibili.
Di seguito alcune indicazioni da adottare per limitare al minimo il disagio e favorire una pronta guarigione.
1. Subito dopo l'intervento:
non rimuovere la garza: il sanguinamento dalla sede di estrazione è una reazione normale, per lo più di entità modesta; di regola il chirurgo posiziona in bocca una garza, per favorire la formazione del coagulo e la rapida e corretta guarigione; la garza non deve essere rimossa, anche se da fastidio. In caso di sanguinamento particolarmente intenso e prolungato, è importante contattare il medico;
applicare ghiaccio: per ridurre il gonfiore, normale dopo chirurgia orale.
2. Nei giorni che seguono l'intervento, per favorire la ripresa delle normali attività della vita quotidiana si suggerisce di adottare i seguenti accorgimenti:
scegliere gli alimenti appropriati: i cibi morbidi e freddi non interferiscono con la guarigione; sono al contrario da abolire i cibi caldi/duri/gommosi. Fare attenzione a evitare che i frammenti di cibo restino nel buco lasciato dal dente, perché aggravano il dolore e aumentano il rischio di infezione;
seguire alcune norme per una corretta igiene orale: nelle prime ore dopo l'intervento è bene non toccare né risciacquare la parte, per non interferire con la formazione del coagulo; in seguito, molto delicatamente, utilizzare uno spazzolino morbido, evitando l'uso dell'idropulsore; utili i risciacqui con acqua e sale o con un collutorio;
applicare impacchi caldi: aiutano a sgonfiare la parte e riducono le difficoltà (normali) ad aprire la bocca;
evitare di fumare e di bere alcolici: è consigliabile non fumare e non assumere alcolici almeno per i primi giorni dopo l'intervento, perché fumo e alcol ostacolano la corretta guarigione della ferita;
evitare le attività fisiche pesanti e non praticare sport: soprattutto nel caso di estrazioni particolarmente complicate è consigliabile rimanere a riposo per un paio di giorni;
evitare di assumere farmaci a base di acido acetilsalicilico, che interferiscono con la coagulazione e la guarigione della ferita;
eseguire una ginnastica delicata di apertura/chiusura della bocca: per favorire il ritorno alla normalità;
dormire con la testa leggermente sollevata: un paio di cuscini che tengono la testa sollevata riducono il gonfiore e il rischio di sanguinamento.
Fonte: NienteMale
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