NEWS


*

domenica 10 aprile 2011

Cassazione: no a interventi senza speranza

Non si possono effettuare interventi chirurgici in pazienti senza speranza anche in presenza del loro consenso informato. Questo quanto stabilito dalla IV Sezione penale della Cassazione con sentenza n. 13746 che ha confermato la condanna per omicidio colposo nei confronti di tre medici dell'ospedale San Giovanni di Roma: erano intervenuti su una paziente con cancro metastatico al pancreas provocandone la morte. Tutto ciò, secondo la sentenza, "in dispregio al codice deontologico che fa divieto di trattamenti informati a forme di inutile accanimento diagnostico terapeutico". «La sentenza è corretta e i medici dovrebbero fare un passo indietro», commenta Lorenzo D'Avack, vicepresidente del Comitato nazionale di Bioetica. «D'altro canto è lo stesso Codice deontologico della categoria a prevedere che il medico possa agire solo laddove vi sia una possibilità di intervento sanitario o chirurgico ragionevole e nell'interesse del paziente. Al contrario, l'accanimento terapeutico è espressamente vietato».
Secondo Rocco Bellentone, segretario della Società italiana di chirurgia «la sentenza documenta ancora una volta la pericolosità del fatto che non ci sono, in Italia, leggi specifiche sull'atto medico. È assurdo che siamo ancora fermi al codice Rocco. Se le perizie sul caso specifico dimostrano che l'atto non è stato compiuto per fini non terapeutici ma di altro tipo non può che essere positiva. Ma la sua interpretazione rischia di essere devastante, perché toglie al chirurgo la possibilità del rischio calcolato in situazioni disperate andando a ledere la vita di migliaia di persone che si sono salvate proprio grazie a interventi temerari. Interventi che si sa, possono anche andare male».
Fonte: Doctornews

Nessun commento: