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mercoledì 3 novembre 2010

Servizi in farmacia, dalle Regioni un alt ai decreti

Il Tavolo tecnico interregionale per la farmaceutica in vista della Conferenza Stato-Regioni dell'8 novembre sui decreti attuativi, solleva una lunga serie di perplessità. Ecco le principali obiezioni inviate ai governatori: nella Sanità federalista l'organizzazione dei servizi è competenza esclusiva delle Regioni, mentre allo Stato spetta la formulazione degli indirizzi fondamentali. In altri termini, è riservata al governo centrale la definizione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza, le prestazioni minime che i servizi sanitari regionali devono erogare) ma non compete a lui dettare modalità e luoghi in cui queste prestazioni vengono erogate. Va pertanto rivista l'intera impalcatura dei decreti, a partire dagli elenchi delle prestazioni analitiche autorizzate in farmacia: tra queste, infatti, figurano esami diagnostici (di autocontrollo e di seconda istanza) che non rientrando nei Lea non possono trovare posto nelle convenzioni regionali citate dai decreti. Non solo: per tutelare l'autonomia federalista, la relazione propone che i governatori chiedano l'inserimento di una «clausola di cedevolezza» nella quale sancire che laddove questi servizi sono già stati avviati (con o senza le farmacie) tutto può proseguire come prima. Dubbi non indifferenti, infine, anche a proposito di requisiti e remunerazione: i decreti delegano alla nuova convenzione nazionale indirizzi e criteri in materia, con un secondo livello di dettaglio lasciato alle convenzioni regionali e, in mancanza, all'intervento delle Asl. Per il gruppo tecnico, invece, va stabilito che il via effettivo ai servizi potranno darlo soltanto gli accordi regionali, non la convenzione nazionale né tantomeno le Aziende sanitarie. Quanto poi ai requisiti strutturali, la tesi del tavolo è che le farmacie dovrebbero essere assoggettate agli stessi standard organizzativi e qualitativi oggi vigenti per le strutture accreditate del Ssn.
Fonte: Farmacista33

Obiezioni ovvie! Le Farmacie continuino a fare il servizio per cui sono state istituite, rivendicandone professionalmente la dignità e chiedendo fermamente quanto negli ultimi anni è stato loro sottratto nell'illusione politica di facili quanto improbabili risparmi.

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